MyMiWo, un blog per i giovani imprenditori millennials

Firmato da Carlotta Costamagna, presidente di Pellan Italia. Il battesimo a Capri al meeting dei giovani imprenditori

Lifestyle People
Chiudi Carlotta Costamagna (ANSA) Carlotta Costamagna

Nasce MyMiWo, un blog per i giovani imprenditori millennials, firmato da Carlotta Costamagna, 27 anni, imprenditrice a capo di Pellan Italia, un raggruppamento di imprese votato all'innovazione e alla sostenibilità: dal grafene ai tessuti bio. My Millennials World (MyMiWo), presentato al meeting dei giovani imprenditori a Capri, è una piattaforma social sulla quale confrontare idee e riflessioni dal punto di vista speciale dell'impresa con l'obiettivo di guardare alle opportunità che propone il cambiamento che sta imponendo il digitale nella bita di tutti noi. 'Per battere la crisi ci vuole innovazione - scrive sul blog Carlotta Costamagna- e il coraggio di impresa si indirizza verso la galassia start up, il continente di noi Millennials'. Puntando ad una più stretta interazione tra ricercatori e management di impresa, in modo da poter 'trasformate effettivamente le conoscenze in benefici economici'. 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Cravatta, 10 motivi per non rinunciare ad un accessorio senza tempo

Negli ultimi 10 anni calo costante vendite ma resiste il settore sartoriale

Lifestyle Moda
Chiudi Bigi Cravatte Milano (ANSA) Bigi Cravatte Milano

I numeri parlano chiaro: nell’ultimo decennio il settore delle cravatte ha vissuto un calo costante e, stando ai dati del Centro Studi di Confindustria Moda, solo nell’ultimo anno l’export ha registrato una diminuzione del 9,6%. Gli uomini non amano più questo accessorio? Non proprio. Riconoscendone l’importanza prestano massima cura ai dettagli al momento dell’acquisto e si assicurano di comprare un prodotto di qualità, confezionato a mano, prediligendo fibre naturali selezionate. Meno acquisti quindi, ma più attenzione alla qualità con un solo metro di giudizio al momento della scelta: la sartorialità. A resistere nel settore è, infatti, il ramo artigianale. La cravatta sartoriale non conosce quindi crisi e risultano innumerevoli i buoni motivi per continuare ad indossarla e celebrarla ogni anno in occasione del Cravatta Day, ricorrenza ufficializzata nel 2008 quando il Parlamento Croato ha dichiarato all’unanimità il 18 ottobre il giorno della cravatta.

“Acquistare una cravatta confezionata artigianalmente significa scegliere in maniera consapevole un prodotto di qualità e versatile, che potrà essere indossato a lungo e in molteplici momenti della propria vita, aggiungendo un tocco di stile e personalità all’outfit - spiega Stefano Bigi, amministratore unico di Bigi Cravatte Milano, una piccola realtà virtuosa che lo scorso anno ha venduto circa 45 mila cravatte realizzate completamente a mano nel suo laboratorio milanese a Porta Ticinese, per un fatturato di quasi 2 milioni di euro, dei quali oltre la metà provenienti dalle esportazioni - Se per i signori l’attenzione ai materiali e la ricerca di motivi e righe classiche sono le motivazioni che spingono all’acquisto, per le giovani generazioni è il desiderio di cimentarsi con un look nuovo e ricercato, in controtendenza con lo stile casual che spesso popola il guardaroba dei millennials, il motore che li muove ad avvicinarsi a un accessorio versatile e sofisticato come la cravatta.”

Ma quali sono i 10 buoni motivi che spingono ad acquistare e indossare una cravatta sartoriale?
1) Riscoprire il valore dell’artigianalità: il sapere che solo uno storico laboratorio artigianale sa trasmettere e tradurre con efficacia e la precisione e l’accuratezza di un lavoro che ancora si basa sull’esperienza di mani abili costituiscono un tesoro dal valore inestimabile. Acquistare una cravatta frutto di questo processo produttivo significa, quindi, indossare un prodotto unico ed esclusivo.
2) Prestare attenzione alla sostenibilità: in un tempo in cui la salvaguardia dell’ambiente ricopre sempre più importanza si modificano anche i comportamenti di acquisto, soprattutto quelli dei giovani. Sempre più persone si orientano verso prodotti realizzati artigianalmente, nell’ottica di acquistare creazioni più sostenibili e in grado di durare più a lungo. Tempi bui per il fast fashion, quindi, altamente dannoso per il Pianeta: secondo il New York Times, infatti, dal 1960 ad oggi i rifiuti tessili sono aumentati del 750%.
3) Impreziosire un look casual: è finita l’era in cui la cravatta si indossava solo ed esclusivamente con completo e scarpa elegante, oggi c’è spazio per nuovi accostamenti più moderni e cool, che affiancano un classico senza tempo a soluzioni più casual, mixando lo stile formale a quello informale. Attenzione, però, a bilanciare in modo corretto queste due anime: l’ispirazione per un look impeccabile arriva dall’attore Eddie Redmayne che, come riporta il Daily Mail, sul red carpet del Toronto Film Festival ha sfoggiato una giacca in pelle nera accompagnata da una cravatta skinny con eleganti punti spillo. D’esempio anche Mariano Di Vaio che ha osato ancor di più con una giacca da motociclista e cravatta petrolio, in un look che lui stesso ha definito “casual gentle”.
4) Aggiungere personalità a un outfit: i tessuti e le fantasie di una cravatta raccontano storie e descrivono, più di qualsiasi altro capo maschile, la personalità di chi la indossa. Che si tratti di uomini che scelgono di osare, amanti del classico o ragazzi sempre attenti alle ultime tendenze, per ognuno esiste la cravatta perfetta. O più d’una, come dimostra lo statunitense Ian Squires che, racconta l’Alabamas’s News Reader, è riuscito a trovare ben 1600 cravatte in grado di parlare di lui: l’uomo ha infatti scelto di indossare ogni giorno una cravatta diversa, appendendole di volta in volta in ufficio. Un’incredibile collezione che racconta tutte le sue sfumature!
5) Fare da passe-partout per il mondo del lavoro: la cravatta può rivelarsi la chiave per chi è alla ricerca del primo impiego o deve muovere i primi passi in ufficio. Quando ci si presenta ad un colloquio è, infatti, fondamentale dare una buona impressione di sé sin dal primo sguardo, mettendo vestiti appropriati. Indossare giacca e cravatta si rivela spesso la scelta giusta poiché testimonia precisione e cura della persona. È importante, però, portarla nel modo corretto: vietati i nodi allentanti o troppo importanti e i tessuti stropicciati o macchiati. Attenzione anche al colore a seconda di ciò che si vuole trasmettere: da un energico rosso, a un rilassante blu, passando per un serioso nero.
6) Aumentare la fiducia in se stessi: tra i diversi lati positivi di indossare la cravatta si annovera anche il suo potere di far sentire più sicuri. Gli studi in questo campo affondano le loro radici nel XIX quando lo psicologo William James assicurava che i vestiti scelti da una persona influiscono sulla formazione della sua personalità. Anche in ufficio la cravatta rende più sicuri, un effetto che gli psicologi hanno ribattezzato “enclothed cognition” e che, riporta The Sidney Morning Herald, permette alle persone che indossano un vestito formale di aumentare la propria capacità di pensiero astratto.
7) Accrescere il proprio fascino: le donne spesso sembrano preferire l’uomo in giacca e cravatta, in controtendenza con un mondo che pare tendere al casual. Sembra che una buona parte del gentil sesso subisca oggi, come nel passato, il fascino dell’uomo elegante, ammirandone il senso di sicurezza emanato dall’outfit formale e uno charme intramontabile.
8) Distinguersi soddisfacendo un vezzo estetico: portare la cravatta oggi non è più un obbligo imposto dalla società ma un piacere personale. Si tratta di una scelta consapevole dettata dal desiderio di soddisfare un bisogno estetico e di distinzione. Un vezzo sempre più diffuso anche in contesti informali, come un aperitivo tra amici, dove a fare la differenza è proprio l’attenzione al dettaglio.la scelta giusta poiché testimonia precisione e cura della persona. È importante, però, portarla nel modo corretto: vietati i nodi allentanti o troppo importanti e i tessuti stropicciati o macchiati. Attenzione anche al colore a seconda di ciò che si vuole trasmettere: da un energico rosso, a un rilassante blu, passando per un serioso nero.
6) Aumentare la fiducia in se stessi: tra i diversi lati positivi di indossare la cravatta si annovera anche il suo potere di far sentire più sicuri. Gli studi in questo campo affondano le loro radici nel XIX quando lo psicologo William James assicurava che i vestiti scelti da una persona influiscono sulla formazione della sua personalità. Anche in ufficio la cravatta rende più sicuri, un effetto che gli psicologi hanno ribattezzato “enclothed cognition” e che, riporta The Sidney Morning Herald, permette alle persone che indossano un vestito formale di aumentare la propria capacità di pensiero astratto.
7) Accrescere il proprio fascino: le donne spesso sembrano preferire l’uomo in giacca e cravatta, in controtendenza con un mondo che pare tendere al casual. Sembra che una buona parte del gentil sesso subisca oggi, come nel passato, il fascino dell’uomo elegante, ammirandone il senso di sicurezza emanato dall’outfit formale e uno charme intramontabile.
8) Distinguersi soddisfacendo un vezzo estetico: portare la cravatta oggi non è più un obbligo imposto dalla società ma un piacere personale. Si tratta di una scelta consapevole dettata dal desiderio di soddisfare un bisogno estetico e di distinzione. Un vezzo sempre più diffuso anche in contesti informali, come un aperitivo tra amici, dove a fare la differenza è proprio l’attenzione al dettaglio.
9) Riflettere un valore affettivo: la cravatta può avere riflessi altamente simbolici e significativi sull’uomo che la indossa, soprattutto se viene regalata da persone care o addirittura da un genitore al figlio. Rappresenta, infatti, un accessorio senza tempo che ricorda inevitabilmente la persona che l’ha donata.
10) Valorizzare le piccole realtà locali: l’attenzione verso le eccellenze artigianali del territorio è il primo passo per valorizzare le potenzialità delle piccole e medie imprese che contribuiscono a sostenere l’economia del Paese. Una fitta rete di realtà imprenditoriali virtuose, agili e snelle che custodiscono i segreti di generazioni, reinterpretandoli e adattandoli ai cambiamenti del mercato, e che hanno permesso al Made in Italy di affermarsi a livello mondiale.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Matrimonio, le tendenze per lo sposo e 5 consigli da seguire

L'abito è rigorosamente slim. E le maison puntano anche sugli over 40

Lifestyle Moda
Chiudi @Tuttosposi (ANSA) @Tuttosposi

Tendenze wedding, per una volta parliamo di lui! Ecco da Tuttosposi, a Napoli dal 19 al 27 ottobre, la moda per l'abito di matrimonio dello sposo.

Lo sposo 2020 oscilla dalla sobrietà estrema nei tessuti, nel taglio e nei colori, alla ricercatezza dei ricami tono su tono o in contrasto che richiamano uno stile barocco e sfarzoso, con un chiaro riferimento all’antica nobiltà che viveva nei palazzi aristocratici del sud. Anche le giacche sono estremamente sobrie oppure nuove, rivisitate, con un taglio decisamente innovativo. Tanta attenzione viene data anche allo sposo over 40 : oggi infatti l’età delle nozze si è spostata in avanti, per cui lo stile dello sposo adulto non potrà mai essere trasgressivo, eccentrico o eccessivamente colorato. Quanto allo stile e al look, via libera a barba e capello in finto disordine come pettinatura ma con tintura e taglio sistemati, almeno una settimana prima perché l’aspetto il giorno del matrimonio sia naturale.

Ecco i consigli per #ANSALIFESTYLE della wedding planner Cira Lombardo sugli abiti da sposo

1. Finalmente anche lo sposo è in evidenza nel giorno delle nozze: cosa ci dobbiamo aspettare dalla moda 2020 per lui?
In realtà, forse non tutti sanno che la scelta dell’abito da sposo può essere anche più complessa di quello della sposa, perché il look da sposo è sottoposto a rigide regole del galateo e perché non è sempre facile individuare i tessuti, i colori e gli accessori giusti per risultati impeccabili. Tuttavia, il groom look comincia a sciogliersi un po’, forse seguendo i desideri di sposi più moderni e dinamici. Per il 2020, guai in vista per gli sposi con qualche chilo di troppo, poiché l’abito di tendenza sarà rigorosamente slim, con pantaloni a sigaretta a fondo stretto, ai quali si potranno abbinare giacche aderenti che, seppur allargandosi un po’ sulla zona del petto, restano chiuse da un solo bottone.

2. Quali sono gli stili che prevalgono? 
Se per il 2019 la moda sposo ha avuto delle influenze provenienti dal lontano Oriente, per il prossimo anno ci aspettano ispirazioni europee, più precisamente provenienti dalla Spagna e dal Portogallo, con trame che ricordano le caratteristiche maioliche delle case iberiche. Piastrelle che diventano tessuti jacquards, da utilizzare preferibilmente per gli accessori, cioè per gilet, calze, papillon o pochette.

