Meno 400 trapianti nel 2020, record di opposizioni

Sono 33,6%, mai così tante. Sui donatori tornati indietro di 5 anni

Redazione ANSA ROMA

I pesanti effetti della pandemia non hanno risparmiato il sistema dei trapianti e delle donazioni d'organo, che nel 2020 ha pagato un duro prezzo al virus: 400 in meno gli interventi effettuati, mentre si è assistito ad un crollo dei donatori effettivi che ha riportato il Paese al tasso di 5 anni fa. Non solo: le opposizioni, ovvero i no alla donazione registrati sulle carte di identità, hanno toccato quota 33,6%, la percentuale più alta di sempre.

Questa la fotografia rilanciata dal Report 2020 del Centro nazionale trapianti (Cnt), che sottolinea tuttavia come la rete italiana dei trapianti abbia retto all'urto della pandemia, con una frenata brusca ma contenuta: i 400 trapianti in meno rappresentano infatti un -10% rispetto al 2019, ma i dati complessivi dimostrano una sostanziale tenuta del sistema. Basti pensare, rileva il direttore Cnt Massimo Cardillo, che "in Francia e Germania il calo di questi interventi è stato intorno al 20%".

   

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