Tumore testicolo come al seno, la diagnosi precoce parte dall'autopalpazione

Oncologi, fondamentale diminuire le 1800 diagnosi all'anno

Redazione ANSA ROMA

 Ogni anno, in Italia, circa 1600-1800 uomini, per lo più giovani tra 15 e 40 anni, si ammalano di tumore al testicolo. Per una diagnosi e trattamento precoce della malattia, però, basta una mossa semplice e salvavita, la stessa che fanno le donne per il loro seno: l'autopalpazione.
    Questa neoplasia, infatti, è guaribile fino al 99% dei casi se presa in fase iniziale e a oltre l'80% nei casi di metastasi. A spiegare come e perché fare prevenzione è il secondo Quaderno della Fondazione Aiom, dedicato stavolta al Tumore al testicolo e disponibile sul sito www.fondazioneaiom.it da lunedì 16 novembre.
    "Vogliamo educare alla conoscenza e prevenzione di questa neoplasia altamente curabile, anche in fase avanzata, con terapie multidisciplinari efficaci. Il messaggio che rivolgo ai giovani - spiega la presidente di Fondazione Aiom, Stefania Gori - è di non sottovalutare sintomi e sensazioni apparentemente insignificanti e di imparare a usare le loro mani 'terapeuticamente' per scoprirsi possibili anomalie, come un tempo avveniva con la visita di leva".
    Ogni anno circa 1600-1800 i ragazzi e i giovai adulti, precisa Ugo De Giorgi, Responsabile del Gruppo di Patologia Uro-Ginecologico dell'Istituto Oncologico Romagnolo di Meldola (Cesena), "incontrano il tumore del testicolo. Dunque l'1% dei maschi, ma potrebbero essere ancora meno se si diffondesse la cultura, fin dalle scuole, alla prevenzione attraverso l'autopalpazione, utile a individuare presto un nodulo, una massa o altre alterazioni". Pochi lo sanno, inoltre, ma "l'asportazione di un testicolo consente la normale vita sessuale, mentre la paternità futura può essere garantita con la raccolta dello sperma in apposite Banche del Seme". Dal presidente dell'Associazione Italiana Tumori del Testicolo, Domenico Di Nardo, arriva quindi un appello agli uomini: "rivolgetevi a Centri specializzati, quando necessario, perché questo tumore si può curare e lo si può fare in tutta sicurezza, anche in tempi di Covid. Infine, a chi è già in cura dico: non rinviate le vostre terapie per timore del virus ma mantenete il vostro programma di cura a vantaggio della vostra salute e del controllo della malattia". 
   

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