3. Che stoffe sono maggiormente utilizzate? Ci sono ricami o sono colori tinta unita? Quanto prevale la sobrietà e quanto gli stili più eccentrici?
Molti sposi amano indossare abiti ricamati e molto elaborati, tuttavia la tinta unita è sempre preferibile a qualsiasi fantasia. Per la scelta dell’abito perfetto (e del tessuto perfetto) non dimenticare una regola fondamentale, cioè il riferimento alla stagione in cui ci si sposa! La primavera e l’estate sono i periodi dell’anno più gettonati per l’organizzazione delle nozze e in questi mesi bisogna optare per i completi in misto lana e seta, con un peso di circa 250 gr. Per i mesi autunnali o invernali, invece, sarà bene preferire tessuti 100% lana, lana e seta (con maggior percentuale di lana) o lana e mohair, con un peso superiore a 270 gr.

4. I colori prevalenti per il 2020 quali saranno? Si useranno più tonalità lucide o “mat”?

 Le scelte migliori sono il blu, nelle varianti blu notte o blu cobalto, il grigio antracite o, per matrimoni diurni, anche un grigio leggermente più chiaro. Qualcuno si chiederà “E il completo nero?”. Beh, in verità il nero è solitamente associato allo smoking, abito non propriamente adatto a una cerimonia, ma ammesso dal galateo per eventi serali con rito fissato a partire dalle 17.00 in poi e con dress code black tie. Tuttavia, se parliamo di dettagli colorati, magari a contrasto e per un effetto originale e glamour, per il 2020 saranno di gran moda il bordeaux, il verde bottiglia, l’oro e l’argento, soprattutto per eventi eleganti, mentre per nozze estive e casual, i colori pastello saranno i preferiti. No categorico al lucido, a meno che non si tratti, ancora una volta, di dettagli, come i reverse di baveri e polsini. Non scegliere mai l’abito “spezzato”. Per qualcuno potrà essere una sorpresa, ma l’abito da uomo “spezzato” è davvero troppo, troppo casual per una cerimonia.

5. Qualche consiglio evergreen per essere uno sposo impeccabile il giorno delle nozze.
Per i consigli evergreen, ecco le regole da seguire in base all’orario della cerimonia:
• Se la cerimonia e il ricevimento si svolgeranno di giorno, cioè prima delle 17.00, lo sposo dovrà indossare un classico abito tre bottoni, con gilet e cravatta.
• Se l’evento si svolgerà dopo le 17.00, con annesse danze dopo la cena nuziale, lo sposo dovrà optare per un abito scuro o per lo smoking (detto anche black-tie.
• Se sceglierete di celebrare il matrimonio con cerimonia e ricevimento formali (che, attenzione, non è sinonimo di eleganti) di giorno, cioè che si svolgono entro le 18.00, la scelta dovrà ricadere su un morning dress, vale a dire sul tight o il mezzo tight, di notevole eleganza.
• Per cerimonie formali di sera, dopo le 18.00, lo sposo dovrà indossare il più elegante degli abiti, vale a dire il frac, detto anche white-tie, spesso associato ai reali o alle cene di Stato.

Ecco qualche spunto dalle maison di Tuttosposi. Passaro dà ampio spazio a tessuti pregiati come lana e seta e sottolinea il taglio degli abiti assieme ai dettagli particolari e raffinati che contribuiscono a fare dell’uomo uno sposo elegante e carismatico. La palette dei colori è scelta in base alle tonalità che possono star bene a tutti, dai più giovani agli adulti; il colore predominante infatti è il blu in tante sfumature, che ha preso il posto del classico grigio e nero, a meno che non si parli di smoking. Anche le tonalità variano secondo l'orario del matrimonio .

I tessuti, sempre estremamente pregiati, sono sempre più morbidi e confortevoli. Completamente diverso è l’uomo Vanitas, decisamente barocco: il suo stile è molto elaborato, con tessuti ricamati e intarsi importanti. La novità di quest’anno è nelle giacche, rivisitate nello stile. I materiali sono soprattutto in seta lavorata e i ricami sono colore su colore oppure a contrasto, come l’abbinamento oro e nero. Carlo Pignatelli punta su trame preziose e abiti neo-romantici.

Da Stella White anche lui vuole essere protagonista con giacche corte pantalone a sigaretta, disegni broccati e toni di colori alternativi. Gli stili che prevalgono sono: la giacca classica, tight, mezzo tight e smoking, rivisitando la loro vestibilità con forma più aderente. La ricerca delle stoffe è basata sul made in Italy come ad esempio il tessuto zignone, vitale, zegna. Altre caratteristiche della new collection sono la presenza di stampe multicolor o disegni floreali e damascati con uno stile più eccentrico. I colori prevalenti sono sempre più basici dal blu night al nero al bordeaux in toni mat. Le parole chiave della tendenza capelli uomo sono la semplicità e la naturalezza, con ciuffo dal gusto retrò. 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Nasce Ergobando, pelletteria made in Italy e fantasia Africa

Da Costa Foundation e Cromia linea borse a sostegno progetti

Lifestyle Moda
Chiudi Nasce Ergobando, pelletteria made in Italy e fantasia Africa (ANSA) Nasce Ergobando, pelletteria made in Italy e fantasia Africa

Dalla tradizione della pelletteria artigianale italiana e dalla creatività delle donne africane di immaginare fantasiose stoffe è nato un nuovo progetto tra moda, cooperazione internazionale e solidarietà. Si tratta di Ergobando che in ladino significa arcobaleno) che ha portato alla creazione di una collezione di borse in pelle, graficamente ispirate ai tessuti africani.
Partners del progetto, presentato a Bagno Vignoni in provincia di Siena, sono Cromia, storica azienda di pelletteria marchigiana, e Costa Family Foundation, da oltre 10 anni impegnata a difesa dei diritti dei minori, delle donne e per la promozione del lavoro in tutto il mondo.
Parte dei proventi delle vendite andranno a sostenere proprio dei progetti in Uganda, come scuole di sartoria, creazioni di oggetti di artigianato, con capacità di sfruttare al meglio anche i prodotti della natura ma anche strutture sanitarie contro la sieropositività .
"Un'idea nata dalla convinzione che chi tanto ha avuto da questo mondo - ha spiegato Michil Costa, presidente della Fondazione - ha l'obbligo di fare in modo che anche altre persone possano usufruire della fortuna che abbiamo avuto noi". La sfida di trasformare la fantasia africana in giochi e disegni geometrici (le stoffe acquistate in Togo e Uganda non sono solo fonte di ispirazione ma sono diventati veri e propri accessori coordinati alle borse da trasformare in fiocchi, foulard e fusciacche) per la collezione che va in vendita da novembre, l'ha accettata Cromia. L'azienda è nata sulla scia di La.i.pe, fondata nel 1963 da Germano Sciamanna, pellettiere marchigiano, al quale già nel 1981 Gianni Versace aveva affidato produzione e distribuzione di accessori in pelle per la donna. Con l'ingresso come Ad del figlio Sergio è stato creato il proprio brand, ma la produzione in conto terzi per noti marchi nazionali e internazionali continua ad essere tra i punti di forza della La.i.pe(un fatturato di quasi 30 milioni di euro nel 2018).
Per Cromia i mercati di massima espansione sono la Russia, le aree baltiche e l'Oriente. In Cina è stato appena aperto il primo monomarca, mentre sul canale e-commerce si è registrato un +24%.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Cyberbullismo, 10 segnali per capire se i nostri figli sono vittime

Rifiuto ad andare a scuola, irritabilità, isolamento e svogliatezza, sintomi principali

Lifestyle Società & Diritti
Chiudi Una ragazza preoccupata guarda il telefonino foto iStock. (ANSA) Una ragazza preoccupata guarda il telefonino foto iStock.

Non solo per presunti ‘difetti fisici’, basta comparire o volere emergere sui social per finire alla gogna dei bulli da tastiera. Sai ballare e ti metti in mostra su instagram o sulle piattaforme musicali? Posti, semplicemente, la tua foto o qualcuno la posta al tuo posto? Dopo le prepotenze della vita reale (le scuole pullulano di bulli e bulle in carne ed ossa pronti a vessare gli altri), aumenta il bullismo da tastiera, fatto di prepotenti violenti che nascondono l’identità accanendosi con la vittima, senza differenza di genere. Di cyberbullismo se ne parla (nuovamente) in questi giorni in occasione della tragica morte della cantante sud coreana, Sulli, nome reale Choi Jin-ri, idolo K-pop di migliaia di adolescenti. Pare che la celebrity fosse vittima di crescenti e feroci critiche online, procrastinate nel tempo e la notizia riporta alla ribalta una faccia della società con cui tutti dobbiamo fare i conti, soprattutto se genitori di bambini e teenagers.

 Attacchi ripetuti, continui, offensivi e sistematici sono all’ordine del giorno soprattutto in internet e, in Italia, il cyberbullismo è abbastanza radicato colpendo soprattutto i giovanissimi. La percentuale di coloro che dichiarano di aver subìto azioni di cyberbullismo pare calare infatti con l’età: ad 11 anni il picco (dice di averli subiti il 10,1%); a 13 anni lo denuncia l’ 8,5% e a 15 anni il 7% (sondaggio sistema di sorveglianza HBSC 2018 promosso dal Ministero della Salute ). Le vittime sono soprattutto i bambini che si affacciano nel mondo dei social in modo ingenuo e del tutto impreparato ma anche gli adolescenti fanno un uso problematico dei social preferendoli ai rapporti faccia a faccia, soprattutto quando si tratta di parlare dei propri sentimenti (lo pensa il 19% delle tredicenni, fonte HBSC 2018). La piazza virtuale però è piena di rischi. Il verdetto è ancora più preoccupante per l’American Academy of Pediatrics che riporta dati allarmanti: il 43% dei bambini e dei teenagers americani è stata vittima di attacchi sui social e il 58% di questi non ne parla con i genitori.

 Basta dare al proprio figlio un telefonino o un tablet per esporlo al rischio, ricordano anche gli esperti di NetNanny, company di software di parental-controls . Sintomi più o meno evidenti ma che spesso si trascurano e invece sono l’occasione per intervenire. Tenendo conto che, una volta percepiti segnali di allarme che i ragazzi inviano anche in modo inconsapevole, è necessario creare un rapporto di fiducia che nasce se i genitori si dedicano all'ascolto, senza giudizi né rimproveri.

La società ha raccolto i 10 segnali più comuni di disagio a carico dei bambini vittime di cyberbullismo.

1) In cima ai sintomi, il più comune sembra essere un aumento di nervosismo o il rifiuto ad andare a scuola. Il bambino chiede di poter restare a casa o telefona ai genitori durante l’orario scolastico per uscire prima. I bulli virtuali possono essere persone a loro vicine o vicine ai compagni dello stesso istituto scolastico.

 2) Il secondo segnale d’allarme dovrebbe accendersi se il bambino risulta particolarmente irrascibile ed estremamente ansioso dopo che ha chattato o usato i social.

 3) Il terzo sintomo riguarda lo stato d’animo del ragazzo mentre è indaffarato ad usare i dispositivi, dal cellulare al pc. Si arrabbia a tal punto da sbattere la tastiera o il telefono? Può succedere che le vittime reagiscano in questo modo per prendere le distanze dai bulli, reagendo con rabbia.

 4) Il quarto campanello d’allarme dovrebbe accendersi quando il bambino non vuole condividere informazioni sul proprio account e sulle attività che svolge online con i genitori o gli adulti di riferimento. Nonostante il patimento, i bambini possono tentare di nascondere ciò che sta accadendo, hanno timore a parlarne. Stabilire delle regole chiare sull’uso dei dispositivi ed avere delle password comuni degli account è un modo per difenderli, almeno finché sono ancora piccoli.

 5) Al quinto posto dei segnali di disagio ci sono la perdita inspiegabile di peso o l’aumento ponderale improvviso. Oppure mal di testa, mal di stomaco e difficoltà a mangiare. I genitori devono essere consapevoli che questi sintomi potrebbero indicare atti di bullismo e che, se persistono, possono danneggiare anche la salute.

 6) Sesto campanello d’allarme è la difficoltà del figliolo a dormire la notte e ad avere una spiccata sonnolenza durante il giorno. L'irrequietezza è un fattore molto comune quando si tratta di cyberbullismo e i bambini spesso non sono in grado di dormire quando sono tormentati da ciò che i cyberbulli dicono su di loro. La stanchezza conseguente può influenzare il bambino per il resto della giornata, rendendolo irritabile e complicando lo svolgimento della sua giornata scolastica in cui deve affrontare compiti e compagni di classe.

 7) Il settimo indizio di disagio da bulli virtuali è un progressivo calo di interessi verso gli hobby o le attività che generalmente venivano svolte con piacere ed erano magari le preferite.

 8) L’ottavo segnale riguarda il comportamento del bambino che tende a divenire depresso o antisociale.

9) Segue l’isolamento da amici e parenti, nono sintomo di vessazioni virtuali.

