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La “doggy bag” diventa “rimpiattino” per combattere lo spreco alimentare al ristorante

L’iniziativa di Fipe con Comieco e i risultati dell’indagine sullo spreco alimentare

Canale Energia - 

La “doggy bag” non piace agli italiani che la chiedono troppo poco. Il 69% dei ristoratori clienti non usufruisce della preziosa risorsa e spesso la motivazione è l’imbarazzo (55%). Un imbarazzo che costa il 51,6% di sprechi nei punti di ristoro contro il 25,4% nella fase di approvvigionamento e il 25% nella preparazione.
Poco aiutati dagli stessi ristoratori che per quanto dotati per il 90% di contenitori di alluminio in modo da permettere di portare via il cibo ordinato, solo il 43% propone di sua iniziativa una simile soluzione, seguito da un 36% che lo propone raramente mentre un 24% mai.
Scomodità e indifferenza gli altri fattori che non favoriscono il recupero del cibo ordinato.
Quali sono i dati più salienti della indagine condotta dal centro studi Fipe e che iniziative seguiranno da questi risultati? Chiediamo a Giulia Erba Ufficio studi Fipe.

La partnership con COMIECO rientra in un approccio legato al riciclo e economia circolare?

Tutto potrebbe cambiare ora che dalla Fipe in collaborazione con Comieco è stato coniato un nuovo termine per alimentare la cultura antispreco del cibi: Rimpiattino.
E’ questo il nome vincitore del concorso bandito dal Consorzio e dalla Federazione rivolto ai ristoratori proposto dal ristorante Duke’s di Roma e svelato oggi nella conferenza stampa che si è tenuta presso la sede della Confcommercio nella Capitale.
“Rimpiattino è a nostro parere una scelta che sintetizza perfettamente lo spirito di questa iniziativa e l’impegno messo in campo dal mondo della ristorazione contro lo spreco alimentare – commenta il Presidente di Fipe Lino Enrico Stoppani -. Non un vero e proprio neologismo ma un concetto che riporta alla cultura, tutta italiana, del “rimpiattare”, ovvero del saper rielaborare gli avanzi del giorno precedente perché il cibo non si spreca non solo per ragioni economiche ma per rispetto alla fatica ed al lavoro necessari per portarlo in tavola”.
Un nome che sarà accompagnato nei ristoranti aderenti dal design innovativo in carta riciclata delle doggy bag promosse in collaborazione con Comieco per trasportare cibo e vino. I “rimpiattini” in carta e cartone arriveranno nelle prossime settimane in 1.000 ristoranti in tutta Italia, mentre altri 30mila sono potenzialmente pronti ad aderire all’iniziativa.
“Buon cibo e buon vino affidati a confezioni in cartoncino riciclabile e firmate da affermati designer e illustratori: non solo un’opportunità per poter contribuire alla lotta allo spreco alimentare ma anche oggetti ‘d’autore’ e riutilizzabili – spiega Carlo Montalbetti, Direttore Generale di Comieco – Allargare l’adozione di questa buona pratica inizialmente diffusa nei ristoranti della zona Expo all’intero bacino nazionale di FIPE è un ulteriore passo avanti nella crescita di comportamenti responsabili e sostenibili”.

La collaborazione con Comieco prevede un approccio al Rimpiattino che nasce già riciclato. Un approccio che guarda alla limitazione degli sprechi in ottica di economia circolare? Risponde Giulia Erba Ufficio studi Fipe

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