Gli abiti usati sono l'1% della raccolta differenziata

Utilitalia, ma troppa burocrazia e infiltrazioni malavitose

Redazione ANSA ROMA
(ANSA) - ROMA, 21 MAR - Sul totale dei rifiuti da raccolta differenziata urbana, gli abiti usati rappresentano circa l'1% in termini di quantità, pari a 133mila tonnellate nel 2017. Gli operatori della raccolta sono gravati da controlli e burocrazia eccessivi, dato lo scarso valore del prodotto. Ci sono sacche di illegalità e infiltrazioni della criminalità: truffe ai Comuni sulle quantità raccolte, personale in nero, mancata igienizzazione dei capi rimessi in commercio, traffico all'estero. E' questo il quadro del settore fatto oggi dal responsabile per la raccolta differenziata e il riciclo di Utilitalia, Alberto Ferro, durante l'audizione oggi alla Commissione bicamerale ecomafie.

Una parte degli abiti usati viene scambiata attraverso negozi dell'usato o raccolta direttamente dalle parrocchie e altre associazioni benefiche. Il resto entra nella filiera del rifiuto: il materiale viene selezionato e rivenduto previa igienizzazione, oppure avviato a riciclo delle fibre tessili.

Utilitalia ha istituito un tavolo con rete Onu e il centro Nuovo modello di sviluppo, a cui hanno partecipato diverse realtà settoriali. Il tavolo ha l'obiettivo di mettere a punto delle linee guida per l'elaborazione dei bandi del servizio di raccolta e avvio a recupero degli abiti. Un documento su base volontaria che, ha dichiarato Ferro, è in procinto di essere licenziato, insieme anche alla bozza di bando e di capitolato.

"Spero che le linee guida di Utilitalia contribuiscano ad aumentare il livello di legalità di questa filiera, su cui invito le aziende di igiene urbana a tenere alto il livello di attenzione", ha dichiarato il presidente della Commissione Ecomafie, Stefano Vignaroli (M5S). (ANSA).

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