 10) L’ultimo sintomo, il più allarmante, è quando i ragazzi, schiacciati da prepotenze e prese in giro, iniziano a parlare di suicidio. In questo caso è indispensabile contattare immediatamente uno specialista coinvolgendo subito la scuola.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

A Flushing, l'altra Chinatown di New York /AS A LOCAL

In Queens il quartiere con la comunità più dinamica in Usa

Lifestyle Tempo Libero
Chiudi Non solo New York, l'altra Chinatown è nel quartiere di Flushing nel Queens (ANSA) Non solo New York, l'altra Chinatown è nel quartiere di Flushing nel Queens

New York città dai mille volti e anche dalle numerose Chinatown. Se la ben più famosa Chinatown di Manhattan nel Lower East Side e attaccata a Little Italy ruba spesso la scena, in Queens c'è una comunità ben più grande, più autentica e più resistente a contaminazioni esterne. L'altra Chinatown è nel quartiere di Flushing dove si trova la comunità cinese più dinamica e più diversificata al di fuori dell'Asia.
    Tutto ciò che occorre per avere la sensazione di andare in un altro continente è una corsa sulla linea 7 della metropolitana di New York. Il cuore della Chinatown di Flushing è a Main Street dove si viene catapultati in una realtà in cui è difficile pensare di non essere usciti dai confini della Grande Mela. Suoni, colori, odori sono quelli che si trovano passeggiando per un quartiere in Asia con migliaia di attività commerciali, strade affollate e soprattutto una straordinaria varietà di cucine. Dai dumpling cinesi al takoyaki giapponese, ai noodle malesiani, passando per gli spring roll vietnamiti o il pollo fritto taiwanese, se solo l'imbarazzo della scelta tra Main Street e Roosvelt.
    "Flushing nel Queens - ha detto all'ANSA John Choe direttore della Camera di Commercio di Greater Flushing - è la comunità più diversa e dinamica negli Stati Uniti con persone da tutto il mondo che parlano centinaia di lingue, che condividono cibo e culture, che pregano e lavoro assieme e che ridefiniscono il significato di essere un newyorkese". Flushing deve la sua ricchezza culturale e demografica anche all'alternarsi di immigrati provenienti da diverse parti del mondo. Fondata dai coloni olandesi nel 17mo secolo come 'Vlissingen' (Flushing viene da un errore di pronuncia in inglese, ndr), oltre agli olandesi e agli asiatici sul suo suolo sono passati anche italiani e greci. "Flushing - continua Choe - è una gemma nascosta che aspetta di essere esplorata. Si può andare alla scoperta, tra gli altri, dei luoghi storici eredità della colonizzazione olandese come Bowne House o la Quaker Meeting House oppure al Voelker Orth Museum e Latimer House".
    Oltre a Chinatown, a Flushing c'è anche una varietà di musei tra questi il Queens Museum dove c'è una meraviglia chiamata 'Panorama', una miniatura di tutta la città di New York mentre di fronte all'ingresso del museo, a Flushing Meadows Corona Park, c'è l'Unisphere, una gigantesca ed iconica scultura che rappresenta il globo terrestre e che fu commissionata per l'Esposizione Universale del 1964 a New York. Sempre a Flushing Meadows Corona Park, inoltre, un equivalente in Queens di Central Park a Manhattan, vi è anche un'altra gemma poco conosciuta, la New York Hall of Science dove fino al 26 gennaio del 2020 tra le altre rimarrà allestita 'The Art of the Bricks', la mostra più grande al mondo realizzata con oltre un milione di mattoncini Lego dall'artista americano Nathan Sawaya.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Design di emergenza, dal giardino terapeutico alla toilette origami

Trovare soluzioni per aiutare l'umanità sofferente è più che mai attuale

Lifestyle Design & Giardino
Chiudi Emergency box, la toilette - origami (ANSA) Emergency box, la toilette - origami

Sembra assurdo parlare di design abbinato al tema guerra ed emergenze, eppure è di grande attualità perchè come sistemare le migliaia di persone costrette a fuggire dai loro paesi d'origine, come portare aiuto a esseri umani sofferenti, che siano vittime di conflitti, migranti sociali, economici o ambientali, è di fondamentale importanza e trovare soluzioni con designer, architetti, esperti a progettare ambienti, prodotti e servizi per necessità non solo ospedaliere è quanto mai urgente. La call for ideas lanciata da Emergency e SosDesign con il sostegno della piattaforma open design Desall.com, ha suscitato grande interesse ed oltre 150 sono i progetti di design arrivati da tutto il mondo per Design Against War. Un giardino “terapeutico” post trauma, una toilette pieghevole da tirare fuori all’occorrenza, un sacco a pelo che diventa tenda e rifugio in caso di necessità sono alcuni dei progetti vincitori.

Ad aggiudicarsi il primo premio del concorso è stato Healing Garden Against War dell’architetto italiano Giulia Radelli. Il progetto consiste in un giardino ideato per il benessere dei pazienti che hanno vissuto contesti altamente traumatici: qui si può passeggiare e riscoprire nell’equilibrio della natura che un’altra vita, dopo la guerra, è ancora possibile. Uno spazio verde, bello e confortevole, che ospita una serie di aree per il recupero post trauma, dalle attività di fisioterapia a stimolazioni di tipo sensoriale, e possa conciliare la funzionalità di un edificio altamente tecnologico con l’armonica bellezza del paesaggio naturale. In linea con l’idea di cura di Emergency, la ong nata 25 anni fa, integra perfettamente bisogni ospedalieri e desideri emotivi, entrambi fondamentali per il processo di guarigione fisica ed emotiva dei pazienti.

 Insieme a lei sono stati nominati tre vincitori per ciascuna categoria - Prodotti, Ambienti e Servizi – e altri progetti come menzionati speciali. Per la categoria Ambienti, è stato confermato vincitore sempre Healing garden against war di Giulia Radelli per essere stato progettato come integrante del Centro Chirurgico per Vittime di Guerra di Emergency, a Kabul in Afghanistan.

Per la categoria Prodotti, il vincitore è All Seasons Protective System del SelceStudio di Londra. Di dimensioni ridotte e leggero, in modo da facilitare il trasporto, è un sacco a pelo polifunzionale che ha lo scopo di offrire un riposo agevole e comodo anche in situazioni di difficoltà. Prodotto in Tyvek, un tessuto sintetico simile alla carta ma molto più resistente, il sistema di protezione è costruito su tre strati, progettati per essere riempiti con materiali ariosi morbidi (come foglie o giornali) e collegati tra loro in modo da trasformare il sacco a pelo in tenda, zaino, fino a diventare un rifugio d’emergenza.

The Berlin Time Exchange, un mercato multiculturale e d’incontro generazionale, dedicato alla capitale tedesca, è il progetto vincitore della categoria Servizi. Firmato dall’italiana Francesca Rogers, propone un’alternativa, ludica e al contempo remunerativa, per due fasce vulnerabili della popolazione berlinese: gli anziani e i richiedenti asilo. Entrambe escluse dal mercato del lavoro, le due categorie hanno una risorsa in comune: il tempo. L’originalità della proposta sta proprio nello sfruttare il tempo come moneta di scambio all’interno di un sistema che, però, assomiglia ad un vero e proprio mercato tradizionale. Per l’avvio del mercato, enti profit e non, contribuiranno in maniera diretta e indiretta alla “banca del tempo”; offrendo servizi e prodotti ai berlinesi, il mercato dovrebbe, pian piano, diventare autosufficiente.

A colpire la giuria anche il progetto Emergency Box, al quale è stato assegnato un Extra Award. Presentato nella categoria Ambienti e ideato da Marta Sánchez Pérez, José María Mateo Torres and Tomás Larios Roca.  è ispirato agli origami giapponesi, una toilette pubblica dal design anticonvenzionale e di facile installazione, progettata proprio per quei luoghi in cui mancano servizi igienici privati e confortevoli. Pieghevole, la struttura è costruita in alluminio al quale è fissato un tessuto di pelle, resistente alle intemperie. Posizionate consecutivamente su una area piana, le “toilette sociali”, sono azionate da un pedale interno collegato ad una molla che eleva la struttura coprendo l’utente e dandogli intimità.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Milano Jewelry Week, con i Lego giro del mondo in 80 gioielli

Collezione di costruzioni set per la storia gioielleria Nogara

Lifestyle Lusso
Chiudi Gioielleria Nogara - Lego (ANSA) Gioielleria Nogara - Lego

Giro del mondo in 80 gioielli. Grazie a una collezione di oltre 30 costruzioni con i mattoncini più famosi del mondo, i visitatori della Gioielleria Nogara, la boutique nel cuore di City Life a Milano, durante la prima edizione di Milano Jewelry Week, la nuova settimana del palinsesto milanese dal 24 al 27 ottobre, viaggiano per il mondo alla scoperta di come cambiano i gusti in fatto di gioielli: dall’amore per i diamanti dei newyorkesi a l’opulenza artigianale veneziana, fino allo stile gitano degli hippies sempre in viaggio con il mitico pulmino più famoso al mondo.

Marco Volpi, erede della storica gioielleria, ha raccontato: "quando ero piccolo venivo in negozio a trovare papà e nonna e i gioielli erano i miei giochi. Ora che sono 30enne volevo portare il mondo dei giochi dentro il negozio e avvicinare un pubblico più giovane, spesso quasi intimorito ad entrare in una gioielleria, a scoprire una delle arti italiane più nobili, antiche e sempre innovative, quale quella della gioielleria."

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Chef stellati e scelte vegan, The Vegetarian Chance

Il giapponese Ueda Satoru vince con Zuppa francigena con erbe selvatiche

Lifestyle Food
Chiudi Zuppa francigena con erbe selvatiche chef Ueda Satoru @Andrea Battaglini (ANSA) Zuppa francigena con erbe selvatiche chef Ueda Satoru @Andrea Battaglini

Ueda Satoru, del ristorante stellato Gardenia di Mariangela Susigan è il vincitore della sesta edizione del concorso The Vegetarian Chance 2019 e che si è svolto a Torino. È la prima volta che vince un giapponese dopo che dal 2016 il concorso ha sempre annoverato tra i suoi partecipanti almeno uno proveniente dal paese del Sol Levante. Alle spalle di Ueda Satoru si sono piazzati a pari merito il belga Sylvester Schatteman del ristorante Hofke Van Bazel e Hayao Watanabe del ristorante Franceschetta di Modena. I piatti vincenti di Ueda Satoru sono stati Zuppa francigena con erbe selvatiche e Bosco e radici con labnè di mandorle. Quelli di Sylvester Schatteman, ragù di funghi con patata soffiata e barbabietola marinata, mentre Hayao Watanabe ha presentato Aki (piatto tradizionale giapponese) e orata ripiena piemontese.

Lo spirito del concorso non è tradizionale. Ai cuochi è stato infatti chiesto di essere sostenibili, di cercare nel territorio e nella propria cultura personale i contenuti dei piatti, senza dimenticare il palato, la sintesi dei gusti e la tecnica. Ueda Satoru ha dato valore nelle sue proposte alle erbe selvatiche raccolte sul territorio come spinacio buon enrico, ortica dioica, borragine e le ha combinate in una zuppa di legumi vari con un cereale ingiustamente dimenticato come il sorgo. Il viaggio nella natura di Ueda è proseguito nel bosco con le radici protagoniste del secondo piatto con una salsa di abet. Sylvester Schatteman ha posto l’accento su un vegetale, prediletto dai vegetariani per la sua capacità di dare gusto ai piatti: il fungo. Lo ha fatto in forma scenografica e di sostanza con una scultura e una ragù di funghi accompagnata da una patata soffiata, che ha ben reinterpretato le famose “frites” belghe. Schatteman ha poi affrontato un percorso inesplorato proponendo un dolce a base di barbabietola con aceto di vino, pistacchi, sciroppo di zucchero, fichi, cavolo rosso ed erbe. Tutti i suoi ingredienti sono arrivati con lui dal Belgio. Hayao Watanabe, anch’esso giapponese, ma diviso tra il nostro paese e la sua patria ha voluto scherzare sul pesce proponendo una cialda a forma di orata ripiena. Nello stesso piatto è riuscito a associare ingredienti giapponesi come daikon e sakè con la nocciola. Nel presentare Aki, piatto tradizionale giapponese ricco di legumi Hayao ha spiegato: “I fagioli sono un alimento nutrizionale prezioso fin dai tempi del mito nel mondo e li abbiamo ereditati. I metodi di cottura dei fagioli sono vari: bollire, schiacciare, emulsionare, fermentare e altri. Inoltre, i fagioli sono compatibili con ogni tipo di ingrediente. Concentrandomi su questa versatilità dei fagioli in questo piatto ho voluto esprimere la bella "Aki" (autunno) in Piemonte elaborando, però, in forma giapponese fagioli autoctoni italiani e del mio paese di origine”.

