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Una mostra virtuale racconta il mondo dell'Hiv

Together we can stop the virus nasce da dialogo artisti-pazienti

Roma ANSAcom

Il viaggio artistico dedicato al mondo dell'Hiv diventa una mostra virtuale, visitabile da chiunque attraverso il proprio computer. La nuova iniziativa nell'ambito della campagna di sensibilizzazione 'Together we can stop the virus', promossa da Gilead Science e realizzata con il contributo di 10 associazioni di pazienti, è stata presentata oggi con una conferenza stampa online, alla vigilia dell'apertura di Icar2020, Italian Conference on Aids and Antiviral Research.

Lanciata nel 2019 con lo scopo di raccontare in chiave artistica cosa vuol dire vivere con l'Hiv, la mostra è stata inaugurata un anno fa nello spazio Base di Milano ed è costituita con cinque opere da 6 metri l'una che, se inquadrate con lo smartphone, si animano con la realtà aumentata. Un volto scomposto che ritrova i suoi lineamenti racconta l'effetto positivo delle cure che segue il caos esistenziale di una diagnosi, mentre una donna che perde i suoi colori per poi ritrovarli insieme all'energia descrive l'effetto di una terapia che funziona. Sono questi alcuni dei soggetti rappresentati e che raccontano 5 obiettivi legati all'Hiv: diagnosi, trattamento, successo della terapia, qualità di vita e lotta allo stigma. Tutto questo ha ora uno spazio online in un museo virtuale interattivo sul sito www.hivstopthevirus.it.
Le opere sono nate da un dialogo tra gli artisti e i pazienti. "Dal confronto è uscito un modo alternativo di combattere l'Hiv, con visioni anche insolite ma sicuramente utili a portare avanti messaggi di lotta allo stigma e in favore della prevenzione", afferma Sandro Mattioli presidente Associazione Plus (Persone Lgbt+ Sieropositive) e co-presidente Icar2020. "Il nostro impegno come azienda - osserva Cristina le Grazie, direttore medico di Gilead Italia - è quello di andare oltre la ricerca, collaborando con associazioni di pazienti, clinici e istituzioni per prevenire la diffusione dell'Hiv ma anche per migliorare la qualità di vita di chi lo ha contratto". Per farlo, in questo caso, prosegue, "abbiamo utilizzato il linguaggio universale dell'arte, perché permette di raggiungere più persone, trasferendo concetti importanti di cui spesso non si parla". 

In collaborazione con:
Gilead

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