• Invito a Palazzo, Carige svela La sacra famiglia di Van Dyck
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Invito a Palazzo, Carige svela La sacra famiglia di Van Dyck

Il quadro e la sua storia in mostra

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GENOVA - Il centro attorno a cui tutto ruota è la "Sacra famiglia" di Van Dyck. Ma anche i dipinti di Peter Paul Rubens o del misterioso "monogrammista RG" che ha lasciato solo le due iniziali alla base della chitarra del suonatore ritratto e non è ancora stato identificato, valgono da soli una visita. In più c'è anche il racconto di una storia, quella dei pittori fiamminghi che nel '600 arrivarono numerosi a Genova in quanto offriva lavoro agli artisti come poche altre città d'Europa, accompagnata dalle vicende delle potenti famiglie cittadine che hanno acquistato le loro opere.

Banca Carige in occasione di "Invito a Palazzo", la manifestazione organizzata dall'Abi, l'Associazione bancaria italiana che apre al pubblico per un giorno, sabato, le prestigiose sedi delle banche italiane che svelano anche parte dei loro patrimoni artistici, apre la propria pinacoteca con la mostra "La Sacra famiglia di Van Dyck e altri dipinti nordici di Banca Carige". Quadri con soggetti sacri e profani o ritratti che oltre a sabato saranno visibili anche nel weekend successivo, in occasione dei Rolli days, lungo un percorso accompagnato da melodie barocche selezionate da Marco Marcarini, musicologo e manager di Concerto Classico.
Ogni quadro ha una storia: la "Sacra famiglia" di Anton Van Dyck, dipinta a Genova negli anni fra il 1621 e il 1627 in cui arrivò ventenne, era molto probabilmente stata commissionata da Giovanni Andrea Pallavicino, il cui padre Tobia era divenuto ricchissimo con le miniere di allume di Tolfa. A tramandarla sarà però la nuora, Geronima Di Negro, che rimasta vedova di Camillo Pallavicino si risposa e, senza figli, lascia il quadro al nipote Ambrogio Doria. E alla famiglia Doria resterà fino all'approdo in Banca Carige nel 1969.

"La Sacra famiglia, un capolavoro, è la star della mostra - spiega Anna Orlando, storica del'arte esperta del Seicento genovese, curatrice della mostra -. Abbiamo selezionato nella ricca collezione di dipinti antichi, oltre 300, che conserva Banca Carige un vero e proprio distillato: i migliori dipinti della scuola nordica, pittori fiamminghi o olandesi più o meno contemporanei di Van Dyck".

Accanto alla "Sacra famiglia" ci sono i dipinti di Peter Paul Rubens, di Hyeronimus Gerards, dei fratelli, mercanti d'arte e pittori, Cornelis e Jan De Wael, che probabilmente ospitarono Van Dyck a Genova e altre testimonianze dei numerosi artisti della galassia di pittori stranieri che hanno lasciato la loro traccia nella Superba. Anna Orlando con un'opera "investigativa" approfondita nel catalogo Sagep, ha ricostruito anche le storie della "Santa Rosalia" e di "Sant'Orsola" del Gerards, amico e sodale di Van Dyck, del suo viaggio dalla Sicilia a Genova e del "Ritratto virile" che dopo un accurato restauro proprio in occasione di questa esposizione al pubblico e dopo confronti con altri ritratti, è stato attribuito a Van Dyck. "Il patrimonio artistico e culturale di Carige è patrimonio della città e della regione - sottolinea Alfredo Majo, responsabile relazioni esterne della banca - e frutto dei risparmi di generazioni di genovesi. I lasciti sono di grandi famiglie che li hanno donati alla cassa di risparmio affinché non andassero dispersi".

In collaborazione con:
Carige

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