Gli altri concorrenti sono stati: Walter Casiraghi (Russia-Italia) con Rasstegaj e Samovar (la cerimonia russa del te) e Tesori della Terra. Gabriele Grilli (Italia) con plin ai funghi porcini, demi-glace e nocciole, rapa marinata, carota e bagnetto rosso.Shu Yuan Chen Tsai (Spagna-Taiwan) La nostra spiaggia, Fiesta di tapas. Beak Sungjin (Giappone- Corea): Il potere delle verdure, saluti estivi. Gabriele Vergura (Italia): fave e cicoria, Madre Natura. Il premio speciale di Ricola è stato attribuito Sylvester Schattemanm con questa motivazione: “Per aver preso la responsabilità del grandissimo orto, ricco di verdure e fiori edibili, che cura personalmente nel tempo libero, e per la sua passione per le erbe aromatiche, tanto da aver conseguito –come unico cuoco belga- il diploma di erborista”. Il premio Rossòrapa è stato attribuito a Beak Sungjin, cuoca freelance coreana, che vive in Giappone e che è venuta da sola per la prima volta in Europa senza conoscere le nostre lingue e ha lavorato da sola in cucina rifiutando con orgoglio e professionalità ogni aiuto. In Giappone scrive libri per bambini ed elabora ricette per persone malate. La premiazione condotta da Pietro Leeman e Gabriele Eschenazi, ideatori della manifestazione è avvenuta di fronte a un caloroso e numeroso pubblico torinese (circa 200 persone) nella prestigiosa sala Osservatorio di EDIT, il luogo che ha ospitato il Festival a Torino per la prima volta. La giuria presieduta da Pietro Leemann era composta da Marco Lanzetta, medico chirurgo vegano, Salvatore Alessandro Giannino, nutrizionista cattedra Unesco, Marco Sacco, chef Piccolo Lago (due stelle Michelin), Edoardo Ferrante, vegan chef de L’Orto già salsamenterio, Carlo Passera, giornalista di Identità Golose.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Sfera Ebbasta apre locale salutista a Milano, 100% alcol free

In società con il calciatore Petagna tutto dedicato a poke e smoothie bowl

Lifestyle Food
Chiudi Il rapper Sfera Ebbasta e il calciatore Andrea Petagna, soci dell'Healthy Color Food Corner a Milano (ANSA) Il rapper Sfera Ebbasta e il calciatore Andrea Petagna, soci dell'Healthy Color Food Corner a Milano

Si chiama Healthy Color il nuovo Food Corner del rapper multiplatino Sfera Ebbasta e del calciatore di Serie A Andrea Petagna. Sfera, dopo gli ultimi successi discografici e un tour europeo che l’ha visto protagonista si sta lanciando in una nuova avventura nella veste di giudice di X Factor. Petagna, attaccante della Spal ha siglato il suo record personale di gol fatti nella passata stagione. Amici nella vita e ora soci nel lavoro hanno varato questo locale nel centro di Milano, proprio dove via della Moscova incontra Largo La Foppa, che ha aperto il 16 ottobre. Healthy Color è 100% alcol free ed eco-friendly. Una curiosità decisamente color: il nome di ogni poke deriva dal colore del suo riso.

Healthy Color è soprattutto un modo di concepire e vedere il mondo, sano e a colori. Healthy Color significa rispetto non solo nei confronti del proprio corpo ma principalmente verso il pianeta. Salute, Ecologia e Sostenibilità sono alcuni dei valori chiave che guidano il processo di ogni singola preparazione del nuovo Healthy Food Corner. Stare bene con sè stessi è prima di tutto quello che serve per stare bene con gli altri e con l’ambiente. “In una società sempre di corsa nutrirsi in modo corretto non è mai facile e scontato. Da sportivi e amanti della forma fisica Healthy Color nasce proprio dalla volontà di proporre una valida alternativa nello scenario dei corner food attraverso una proposta che sia il più possibile equilibrata e salutare" dichiarano Sfera Ebbasta ed Andrea Petagna. Prendersi cura di sè stessi e volersi bene sono atti di fondamentale importanza che dipendono anche dalle nostre scelte alimentari quotidiane in quanto Il cibo è vita ed energia”

Nel menù c’è scelta dai coloratissimi poke hawaiani alle açai bowl, dalle tartare di pesce e di carne agli avocado ripieni, sino alle insalate e alla nuovissima tendenza degli smoothie bowl ai pancake. Il design degli interni, ad opera del duo di street artist italiani Motorefisico, incarna in pieno lo spirito del locale: colore, luce, ordine.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo


Mangiare e ballare, una mappa italiana di dinner & dance di qualità

Da Bullona a Milano a Villa Bonin a Vicenza

Lifestyle Tempo Libero
Chiudi Villa Bonin Dinner Show (ANSA) Villa Bonin Dinner Show

Sono decenni che in discoteca, prima di ballare si mangia. Già a metà dei mitici anni '80, molti locali preparavano buffet & cene, proponendo piatti purtroppo spesso di scarsa qualità, con servizio non così attento, alle compagnie di amici che avevano voglia di iniziare presto a divertirsi. Gli organizzatori hanno da sempre un motto: con una base di ospiti che arrivano presto, il pienone più tardi è molto più facile. C'era però una controindicazione: la ristorazione quando gestita in modo saltuario, con catering e personale non qualificato, non produce utili. Si diceva sempre, anche negli anni '90 e nei primi 2000, che da chi viene per cenare non si guadagna niente. Oggi, nell'autunno 2020, la situazione è diversa. Si mangia e si balla dappertutto, in spazi molto diversi tra loro che un tempo non c'erano. La crescita dei locali 'dinner & dance' in tutta Italia coinvolge centinaia di locali molto diversi tra loro, spesso non immensi ma vivaci, con formule spesso diverse, tutte comunque accomunate dal giusto di mix di cibo, finalmente di buona qualità, e intrattenimento.

A Milano simbolo di questa tendenza in ambito deluxe è senz'altro il super esclusivo Bullona, il regno di Ben Dj,  (la scorsa estate era in console al Lio Costa Smeralda) e fa ballare i party legati al mitico The Cal (Calendario Pirelli). "Non è facile far ballare chi viene a cena per guardare e farsi guardare, se non c'è la musica giusta la 'situazione' non decolla", racconta. "Il segreto è guardare davvero in faccia chi viene a divertirsi e saper qualche volta stupire, passando da un genere all'altro". A Milano Ben ogni giovedì è anche in console al Cost, che quella sera propone Unconventional Thursday, un dinner party pieno di performance (acrobati, mangiafuoco, ballerine, cantanti), in un locale in cui si può sempre cenare alla carta e godersi cocktail eccellenti al bancone. La domenica del Cost è poi Out, un party gay friendly, perché il buon cibo unisce…

Il venerdì invece restando a Milano c'è un appuntamento decisamente scatenato: è la Cena Cantata del Pelledoca, locale decisamente pop a due passi da Linate. Grazie all'energia di Giancarlo Romano e ai dischi di Peter K il divertimento inizia presto e finisce tardissimo, dopo le 4 del mattino. Anche qui, in un'atmosfera decisamente easy, si può però sempre cenare alla carta.

Lo stesso trattamento a cinque stelle (con menu alla carta) se lo gode chi va a cena e poi a ballare (o a fare entrambe le cose insieme) la stessa sera allo storico Bobadilla di Dalmine (BG) per il party MyWay. Lo slogan coniato dall'art director Damiano Vassalli dice più o meno tutto: dalla cena alle bollicine. Al Boba il pubblico va dai 20 ai 50 anni, il che facilita il divertimento.

Spostandosi in Veneto e arrivando a Vicenza, una città in cui spesso nascono tendenze per quel che riguarda l'intrattenimento, i party di Villa Bonin e Feel Club, le disco simbolo della città, iniziano sempre o quasi dall'aperitivo con spritz o bollicine e continuano con una cena in cui le opzioni sono quasi infinite, così ci si diverte a scegliere (carne, pesce, insalatone, hamburger gourmet, pizza, etc). Sono due locali molto diversi: la Villa è una disco immensa piena di tecnologia e della musica di grandi dj (Bob Sinclar, Gabry Ponte, Gigi D'Agostino), Feel è un club curato in ogni dettaglio, ma il mix cibo / musica / intrattenimento li accomuna. 

I dinner show non sempre sono accompagnati dai dj. La musica dal vivo ha ancora un suo spazio importante, purché sul palco ci siano veri professionisti a metà tra arte e intrattenimento come Alberto Salaorni e la sua Al-B.Band. Tutto ciò che suonano sul palco è live e fanno scatenare, soprattutto, tra Veneto e Lombardia decine di spazi 'dinner & dance', tra cui Mag Showroom a Noventa Padovana (PD), Mad' In Italy e Amen a Verona, Signor Vino ad Affi (VR), Seconda Classe a Brescia.

Chi vuol continuare e farsi una mappa personale dei luoghi in cui cenare e divertirsi può partire anche da qui: a Roma c'è Me Spectacular Restaurant, a Brescia Mariuccia e Area Docks, in Riviera Adriatica Top Show Dinner a Rimini e Donna Rosa 38 d'estate a Marina di Ravenna, in Salento tra gli altri c'è il Gallipoli Resort…

 

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Birra e pasta, 4 accoppiamenti perfetti

Giornata mondiale della pasta, pairing speciali ricette tipiche e stili birrai

Lifestyle Food
Chiudi Carbonara e Pils foto iStock. (ANSA) Carbonara e Pils foto iStock.

Birra e pasta: cosa hanno in comune questi due prodotti? Entrambi sono popolari eccellenze dell’industria alimentare italiana. Un apprezzamento confermato anche dai dati raccolti da AssoBirra secondo cui il 77% degli italiani - più di tre su quattro - beve birra e ben il 48,3% la sceglie per accostarla ai cibi a cui si abbina alla perfezione. Quale migliore abbinamento quindi se non con la pasta, simbolo della cucina italiana in tutto il mondo? Cibo del futuro, adatto a consumatori di tutte le età, è l’ingrediente probabilmente più versatile che esista. A dimostrarne la popolarità anche i dati di International Pasta Organization, secondo cui negli ultimi 20 anni la produzione mondiale è passata da 9 a circa 15 milioni di tonnellate.

In occasione della Giornata Mondiale della Pasta che si celebra venerdì 25 ottobre, gli esperti di AssoBirra suggeriscono dei pairing speciali tra alcune celebri ricette della cucina italiana e gli stili birrai più apprezzati.

Mezze maniche alla carbonara e Pils Uno dei caposaldi della cucina italiana è senza dubbio la pasta alla carbonara, piatto romano per eccellenza diventato ormai un classico la cui preparazione accende sempre il dibattito tra cuochi, esperti di gastronomia e semplici golosi. La ricetta originale prevede esclusivamente l’utilizzo del guanciale, niente cipolla o aglio, con cui si condiscono (a fuoco spento!) le mezze maniche, legandole con le uova sbattute con il pecorino romano e abbondante pepe nero. Per questa golosità il miglior abbinamento è un’ottima Pils: chiara, fresca e ben luppolata, il gusto dal finale secco e pulito è perfetto per la pasta alla carbonara. Una curiosità: il primo lotto di birra Pils ha visto la luce nell’autunno del 1842 nella città Boema di Pilsen, in Repubblica Ceca, grazie a una ricetta sperimentata dal birraio Josef Groll ed è proprio dalla città ceca che questa birra prende il nome.

Trofie al pesto e Lager Rimanendo nella più salda tradizione italiana, le trofie al pesto sono il fiore all’occhiello della cucina ligure: profumate, adatte ad ogni stagione e leggere, sono un primo piatto che soddisfa anche i palati più raffinati. Secondo la ricetta originale, il vero pesto alla genovese deve essere preparato con foglie giovani di basilico di Prà e con pinoli pisani. Il match perfetto è con la Lager che, grazie alla leggerezza che la contraddistingue, intensifica il gusto del pesto. Tra le birre più amate dagli italiani, la Lager è sinonimo di birra tout court: chiara, fresca, delicata e di media alcolicità, è l’abbinamento ideale di un pranzo veloce ma gustoso. Una curiosità: le birre lager hanno origini lontane, l’invenzione risale infatti al 1500 e il loro nome significa “cantina”, poiché nel tentativo di mantenere più a lungo la stabilità della birra i mastri birrai provarono a stivarle in cave di montagna o in cantine di pietra.

Tagliatelle al ragù e Weizen La domenica italiana ha alcune tradizioni irrinunciabili, tra cui spicca il pranzo in famiglia. E sulle tavole imbandite non mancano mai le tagliatelle al ragù della nonna, ruvide e tirate a mano, condite con un succulento ragù frutto di una lenta e sapiente cottura. Sarà ottimo abbinare una Weizen, la birra di frumento per eccellenza, ricca e corposa. Questa birra bavarese un po’ fruttata si accosta perfettamente al caloroso pasto domenicale e alla ricchezza della pasta all’uovo, esaltandone i sapori. Una curiosità: ancora oggi la produzione delle Weizen è regolamentata da una norma detta Reinheitsgebot (letteralmente requisito di purezza) emanata nel 1516 da Guglielmo IV di Baviera. Tale norma definisce chiaramente la produzione e la vendita della birra nella regione della Baviera.

Pappardelle ai funghi porcini e speck e Abbazia L’autunno è la stagione dei funghi e le pappardelle con speck e funghi porcini sono l’ideale per gustare al meglio questo straordinario prodotto del sottobosco, soprattutto se accompagnate da una birra Abbazia. Il suo sapore deciso, la gamma olfattiva eterogenea e l’equilibrio tra dolce e amaro la rendono la candidata ideale per questo primo piatto. Una curiosità: le birre Abbazia non sono quasi più prodotte all’interno dei monasteri, cui devono il nome. Oggi questa denominazione si usa per indicare le birre prodotte secondo le ricette originali dei monaci.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Il Collegio al via, 20 studenti nel 1982

Simona Ventura ricorderà i suoi anni '80

Lifestyle Teen
Chiudi  (ANSA)

E' diventato un fenomeno di costume tra i giovanissimi e gli adolescenti e ora da martedì 22 ottobre alle 21.20 su Rai2 partirà la quarta edizione del Collegio, il docu-reality esperimento televisivo e sociale. Questa volta 20 studenti sono catapultati nella scuola del 1982, un anno in cui molti dei loro genitori - probabilmente - frequentavano la scuola media. Come si troveranno questi adolescenti nati negli anni 2000 nei panni che furono di mamma e papà? Scelti tra più di 22 mila ragazzi che si sono iscritti ai provini, il doppio rispetto allo scorso anno, venti studenti che formeranno la classe più rigorosa della tv provengono da tutta Italia. Ecco chi sono: Mariana Aresta, 16 anni (Bitritto - BA); Asia Busciantella Ricci, 15 anni (Trevi - Pg); Martina Brondin, 17 anni (Albignasego - PD); Francesco Cardamone, 14 anni (Roma); George Ciupilan, 17 anni (Stella - SV); Vincenzo Crispino, 16 anni (Napoli); Vilma Maria D'Addario, 15 anni (Potenza); Alex Djordjevic, 15 anni (Nerviano - MI); Claudia Dorelfi, 14 anni (Roma); Samuele Fazzi, 17 anni (Massa - MS); Maggy Gioia, 14 anni (Milano); Giulio Maggio, 15 anni (Montespertoli - FI); Benedetta Matera, 14 anni (Napoli); Gabriele Montuori, 14 anni (Marcianise - CE); Gianni Nunzio Musella, 17 anni (Moncalieri - TO); Alysia Piccamiglio, 15 anni (Soldano - IM); Sara Piccione, 16 anni (Dolo -VE); Nicolò Robbiano, 15 anni (Quattordio - AL); Mario Tricca, 15 anni (Castel Madama - RM); Roberta Maria Zacchero, 16 anni (Torino). A capo del corpo docente, Paolo Bosisio (Il Preside), con i volti già presenti nelle precedenti edizioni: David Wayne Callahan (Inglese); Alessandro Carnevale (Arte); Andrea Maggi (Italiano ed Educazione Civica); Maria Rosa Petolicchio (Matematica e Scienze); Luca Raina (Storia e Geografia); Lucia Gravante (Sorvegliante); Piero Maggiò (Sorvegliante) e le new entry Daniele Calanna (Educazione fisica); Giovanna Giovannini (Educazione musicale), Valentina Gottlieb (Aerobica), Carlo Santagostino (Informatica) e Carmelo Trainito (Breakdance). Tra le novità della quarta stagione: Simona Ventura, che riporterà, attraverso i suoi ricordi ed emozioni, i telespettatori nei mitici anni '80.

