Denuncia Grande Oriente contro Bindi, Tribunale archivia

Gip, indagine è prerogativa Antimafia, decisioni all' unanimità

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 6 GIU - Il Tribunale di Roma ha archiviato il procedimento contro gli ex vertici della Commissione parlamentare Antimafia e due parlamentari, l'allora presidente Rosy Bindi, il vicepresidente Claudio Fava ed i componenti Davide Mattiello (Pd) e Mario Michele Giarrusso (M5s). L'accusa nei loro confronti era di abuso di ufficio e diffamazione. Il fascicolo era stato aperto dall'allora capo della Procura di Roma, Giuseppe Pignatone nell'ottobre 2017, dopo una denuncia presentata dal Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia (Goi) Stefano Bisi che lamentava un "animo persecutorio" dell' Antimafia della passata legislatura ai danni dei massoni del Grande Oriente d'Italia e del suo leader. La prova di questa "massofobia" - dal titolo di un pamphlet edito dallo stesso Goi - sarebbe stato il sequestro degli elenchi degli iscritti alla massoneria (non solo del Goi, ma tutte le 4 principali obbedienze) della Calabria e della Sicilia, nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla Commissione allora presieduta dalla Bindi.
    Nel provvedimento il Gip fa notare tra l'altro che la decisione di procedere ad indagini sulle possibili infiltrazioni della criminalità organizzata di tipo mafioso nelle logge massoniche è frutto delle prerogative costituzionali della Commissione Antimafia, che la volontà di procedere a perquisizione e sequestro è dipesa da un provvedimento adottato all'unanimità dai componenti della Commissione antimafia stessa, e che se la finalità era di danneggiare in qualche modo il Goi, la perquisizione sarebbe avvenuta a sorpresa e non dopo l'audizione di Bisi. Già nelle settimane scorse la Procura di Roma, con atto sottoscritto da Pignatone e dai tre vice Ielo, Prestipino e Sabelli, aveva chiesto l'archiviazione del procedimento cui il Goi si è opposto con una memoria sottoscritta dal cielo difensivo della Loggia, gli avvocati Fabio Federico e Raffaele D'Ottavio. Ora l'archiviazione del Gip. "La vittoria è su tutta la linea - commenta l'avvocato Marco Di Lello, già parlamentare e segretario della Commissione Antimafia e oggi difensore di Claudio Fava - sono felice di questo provvedimento sia da ex membro della Commissione che da difensore che ha visto accogliere in pieno le tesi sulla insussistenza del fatto". (ANSA).
   

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