"Il Collegio", dal format internazionale "Le Pensionnat - That'll teach'em" di cui la Rai ha acquisito i diritti, è realizzato in collaborazione con Magnolia (Banijay Group). Il programma è scritto da Luca Busso, con Valentina Monti, Marco Migliore, Elia Stabellini, Laura Cristaldi, Emanuele Morelli, Matteo Corfiati, Piera Sorrentino; con la regia di Fabrizio Deplano.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Lupita Nyong'o volto campagna contro la fame

L'attrice premio Oscar con Kors per Watch Hunger Stop

Lifestyle People
Chiudi  (ANSA)

L'attrice Lupita Nyong'o ha aderito a Watch Hunger Stop, campagna filantropica promossa da Michael Kors per combattere la fame nel mondo. A sette anni dal suo lancio, Watch Hunger Stop continua a sostenere il World Food Programme delle Nazioni Unite (WFP) e in particolare il programma di alimentazione scolastica. La campagna Watch Hunger Stop ha già aiutato il WFP a consegnare più di 18 milioni di pasti ai bambini bisognosi. Ogni anno, per la Giornata mondiale dell'alimentazione il 16 ottobre, Kors mette a disposizione alcuni prodotti in edizione speciale per raccogliere fondi per il WFP. Quest'anno, sul tema FOOD IS LOVE i prodotti includono una T-shirt e una shopping con la parola LOVE disponibili per l'acquisto online e in alcuni store del brand in tutto il mondo.
    Michael Kors donerà 100 pasti aggiuntivi al WFP se chi acquista questi prodotti li indosserà e condividerà facendo un selfie con la T-shirt o la borsa e pubblicando la foto con l'hashtag #watchhungerstop. Per ogni maglietta o borsa venduta della serie LOVE, Kors donerà tutto il ricavato ai bambini bisognosi, attraverso il Programma Alimentare Mondiale. "Sono orgogliosa di offrire il mio sostegno a Watch Hunger Stop, - ha detto Lupita Nyong'o - campagna che focalizza l'attenzione sulle possibili soluzioni al problema della fame, incoraggiando le persone ad agire su base individuale. Watch Hunger Stop aiuta a finanziare i pasti per le scuole, il che ha un impatto diretto sul livellamento delle prestazioni per quanto riguarda gli studenti svantaggiati. Quando gli studenti hanno di che mangiare ottengono risultati migliori a scuola, il che a sua volta genera maggiori opportunità nella vita". La carriera di Lupita Nyong'o è cominciata a Broadway nello spettacolo Eclipsed (nominato per il premio Tony Award). Con il ruolo di Patsey nel film "12 anni schiavo" ha vinto l'Oscar. Ha partecipato ai film Black Panther, Queen of Katwe, e Star Wars: il risveglio della Forza. Oltre a recitare in Noi (Us) e nella commedia zombie Little Monsters, ha scritto un libro per bambini, Sulwe, edito da Simon & Schuster.
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Beauty routine anti inquinamento, sei passi contro il grigiore

Detersione e fondotinta sempre. Creme specifiche e le novità spray contro lo smog

Lifestyle Beauty & Fitness
Chiudi Una donna nel traffico cittadino di una grande città. foto iStock. (ANSA) Una donna nel traffico cittadino di una grande città. foto iStock.

Creme anti-smog, uno skincare in grande evoluzione visto che nelle grandi città l'inquinamento che, attraverso le microparticelle presenti nell’aria e gli agenti inquinanti come ozono, piombo, zolfo e ossido di azoto, può danneggiare pelle e capelli, causare invecchiamento precoce e indebolimento dei tessuti. Ecco come restituire luminosità e benessere anche tra le strade trafficate e vivere al meglio proteggendosi dai danni collaterali della della vita cittadina.

Detergere la pelle del viso con un prodotto delicato
Per una beauty routine efficace, è necessario partire dalla detersione, soprattutto quando si parla di smog. La pelle ha bisogno di essere preparata e pulita adeguatamente per far penetrare in profondità i prodotti che si applicano successivamente e ottenere l’effetto desiderato. Se durante la giornata l’epidermide è soggetta a fattori esterni come vento o inquinamento, è preferibile un detergente delicato per evitare ulteriore stress alle cellule. Fondamentale è la detersione anche alla sera: oltre a rimuovere il trucco, aiuta a eliminare le particelle di smog che si sono appoggiate sulla pelle durante il giorno e che impediscono la sua ossigenazione ostruendo i pori.
Immagine

Applicare una crema giorno che contrasti i problemi causati dallo smog

L’inquinamento interferisce con la nostra pelle anche aumentando il livello di radicali liberi: entrando in contatto con le cellule, ne riducono l’apporto di ossigeno e interferiscono con la produzione di collagene ed elastina, favorendo la comparsa della couperose. Per stimolare il rinnovamento cellulare e contrastare l’azione dello smog, dopo la detersione è importante utilizzare creme giorno a base di vitamine A, E e C, acido ialuronico, ceramidi, zinco e manganese, sostanze che incentivano l’elasticità e contrastano la comparsa delle rughe.
Immagine

Usare il fondotinta o una BB cream
Dopo la crema, un altro grande alleato contro l’inquinamento è il fondotinta: oltre a uniformare l’incarnato, regala alla pelle una pellicola protettiva in grado di contrastare l’assorbimento delle polveri sottili, tanto dannose per l’organismo. Per chi cerca un prodotto più leggero, esistono le BB cream, che garantiscono lo stesso effetto protettivo sulla pelle mantenendola idratata. Buona norma è optare per fondotinta o BB cream dotati anche di filtri solari, per proteggere l’epidermide non solo dallo smog, ma anche dai raggi UV che in inverno colpiscono la pelle tanto quanto in estate.
Immagine

Proteggere le labbra con prodotti ristrutturanti
Le labbra sono uno dei punti più fragili e delicati e sono in grado di assorbire le sostanze con una velocità e una facilità maggiore rispetto al resto del corpo: per questo è fondamentale proteggerle. Per ridurre al minimo i problemi causati dallo smog, come l’irritazione, la secchezza e la successiva screpolatura, i prodotti migliori sono quelli a base di vitamina E, sostanza antiossidante che aiuta a rallentare l’invecchiamento, a idratare, a proteggere dai danni causati dal sole e a stimolare la scomparsa di piccoli e grandi taglietti dovuti a fattori esterni, come il vento o il freddo. Gloss, burrocacao e rossetti ristrutturanti vanno applicati non solo mentre si è all’aperto, ma anche e soprattutto prima di affrontare la giornata.

Coccolare e rinforzare i capelli

Il viso e la pelle non sono gli unici a soffrire l’inquinamento: le polveri sottili si depositano anche tra i capelli. Lo smog da una parte intacca la salute del follicolo, agevolando lo sviluppo dei radicali liberi che indeboliscono i capelli e ne favoriscono la caduta, dall’altra si appoggia sulle ciocche rendendole più secche, spente e opache. In questo caso è importante prestare attenzione sia alla spazzolatura, da fare ogni sera e possibilmente con prodotti con delicate setole naturali, sia ai prodotti usati in doccia. Farsi lo shampoo a giorni alterni può essere una buona soluzione, purché vengano utilizzati prodotti delicati, altrimenti si rischia di indebolire ulteriormente l’intera struttura causando l’effetto contrario. Altra buona pratica è dedicare un lavaggio a settimana a una coccola extra, come massaggi della cute, scrub per il cuoio capelluto (anche home made, con il sale grosso) o balsami e maschere a base di zeolite, ornitina o taurina, veri alleati nella cura del capello. 

Tenere a portata di mano uno spray anti inquinamento

Per un'effettiva protezione contro tutti i tipi di inquinamento - dal fumo alle polveri sottili - e contro gli odori che durante la giornata si attaccano a pelle, capelli e vestiti, il segreto è avere a portata di mano uno spray anti inquinamento come il City Spray Solution della linea pollution Free del brand skincare Guudcure (nel kit di sopravvivenza anti-smog della beauty box di Abiby di ottobre “Time is now”). Grazie alla Zeolite, questo spray aiuta la pelle a respirare e mantenere la sua vitalità: la carnagione appare più fresca e tonica, si assorbe velocemente e non macchia. Utilizzato quotidianamente su tutto il corpo e sui capelli, assicura una sensazione di benessere prolungata, accompagnata da una profumazione fresca e delicata. Inoltre, grazie al pratico formato da borsetta, può essere portato davvero ovunque, per avere sempre con sé un valido alleato per combattere smog e cattivi odori durante tutta la giornata

Abiby, talent scout di prodotti must have nel mondo beauty, con la nuova beauty box del mese di ottobre, “Time is now”, presenta un vero e proprio kit di sopravvivenza anti-smog, ideale per restituire luminosità e benessere anche tra le strade trafficate e vivere al meglio proteggendosi dal frenetico ritmo della vita cittadina.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Jesus Sneaker, sono un caso le scarpe 'benedette'

Crocifisso ai lacci, acqua santa nella suola, diventa virale nel mondo

Lifestyle Moda
Chiudi Nike Air Max97 (ANSA) Nike Air Max97

C'è un crocefisso legato ai lacci e l'acqua santa nella suola: è la "Jesus Sneaker", rivisitazione di un classico modello della Nike con tanto di verso del Vangelo stampato sulla scarpa e stemma pontificio sulla suola. Blasfema? MSCHF, brand di Brooklyn, ha customizzato le sneaker Air Max 97 con alcuni elementi religiosi e le ha regalate a sei celebrities di YouTube e al cantante Asap Rocky. I 'benedetti' hanno rilanciato le scarpe con post sui social e poi le scarpe sono andate in vendita sul sito StockX, piattaforma americana di vendite all'asta di sneakers.

Il New York Post si è occupato del caso: "Volevamo dimostrare quanto sia diventata assurda la moda delle collaborazioni nel mondo della moda", ha raccontato Daniel Greenberg, il direttore commerciale dell’agenzia che ha creato la scarpa benedetta, definita Jesus Sneaker. Gli analisti di Lyst hanno registrato un picco nelle ricerche a livello globale. Le scarpe religiose sono diventati virali, le ricerche per il brand MSCHF sono cresciute del 270% dal lancio della scarpa, le ricerche su Lyst per le query "Sneakers Crocifisso" sono incrementate del 25%,  i paesi che hanno ricercato maggiormente sono USA (38.5%), Filippine (28.5%) e Francia (10.1%). E l'asta ha toccato picchi record di 3.000 dollari per una Air Max 97.

Dall'analisi di Lyst emerge che il 5% delle ricerche globali erano italiane, il Lazio in cima alle regioni che hanno cercato maggiormente le "Jesus Sneakers" seguita da Veneto, Piemonte e Lombardia e che il 60.6% delle ricerche sono state effettuate da donne mentre il 39.4% da uomini. Il 32,3% delle ricerche è stato effettuato da utenti di età compresa tra i 18 e 24 anni.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Roberto Cavalli ricoverato in ospedale a Milano

Post su FB foto con fidanzata, "niente di male ma sono nervoso"

Lifestyle Moda
Chiudi  (ANSA)

 "Sono all'ospedale di Milano, niente di male, ma sono comunque nervoso, sono solo molto fortunato ad avere vicino a me la mia adorabile Sandra e i miei angeli Cristiana e Rachele. Ora mi aspetto molte belle parole da tutte le persone che mi amano in tutto il mondo e ho dimenticato di inviare milioni di baci a tutti i miei più cari amici, questa è la mia più grande ricchezza".
    E' quanto ha scritto il 13 ottobre in un post sulla sua pagina Facebook lo stilista Roberto Cavalli, classe 1940, per informare i suoi amici del suo stato di salute e del ricovero.
    Nella foto postata, Cavalli mostra in primo piano di avere un tubo medicale nelle narici. Si stringe a lui la giovane fidanzata, Sandra Nilsson, ex coniglietta di Playboy, che fa coppia fissa con lo stilista fiorentino da qualche anno.
    Cristiana e Rachele sono le figlie di Cavalli.
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Reale Immobili lancia residenze lusso

Investimento da 30 mln su Milano, Roma e Torino

Lifestyle Lusso
Chiudi  (ANSA)

 Immobili iconici, situati nel cuore della città, che ospitano residenze di prestigio dal design moderno e tecnologie all'avanguardia, per rispondere alle attuali esigenze di modernità e di lusso. Si presenta così la "Collezione Prestige" di Reale Immobili presentata a Milano, in piazza Sant'Ambrogio, con cui la società immobiliare di Reale Group si rafforza nel settore delle abitazioni di lusso. Un patrimonio che si concentra a Milano, Roma e Torino su cui Reale Immobili ha investito 30 milioni di euro per la riqualificazione dando vita a soluzioni abitative di alta gamma, destinate a locazioni di lusso, che si aggirano tra i 30 mila euro annui per un bilocale fino a oltre 100 mila euro per l'attico. Questa linea propone, oltre a molteplici servizi dedicati ai residenti, un design di eccellenza, tecnologie all'avanguardia e un occhio alla sostenibilità, all'interno di spazi contemporanei e unici per pregio storico e culturale.
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Sport e benessere, sei trattamenti pre e post workout

Dal massaggio al taping ecco i consigli per potenziare in bellezza l'allenamento

Lifestyle Beauty & Fitness
Chiudi Un massaggio foto Treatwell (ANSA) Un massaggio foto Treatwell

Sport e benessere vanno a braccetto: i benefici di un’attività fisica regolare sia sul corpo che sulla mente sono innegabili. Inoltre, l'allenamento è un anti-stress naturale e un vero e proprio elisir di bellezza: ossigenando le cellule, eliminando le tossine e migliorando la circolazione, il workout rende ad esempio la pelle più luminosa, elastica e sana. Ecco i migliori trattamenti pre e post allenamento, selezionati da Treatwell.

Pronti, partenza...massaggio!
Per dare il meglio durante un allenamento o una gara è fondamentale essere concentrati e fisicamente preparati per essere certi di sostenere senza problemi l'attività sportiva che, per sua natura, sollecita fortemente l’apparato muscolo-scheletrico. Il massaggio sportivo diventa allora un importante alleato per prevenire eventuali disturbi dovuti a sforzi eccessivi. Prima di una gara migliora la flessibilità e la tonicità muscolare: da non sottovalutare anche il relax psicologico garantito da questo mix di veloci sfioramenti superficiali distensivi, frizioni decontratturanti e manovre di “impastamento” per smaltire le tossine. Il massaggio si concentra solitamente su gambe, schiena, collo e braccia ed è indicato anche al termine dell’attività sportiva per accelerare il recupero fisico: in questo caso l’azione è soprattutto drenante e defaticante.
Chi si prepara a una maratona o semplicemente ama fare jogging dopo l’ufficio è bene non trascuri i piedi: durante la corsa, infatti, la fascia plantare, che sostiene il peso del corpo e ne ammortizza l’impatto con il suolo a ogni movimento, è fortemente sollecitata. Perché non concedersi allora un bel massaggio ai piedi? Con movimenti circolari, leggere pressioni e frizioni, l’operatrice rilassa caviglie, dita e pianta con una coccola avvolgente. 

Capelli a prova di smog e cloro
Uscire dalla palestra per allenarsi all’aria aperta contribuisce a rendere il workout più piacevole. Lo smog della città e il clima umido, tuttavia, rischiano di appesantire i capelli. Per farli “respirare” Treatwell consiglia di rivolgersi al parrucchiere per un trattamento detossinante: prima dello shampoo, i professionisti del salone applicano uno spray ossigenante che favorisce la microcircolazione e, di conseguenza, l’eliminazione di tossine e cellule morte. Anche per le “sirene” che, a km di corsa al parco preferiscono le vasche in piscina, il parrucchiere è un prezioso alleato. Per far fronte all’azione aggressiva del cloro sulla chioma, scongiurando l’effetto paglia e ridando tono ai capelli sfibrati, si può optare per un trattamento ristrutturante o una maschera idratante: i prodotti professionali penetrano nel fusto, nutrendo la cuticola e rinvigorendo le ciocche più fragili e deboli. Anche sotto la cuffia da piscina i capelli risulteranno sani e forti.

Acido lattico al tappeto con pressoterapia e taping
Durante l’allenamento i dolori causati dall’accumulo di acido lattico sono sempre in agguato. Per scongiurare questi fastidi dopo l’allenamento si può puntare sulla pressoterapia. Si indossa una “tuta” con gambali e fascia addominale collegata a un compressore che, pompando aria nei “pantapresso”, esercita una pressione cadenzata sul corpo per accelerare lo smaltimento dell’acido lattico e stimolare la circolazione sanguigna e linfatica: la sensazione di leggerezza post-trattamento è assicurata.
Altro prezioso alleato degli appassionati di fitness è il taping linfodrenante o linfotaping. Per sconfiggere i dolori post attività fisica, vengono applicate delle strisce elastiche in corrispondenza dei muscoli e delle articolazioni a cui si avverte fastidio: in questo modo vengono stimolati i riflessi nervosi e la circolazione sanguigna. Il risultato? Riduzione dell’affaticamento e delle rigidità muscolari, decongestione del sistema vascolare e sollievo dalle tensioni muscolari. Medaglia d’oro in efficienza al taping, dunque.

Dalle “coppette" dei campioni alle bende sciogli-tensione
Non solo tute e compressori o fasce elastiche, ma anche coppette e bende in stile “mummia": chi pratica sport deve essere pronto a tutto e non ha che l’imbarazzo della scelta quando si tratta di trattamenti bizzarri. Per sciogliere le tensioni muscolari, sempre più atleti ricorrono alla coppettazione, tecnica nata in Cina ma che ha ormai fatto il giro del mondo. Sulla pelle vengono posizionate delle coppette di vetro o gomma che, riscaldate, aderiscono alla cute con un effetto “ventosa”, favorendo l’afflusso di sangue in punti precisi. Per chi fa sport è un vero toccasana: stimola la microcircolazione, accelera il processo di guarigione dei muscoli e dei tessuti molli danneggiati da sforzi e lesioni, favorisce l’eliminazione delle tossine e dà sollievo dal dolore.
Durante il body wrap il corpo viene completamente o in parte avvolto da garze impregnate di sostanze attive – dalle alghe alle argille, passando per sali, fitoestratti di arnica e centella asiatica e olii di lavanda o betulla – o bende in polietilene che esercitano una compressione graduale per stimolare la circolazione sanguigna e linfatica. I bendaggi caldi hanno un effetto rilassante per la muscolatura e svolgono un’azione antidolorifica sulle articolazioni, mentre quelli freddi tonificano, favoriscono il riassorbimento degli edemi e aiutano a ridurre il gonfiore degli arti. Perché il body wrap sia efficace meglio non puntare su una seduta isolata: è necessario prevedere un ciclo di trattamenti e farsi “impacchettare” almeno 8-10 volte a seconda delle esigenze.

Caldo e avvolgente o potente e deciso? A ciascuno il suo massaggio
Per chiudere in bellezza l’allenamento perché non farsi coccolare con un massaggio? Particolarmente indicato dopo l’attività sportiva è l’hot stone massage. Il terapista appoggia in punti strategici sulla pelle delle pietre piatte e riscaldate a una temperatura di circa 60 gradi: niente paura, nessun rischio di scottarsi! L’effetto è solo benefico: il basalto caldo, infatti, non farà che agire sulle rigidità e migliorare la circolazione, andando a sciogliere le tensioni e lo stress.
Gli amanti dello sport di contatto si sentiranno forse più a loro agio con un massaggio decontratturante. In questo caso il ritmo è più lento rispetto a un massaggio svedese, ma la pressione è più forte e si concentra con decisione sulle zone doloranti, infiammate o irrigidite. Particolarmente indicato in caso di fastidi provocati dall’uso eccessivo di un singolo arto – basti pensare al gomito del tennista – o di altri disturbi ai legamenti, ai tendini e ai muscoli, grazie a una sapiente manipolazione “riposiziona” i substrati muscolari, scioglie le tensioni dolorose e favorisce il recupero dopo una lesione o una caduta. Per risultati ottimali, meglio effettuare il massaggio nelle 24-48 ore successive allo sforzo atletico.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Inglese, 8 espressioni intraducibili ma da sapere

Dictionary Day, da 'Break a leg' a 'nor my cup a tea'

Lifestyle Tempo Libero
Chiudi Il te' delle cinque, una tradizione inglese foto iStock. (ANSA) Il te' delle cinque, una tradizione inglese foto iStock.

Nella lingua inglese (così come in tutte) ci sono dei modi di dire particolari e unici, spesso difficili da tradurre letteralmente in altri paesi senza suscitare l’ilarità generale o far nascere numerosi dubbi. In occasione del Dictionary Day che si festeggia il 16 ottobre, Cambridge English, ha raccolto 8 espressioni idiomatiche, tra le più curiose del mondo anglosassone e che risultano impossibili da tradurre letteralmente in italiano, ognuna con una propria storia.

Break a leg

Quando in inglese si augura a qualcuno di “rompersi una gamba” non gli si sta auspicando il peggio, ma buona fortuna. L’espressione ironica viene usata soprattutto a teatro: secondo i più scaramantici, un semplice “good luck” in quel contesto avrebbe l’effetto contrario. L’origine di questo modo di dire è incerta, ricca di teorie diverse che arrivano fino nell’antica Grecia. Una delle più accreditate fa riferimento alla linea che divideva il palco dal dietro le quinte che era nota come “leg” o “leg line”. Superarla (to break) significava far parte dello spettacolo, esibirsi di fronte al pubblico e, di conseguenza, essere pagati. Uno splendido augurio per attori e performer. L’espressione italiana che ci assomiglia di più: “in bocca al lupo!”

 Get the wrong end of the stick

“Prendere l’estremità sbagliata del bastone” significa fraintendere un’azione o una situazione, spesso con conseguenze spiacevoli. Questo modo di dire fa riferimento ai bastoni da passeggio e, in particolare, all’impugnare il loro “wrong end”, ossia l’estremità che si appoggia a terra, spesso sporca e ricoperta di fango. Secondo alcuni, l’espressione idiomatica nasce da un oggetto usato in epoca romana: un bastone con all’estremità un pezzo di tessuto, un tempo utilizzato nei “bagni pubblici” al posto della carta igienica e passato di mano in mano: prenderlo dalla parte sbagliata non era sicuramente un evento piacevole. L’espressione italiana che ci assomiglia di più: “prendere fischi per fiaschi”.

 Don’t throw the baby out with the bathwater

Questa espressione idiomatica, traducibile letteralmente con “non gettare il bambino con l’acqua della bacinella”, invita a prestare attenzione, a non eliminare o rovinare qualcosa di buono nell’intento di disfarsi di ciò che è negativo. Un tempo, quando nelle case non c’era l’acqua corrente, i membri di una famiglia erano soliti fare il bagno all’interno della stessa bacinella, dal più vecchio, che quindi si lavava nell’acqua limpida, al più giovane, che spesso veniva immerso in acqua ormai sporca. Una volta lavato il bimbo più piccolo, la bacinella veniva svuotata in strada. Questo modo di dire pare sia nato proprio da questa usanza, perché a volte l’acqua era talmente torbida da non far vedere il bimbo, che veniva gettato fuori dalla porta da mamme e levatrici sovrappensiero. L’espressione italiana che ci assomiglia di più: “non fare di tutta l’erba un fascio”

 It’s raining cats and dogs

Nei paesi anglosassoni è comune veder “piovere cani e gatti”, ossia assistere a perturbazioni intense. Per quanto l’espressione possa far sorridere e possa sembrare ridicola, in realtà si basa su fatti che in passato erano abbastanza comuni. Un tempo cani e gatti erano soliti riposare e fare i propri bisogni sui tetti delle case o sostare nelle vicinanze dei camini accesi per riscaldarsi durante la stagione fredda. Quando pioveva a dirotto, però, i poveri animali facevano fatica a rimanere in equilibrio o ancorati al tetto e, di conseguenza, poteva capitare che cadessero a terra piovendo, appunto, dal cielo e spaventando chi sfortunatamente si trovata a camminare lungo i marciapiedi o ai bordi delle strade. L’espressione italiana che ci assomiglia di più: “piove a catinelle” oppure “c’è il diluvio universale”.

 It’s not my cup of tea

Ci sono poche espressioni tanto inglesi quanto “not my cup of tea”, traducibile letteralmente con “non è la mia tazza di tè”. Il modo di dire, apparentemente nato nell’Ottocento e legato alla tradizione britannica del tè delle cinque, significa che qualcosa non interessa o non fa al caso nostro: nacque senza la negazione, aggiunta negli anni ‘20 del Novecento, per indicare qualcosa di veramente apprezzato e adatto a una persona. Oggi questo modo di dire è diffuso in tutto il mondo anglosassone, anche se è molto più comune nel Regno Unito, of course. L’espressione italiana che ci assomiglia di più: “non andare a genio”.

 Get your ducks in a row

L’immagine di un gruppo di anatre in fila rende perfettamente l’idea espressa da questo modo dire: mettere tutto in ordine, organizzarsi ed essere pronti. L’espressione sembra essere nata negli anni ’70 all’interno dei poligoni di tiro, dove spesso venivano usate sagome di anatre come bersaglio per allenare la propria mira e per imparare a maneggiare al meglio le armi da fuoco. Avere tutte le anatre in fila significava essere pronti a sparare, dare il via all’allenamento, e, anche se l’espressione è tipicamente americana, oggi è usata in tutto il mondo anglosassone. L’espressione italiana che ci assomiglia di più: “fare mente locale”

 Feeling under the weather

Ritrovarsi sotto un temporale non è affatto una situazione piacevole ed è proprio questa la sensazione che vuole ricreare questo modo di dire anglosassone. Quasi sempre è usata per indicare un vero e proprio malessere fisico, magari l’inizio di un raffreddore o dell’influenza, o quando si è molto stanchi, ma in alcuni casi può indicare anche uno stato d’animo, un malessere più generico o l’essersi svegliati con il piede sbagliato. Il modo di dire pare sia nato sulle navi inglesi che solcavano l’oceano, perché, quando qualcuno a bordo si ammalava, il contagio era immediato e colpiva così tanti marinai che i loro nomi non trovano più posto nella parte dedicata ai cognomi nei diari di bordo e quindi venivano scritti nella colonna dedicata alle condizioni metereologiche, “under the weather”, appunto. L’espressione italiana che ci assomiglia di più: “avere il morale sotto i piedi” oppure “essere giù di corda”.

 Touch on wood

“Touch on wood” è un’espressione che viene usata nella lingua inglese per scongiurare la sfortuna sia per azioni appena compiute sia per programmi futuri per i quali non si vuole sfidare la sorte con il proprio ottimismo. L’origine del detto sarebbe da legare al folklore popolare che prevedeva rituali che coinvolgevano spiriti di alberi sacri. O ancora, si credeva alla presenza di spiriti benigni all’interno degli alberi: quando si cercava un po’ di fortuna o una benedizione, era necessario svegliarli toccando l’albero o bussando sul tronco.

L’espressione italiana che ci assomiglia di più: “toccare ferro”.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

I nuovi cappotti per l'inverno 2020, avvolgenti e glamour

Da Genny è bianco, beige da Max Mara, rosso da Emporio Armani

Lifestyle Moda
Chiudi Genny (ANSA) Genny

Stilosi, avvolgenti, caldi come un abbraccio, glamour per le occasioni più importanti: sono i nuovi cappotti dell'inverno 2020, capi icona, immancabili nel guardaroba femminile della nuova stagione.
Da Genny il cappotto è disegnato per avvolgere il corpo, esaltandone la femminilità, grazie a linee sinuose e a nuance cromatiche luminose, quasi siderali, che risaltano non disdegnando una sottile nota romantica. Le texture sono calde e le silhouette segnate, per cappotti dalle linee lievemente over, monopetto o in versione robe de chambre, che scelgono la purezza del bianco per flirtare con il gelo e garantire una nota sofisticata a ogni temperatura. La purezza delle silhouette diventa l'alleata perfetta per un'eleganza decontracté all'insegna del lusso quotidiano, mentre i dettagli creano un dinamismo versatile. La collezione Givenchy rivela un mix di romanticismo e una certa vocazione al retrò. La direttrice creativa Clare Waight Keller invoca l'idea della tradizione della haute couture della maison con nuove texture e inediti volumi, rifacendosi a viaggi immaginari in ville d'epoca, castelli e palazzi nobiliari, dove emergono donne cigno, piumate e decorate con filigrana d'argento. Le silhouette della collezione portano il nome di châteaux francesi, in un omaggio velato alla culla della grande tradizione della haute couture. Su spalle arrotondate e silhouette a clessidra, i blazer e i cappotti riportano alla mente cappe equestri o smoking ibridi in lana grain de poudre, raso di seta black &white e cashmere double-face. Lane pregiate e colori caldi dal beige al cammello nei cappotti di Max Mara, avvolgenti e preziosi come pellicce.

Sfumature di beige anche da Liviana Conti e da Cos. Rosso passione da Giorgio Armani nella linea Emporio.
Capo chiave della collezione FW 2019/20 di Falconieri il cappotto viene declinato in cashmere o in pura lana vergine. Il modello basic a cui punta il marchio specializzato in maglieria è il classico e intramontabile cappotto trench con cintura da annodare a quello dall'allure maschile e dalle linee dritte con lavorazione jacquard a disegno check.

   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Jet Lag, contro il 'mal di fuso' è boom di app

Resettare l’orologio biologico è nuovo business

Lifestyle Beauty & Fitness
Chiudi Jet Lag foto iStock. (ANSA) Jet Lag foto iStock.

Da Miami in Italia, poi ad Hong Kong e Tokyo e di nuovo in Europa, stavolta ad Amsterdam, uno stop in Italia e, infine ritorno, a Miami. Tutto in 15 giorni senza crollare addormentati sulle sedie degli aeroporti o durante le riunioni. Niente mal di testa, niente bruciore agli occhi. Niente fuso. Impossibile? No, assicura entusiasta Susie Allis, CEO del Global Wellness Summit a Singapore che ha sperimentato le nuove App dedicate a cancellare gli effetti negativi del jet lag. Recentemente collaudate nei resort e nelle Spa di lusso di tutto il mondo (vengono date in dotazione ai clienti nei pacchetti ‘time to beat jet lag’ delle catene Six Senses Hotels Resorts Spas, 11 resort e una trentina di Spa di lusso) insieme a massaggi, nidra yoga, meditazione per conciliare il sonno e luci ad intermittenza per svegliarsi a comando, sono raccomandate anche da alcune compagnie aeree ai propri frequent-flyer.

Scaricabili sul proprio telefonino le App ora sono un must per chi viaggia tanto perché monitorano sonno e veglia, scodellando suggerimenti su come comportarsi prima, durante e dopo il viaggio.

- Leggi anche Dormire con le app

Si va da ‘Jet Lag Rooster’ di una società di consulenza sul sonno Swan Medical, che indica le ore di luce a cui esporsi e pare sia anche usata per il training dei piloti e degli equipaggi. Segue ‘Entrain’, sviluppata dall’Università del Michigan che propone un regime di esposizione alla luce sulla base del proprio itinerario di viaggio, insieme ad una serie di consigli su come recuperare più in fretta, e senza troppi traumi, il proprio ritmo circadiano. Poi c’è ‘SleepBot’ che monitora la qualità del sonno quando cambia l’ora, registrando i movimenti e i suoni emessi nel sonno. ‘SleepBetter’ è molto amata anche da chi fa sport e permette di annotare le abitudini e le variazioni quotidiane legate al riposo. Molto rinomata, inoltre è Timeshifter che vanta oltre 10.000 download . Seguono una cinquantina di nuove App e fra le più rinomate si segnalano ‘Jet Lag Night Train’, ‘Chronoshift’, ‘Jet Lag Buster’ e ‘Up Lift, travel without jet lag’.

“Conosco bene i danni da jet lag, anche nel lungo periodo, - precisa Susie Allis, - queste applicazioni stanno rivoluzionando letteralmente il nostro modo di affrontare i fusi orari shiftando il proprio orologio biologico sull’orario di destinazione, fornendo indicazioni pratiche sul tempo in cui ci si deve esporre alla luce, a che ora mangiare e che tipo di cibi preferire in base all’orario, che tipo di integratori assumere tipo melatonina. Cosa fare, quanta attività fisica fare negli orari stabiliti . Insomma indicano come riuscire a superare indenni le lunghe distanze”.

Tutto si basa su algoritmi (procedimenti per la risoluzione di problemi sempre più al centro delle nostre vite, c’era da aspettarselo) in grado di resettare l’orologio circadiano di partenza attraversando velocemente i fusi e le lancette dell’orologio. Sono questi calcoli a stabilire le dosi esatte di luce, cibi e nutraceutici da assumere e cosa fare per acquisire i nuovi orari annientando i vecchi.

In principio le applicazioni per combattere il jet lag sono state studiate e sperimentate prendendo spunto da sistemi di ricerca sugli algoritmi messi a punto da molte università, in testa Stanford e Harvard. Alla Stanford University hanno anche recentemente individuato quanto ci vuole per recuperare il fuso orario in modo naturale: un giorno per ogni ora. Ciò vuol dire che una persona che vola da Londra a Mosca, attraversano tre zone di fuso, necessiterebbe di ben 3 giorni per aggiustare l’orario locale. Tempo impossibile da trovare soprattutto quando si viaggia per affari con permanenze lampo. “Se però la notte prima della partenza ci si espone ad una luce intermittente mentre si dorme ancora, alla mattina molto presto, il corpo inizierà a registrare già il sorgere del sole con 3 ore di anticipo e sarà più facile allinearsi al nuovo orario”, spiegano gli studiosi nella curiosa ricerca pubblicata sul Journal of Clinical Investigation.

App e luci intermittenti ben si coniugano infine con lo yoga del sonno sempre più praticato da manager e celebrities, nidra yoga. Alla metodica, che promette un rilassamento profondo, sono dedicati centinaia di video su youtube.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Fitness, arriva in Italia il nuovo allenamento Blaze

Esercizi cardio e movimenti di boxe e arti marziali

Lifestyle Beauty & Fitness
Chiudi Blaze arriva in Italia (ANSA) Blaze arriva in Italia

Il fitness in palestra è sempre più ibrido, mescola esercizi e si rinnova con nuovi tipi di allenamento. Arriva in Italia da David Lloyd Clubs, Blaze e consiste in un modo tutto nuovo di tenersi in forma. Unisce l’allenamento cardiovascolare a esercizi di forza e movimenti di boxe e arti marziali, per offrire un allenamento total body definitivo.

I partecipanti alla classe indossano un cardiofrequenzimetro Myzone mentre corrono, sollevano pesi e si confrontano con i vari esercizi. Ogni partecipante viene così messo di fronte alla propria sfida personale: il livello di sforzo di ciascuno viene proiettato e monitorato in real time su un grande schermo collegato a ogni singola fascia cardio. L’istruttore di Blaze motiva il team sfidandolo a superare i propri limiti per raggiungere i propri obiettivi personali. 

La classe, in stile “fitness boutique”, è organizzata in 3 stazioni differenti: la prima è dedicata alla corsa e attrezzata con tapis roulant, la seconda è incentrata sulla forza e munita di pesi, la terza infine è riservata agli sport da combattimento e dotata di sacchi da box.
L’obiettivo dell’allenamento? Resistere 3 minuti in ogni stazione per tre giri, aumentando di volta in volta l’intensità! Il cambiamento delle luci stroboscopiche e un ritmo differente della musica indicano il momento in cui spostarsi da una stazione all'altra.
“Il nostro desiderio era quello di offrire un corso di fitness innovativo, ricco di sfide, competitivo e stimolante, ma anche divertente”, ha dichiarato Marco Tonarelli, General Manager del David Lloyd Club Malaspina. “Blaze è un modo tutto nuovo di allenarsi, una sessione diversa da qualsiasi altro allenamento mai provato. Monitorando la frequenza cardiaca sotto l’occhio attento di un istruttore certificato, sarà possibile bruciare moltissime calorie, prestando attenzione alla propria salute”.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Yoga in carcere, 10 motivi per cui educa e aiuta il recupero

Fa stare meglio, induce a comportamenti meno aggressivi e combatte il tasso di recidiva

Lifestyle Società & Diritti
Chiudi Un detenuto foto iStock. (ANSA) Un detenuto foto iStock.

La pratica dello yoga applicata alle carceri. In occasione della Giornata Internazionale dell'Educazione in Carcere, il 13 ottobre, da uno studio emerge che fare yoga è uno strumento ideale per la riabilitazione fisica e mentale dei detenuti: la disciplina infatti è in grado di migliorare l’umore e lo stato di salute mentale in cella, ridurre la propensione a comportamenti aggressivi e antisociali dei carcerati e di far calare il tasso di recidiva. Il percorso che i detenuti devono affrontare per avere nuovi contatti con l’ambiente esterno ed essere reinseriti nella società è alle volte lungo e tortuoso anche per via di numerosi problemi psicologici. Basti pensare che secondo i dati del Ministero della Salute il 40% dei reclusi soffre di disturbi psichici, causati da forme di dipendenza da sostanze, problemi nevrotici e di adattamento. In una ricerca della Oxford University e rilanciata dalla BBC, sessioni prolungate di yoga in carcere aiutano a migliorare lo stato di salute mentale dei detenuti, alleviando i livelli di ansia e depressione, e portano a un calo della recidiva. Pratica che potrebbe tornare utile alle oltre 50mila persone che affollano le carceri italiane, secondo i dati ISTAT, e al 68% di coloro che tendono nuovamente a finire tra le sbarre ripetendo gli stessi errori. Ma non è tutto, perché da una ricerca della Washington State University e pubblicata su Science Daily praticare yoga in carcere aiuta i detenuti nel creare relazioni più sane con i compagni di cella, aumenta la loro sensazione di autostima e riduce la propensione a comportamenti aggressivi e antisociali.

 

“La pratica dello yoga può essere un valido aiuto per compensare i numerosi problemi psicofisici generati dalla carcerazione. Molto spesso si crea un circolo vizioso che nel tempo può solo aggravarsi ed è per questo che l’apprendimento di una corretta respirazione può mitigare disturbi fisici e stati di tensione crescente – spiega Andrea Di Terlizzi, fondatore di Inner Innovation Project, tra i massimi esperti in Italia di Yoga e scienze antiche – La mia personale esperienza nel carcere di San Vittore a Milano e in quello di Cremona, risalente agli anni ’80 è che l’azione riabilitativa dello Yoga non dipende unicamente dall’efficacia della disciplina trasmessa ma soprattutto dall’esperienza di chi la comunica e, nel caso dei detenuti, e dalle sue capacità empatiche nello stabilire con loro il giusto rapporto”.

Ma non è tutto, perché alcuni esercizi di yoga, armonizzati con tecniche respiratorie e di concentrazione mentale, consentono la sperimentazione di uno stato di equilibrio nervoso che si riflette sulla percezione generale del carcerato, fornendogli una diversa condizione di calma e autocontrollo. Le sessioni di yoga possono risultare utili anche agli operatori nelle carceri, spesso sottoposti a un grave peso psicologico dovuto al loro lavoro: da un’indagine britannica condotta in un carcere di Manchester e pubblicata su The Telegraph è emerso che oltre 60 addetti dello staff hanno migliorato la propria condizione di salute fisica e mentale grazie a questa disciplina.

L’utilizzo positivo dello yoga come strumento di riabilitazione per i detenuti è un pensiero condiviso dalla dottoressa Amy Bilderbeck del dipartimento di psichiatria e psicologia alla Oxford University, che ha dichiarato alla BBC: “I nostri ricercatori hanno individuato come i detenuti sottoposti a una sessione intensiva di 10 settimane di yoga hanno migliorato notevolmente le loro condizioni di salute mentale, risultando più inclini alla partecipazione di attività educative rispetto a coloro che continuavano la solita routine. Più della metà dei carcerati adulti torna dietro le sbarre dopo un anno ripetendo gli errori del passato. Per questo motivo sensibilizzare le carceri nell’utilizzo di sedute di yoga e meditazione diventa un monito fondamentale per ridurre il tasso di recidiva e aiutare i detenuti nel loro percorso di riabilitazione all’interno della società”.

Ecco infine i 10 benefici dello yoga come strumento di riabilitazione dei detenuti emersi dalle ricerche:

• Riduce la propensione a comportamenti aggressivi e antisociali
• Allevia i livelli di ansia e depressione
• Favorisce lo sviluppo di autodisciplina e concentrazione
• Aiuta i detenuti a essere meno impulsivi e a intraprendere attività educative
• Aumenta la sensazione di autostima
• Porta i detenuti a essere meno inclini all’abuso di sostanze stupefacenti
• Aiuta a dormire meglio
• Fa calare il tasso di recidiva
• Favorisce la socializzazione e permette di creare relazioni più sane con i compagni di cella
• Potenzia la consapevolezza di sé e aiuta a prendere coscienza del crimine commesso

 

 

in occasione della Giornata Internazionale dell'Educazione in Carcere, il 13 ottobre, da uno studio emerge che secondo la scienza la pratica dello Yoga è uno strumento ideale per la riabilitazione fisica e mentale dei detenuti: la disciplina infatti è in grado di migliorare l’umore e lo stato di salute mentale in cella, ridurre la propensione a comportamenti aggressivi e antisociali dei carcerati e di far calare il tasso di recidiva.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Bambine Ribelli, arriva nuova collana con le donne della Storia

Storie Buonanotte nel 2020 su migranti, autrici si dividono

Lifestyle Teen
Chiudi  (ANSA)

Tornano le Bambine Ribelli con una nuova collana dedicata a donne straordinarie della storia, curata questa volta da Elena Favilli senza Francesca Cavallo. Le due autrici di 'Storie della Buonanotte per bambine ribelli' hanno intrapreso strade e progetti diversi, tanto che nel 2020 uscirà negli Stati Uniti un nuovo volume di 'Good Night Stories for Rebel Girls' (Storie della Buonanotte per bambine ribelli), anche questo firmato solo dalla Favilli. Il libro, del quale è appena stata annunciata l'uscita, includerà 100 storie di donne migranti che hanno lasciato le loro case e patrie per cercare rifugio e per inseguire i loro sogni e progetti di cambiamento del mondo. I primi due titoli, in uscita il 22 ottobre, annunciati dalla Mondadori nella giornata Mondiale delle bambine e delle ragazze, indetta dall'Onu l'11 ottobre, sono: 'Madam C.J. Walker e la Formula della Bellezza' (euro 13) di Denene Millner e e 'Ada Lovelace e la macchina del futuro' (euro 13) di Corinne Purtill.'Madam C.J. Walker e la Formula della Bellezza' racconta della prima donna a essere diventata milionaria grazie a una formula di bellezza specifica per i capelli delle afroamericane e Ada Lovelace e la macchina del futuro è dedicato alla madre dell'informatica moderna.
    La nuova serie di monografie, scritte da autrici diverse, per continuare a ispirare e spronare le bambine e i bambini a costruirsi il futuro con le proprie forze, spinti dalla propria curiosità e voglia di affermarsi, saranno arricchite dalle più importanti illustratrici di tutto il mondo come Marina Muun per 'Ada Lovelace' e Salini Perera per 'Madam C.J. Walker'.
    La serie 'Storie della Buonanotte' con i primi due libri ha venduto più di 4 milioni di copie in tutto il mondo, di cui 800.000 solo in Italia, ed è tradotta in 49 lingue. In Turchia il libro è stato vietato ai minori di 18 anni perché "considerato diseducativo".
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Make up d'autunno, il nude look vira sui colori neutri della Terra

Matte, effetto naturale e caldo. I consigli dei truccatori Armani

Lifestyle Beauty & Fitness
Chiudi Matte Nature, Giorgio Armani Beauty: nella foto Barbara Palvin (ANSA) Matte Nature, Giorgio Armani Beauty: nella foto Barbara Palvin

Il make up d'autunno predilge toni naturali, caldi, con palette colore dal beige al prugna. E arrichisce il trend nude per occhi e labbra. Spiega Linda Cantello, International Make-Up Artist Giorgio Armani: "colori nelle sfumature della terra dimostrano che naturale non significa necessariamente niente trucco. Le eleganti tonalità matte per le labbra e per gli occhi esaltano la bellezza naturale piuttosto che l’effetto maschera, per un look più autentico”. Si intitola Matte Nature la collezione di colori neutri dal rosa delicato dell’argilla al rosso bruciato, al marrone intenso del legno  e valorizza la bellezza naturale, non la trasforma. E promuove un approccio al make-up in direzione di una fedeltà a sé stesse.

Donatella Ferrari, national make up artist del brand, spiega che "è meglio evitare, per il trucco degli occhi, l'uso della polvere. Preferire toni naturali e mat che scaldano e non ingrigiscono".

Da Ferrari i consigli per il make up di base del nude look, ossia l'uniformità della pelle, prima idratata: "il fondotinta non va messo direttamente sul viso, magari nei quattro punti cardinali come d'abitudine, si rischia così un effetto coprente e più pesante. Il fondotinta invece va applicato sul dorso della mano, che è la nostra tavolozza, e poi con il polpastrello o il pennello si comincia ad applicare stendendolo verso l'esterno. Così l'effetto sarà supernaturale e omogeneo". Il perfetto make up nude esalta la luminosità dell’incarnato senza nasconderlo: una quantità minima di make up è sufficiente a valorizzare la carnagione ed esaltarne la bellezza.

Sulle labbra il lip, scelto dal beige sabbia al rosa brunito, dal rosso ruggine al prugna intenso. La formula Lip Maestro, nata nel backstage di sfilata, vanta una tecnologia retroilluminata: la base in gel trasparente fa sì che la luce interagisca con i pigmenti e venga rimbalzata all’esterno. Il risultato è opaco ma luminoso e vellutato, di lunga durata. Sugli occhi tonalità neutre. sfumature calme, rilassanti che riecheggiano i colori puri della natura, il tutto con un'elegante finitura matte. Anche qui una tecnologia particolare a base d'acqua e pigmenti puri e una texture all'avanguardia, che passa dalla consistenza liquida a quella in polvere, garantendo 16 ore di tenuta a prova di linee e sbavature. L'eye tint si può stratificare e sfumare all’infinito, per creare l'intensità di colore desiderata sulle palpebre.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Jane Fonda arrestata a Washington, manifestava per il clima

81 anni, attrice irriducibile protagonista stagione guerra del Vietnam

Lifestyle People
Chiudi Climate Strike: Jane Fonda il 20 settembre a Los Angeles (ANSA) Climate Strike: Jane Fonda il 20 settembre a Los Angeles

Arrestata Jane Fonda mentre manifestava a Washington sul clima. L'attrice è stata ammanettata a portata via insieme ad altre 16 persone, che stavano manifestando vicino al Congresso per spingerlo a un'azione contro il cambiamento climatico. Poco prima dell'arresto Fonda si era rivolta ai manifestanti, definendo il clima una "crisi collettiva che ha bisogno di una risposta collettiva".
    L'irriducibile Jane, oggi 81enne, è stata protagonista in passato delle proteste contro la guerra del Vietnam. 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Scarpa da Guinness del Calzolaio d'Oro

Costo 19,9 milioni di dollari, presentata al Mide

Lifestyle Lusso
Chiudi  (ANSA)

E' un sandalo con tacco in oro, impreziosito da 30 carati di diamanti. Si chiama Moon Stars ed è ispirato alla fontana del Burj Khalifa di Dubai. Valore 19,9 milioni di dollari, cifra che supera l'attuale calzatura nei Guinness dei primati, del valore di 15,5 milioni di dollari. La scarpa da record, firmata dal Calzolaio d'Oro Antonio Vietri, è stata presentata al Mide, Made in Italy Design in Emirates, rassegna di fashion design, organizzata con Stella Grossu, moldava, 40 anni, una carriera in ascesa nell'estetica, in Italia e all'estero. Sul retro della calzatura, di colore grigio chiaro, sono stati posizionati due frammenti di un meteorite di 4,5 miliardi di anni, scoperto nel 1576 in Argentina. Alla realizzazione della scarpa hanno collaborato 30 persone.
    "L'obiettivo - spiega Vietri - è portare negli Emirati Arabi l'eccellenza italiana nella moda, ma anche unire le città di Torino e Dubai. Ci tenevo a portare questo record a Torino, città a cui devo molto per il supporto che mi ha dato".
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Madri di Srebrenica sdegnate: "togliete il Nobel a Handke"

'Ha difeso i carnefici delle guerre balcaniche'.Gioia a Belgrado

Lifestyle Società & Diritti
Chiudi Madri Srebrenica, ritirare il Nobel ad Handke (ANSA) Madri Srebrenica, ritirare il Nobel ad Handke

Le ferite delle guerre fratricide nei Balcani, di cui portano i segni indelebili i popoli della regione, si sono riaperte dolorosamente con l'assegnazione del Nobel per la letteratura a Peter Handke, il controverso scrittore austriaco del quale sono note le posizioni apertamente filo-serbe. Handke non ha mai nascosto il suo sostegno a Slobodan Milosevic, l'uomo forte jugoslavo per il quale nutrì ammirazione fino all'ultimo partecipando ai suoi funerali nel 2006, e in Bosnia è accusato di negare i crimini compiuti dai serbo-bosniaci di Ratko Mladic e Radovan Karadzic, a cominciare dal massacro di ottomila musulmani a Srebrenica nel luglio 1995 e dall'assedio di Sarajevo. Per questo le 'Madri di Srebrenica', sdegnate e amareggiate, hanno chiesto ufficialmente al Comitato per il Nobel di revocare l'assegnazione del riconoscimento a Peter Handke. "Un uomo che ha difeso i carnefici delle guerre balcaniche non può ricevere un tale riconoscimento", ha detto Munira Subasic, presidente delle 'Madri di Srebrenica', l'associazione che si batte per ottenere giustizia per i propri cari e per tutte le vittime dei crimini perpetrati dai serbi nel conflitto del 1992-1995 in Bosnia. E una petizione per il ritiro del premio Nobel a Handke è stata avviata sulla piattaforma Change.org. Di decisione "scandalosa e vergognosa" del Comitato per il Nobel ha parlato il membro bosgnacco musulmano della presidenza tripartita bosniaca Sefik Dzaferovic, mentre Zeljko Komsic, componente croato della presidenza e attuale presidente di turno di tale organo collegiale, ha annunciato l'invio di una lettera di protesta all'Accademia delle scienze svedese e al Comitato per il Nobel. Di tono diametralmente opposto la reazione di Milorad Dodik, il membro serbo della presidenza bosniaca che, congratulandosi con Handke, definito "grande amico dei serbi", gli ha inviato un messaggio di auguri. Handke, ha detto, "quando in tanti nel mondo tacevano, si è opposto apertamente ai bombardamenti Nato contro i serbi in Serbia e in Bosnia". Anche in Kosovo, teatro dell'ultima sanguinosa guerra nei Balcani, il Nobel a Peter Handke ha scatenato una serie di reazioni sdegnate e una condanna unanime. "Una persona che difende un mostro come Milosevic non merita alcun riconoscimento letterario, figuriamoci il premio Nobel", si legge in una analoga petizione con la richiesta di revoca del riconoscimento allo scrittore austriaco. Handke si oppose ai raid decisi dalla Nato contro la Serbia nella primavera 1999 per indurre Milosevic a porre fine alle repressioni e alla pulizia etnica in Kosovo e a ritirare le sue truppe da quel territorio, provincia meridionale serba a maggioranza albanese che proclamò l'indipendenza nel febbraio 2008. Se Bosnia e Kosovo hanno reagito con sdegno e rabbia al riconoscimento, il Nobel a Peter Handke è stato accolto al contrario con gioia e soddisfazione a Belgrado, dove scrittori, intellettuali e esponenti politici, a cominciare dal ministro della cultura Vladan Vukosavljevic, si sono congratulati con lo scrittore austriaco. 
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo