Una scoperta inaspettata

Parla il fisico Antonio Ereditato, coordinatore dell'esperimento

Redazione ANSA

I dati che dimostrano che i neutrini corrono piu' veloci della luce sono arrivati in modo inaspettato, mente si cercava altro. ''Gli strumenti che abbiamo utilizzato non era stati progettati a questo scopo'', ha detto all'ANSA il responsabile della collaborazione internazionale Opera, Antonio Ereditato.

''Il nostro obiettivo era studiare l'oscillazione del neutrino, ma per scrupolo abbiamo deciso di fare anche delle misure accessorie'', ha aggiunto. ''Adesso la speranza e' che altri esperimenti indipendenti riescano a confermare o meno la scoperta''. ''Scoprire questa anomalia e' stata davvero una grossa sorpresa'', ha detto Ereditato. Di misure che vengono fatte per scrupolo, per una maggiore sicurezza, se ne fanno tante in campo scientifico, ''ma di solitO ci si aspettano minimi aggiustamenti. In questo caso, invece, abbiamo trovato una differenza significativa. Tocchiamo uno dei principi della fisica ed e' per questo che abbiamo l'obbligo deontologico di presentare questo risultato e di sottoporlo allo scrutinio di tutta la comunita' scientifica''. Il caso quindi ha giocato la sua parte, come e' accaduto in passato per moltissime grandi scoperte scientifiche. I sistemi Gps e gli orologi atomici sono gli strumenti sofisticati e ad altissima precisione che hanno permesso di misurare la velocita' dei neutrini. ''In questo - ha detto - abbiamo avuto il contributo importantissimo degli esperti di metrologia di istituti internazionali''.

Misurare la velocita', ha aggiunto, ''significa misurare lo spazio e il tempo''. Percio' sistemi Gps e orologi atomici hanno permesso di misurare i 730 chilometri che separano il Cern dai Laboratori del Gran Sasso con un'incertezza di soli 20 centimetri''. Sono sistemi di misura comunemente utilizzati in ambito scientifico, ad esempio per la cartografia di precisione, ma non programmati appositamente per la collaborazione Opera: ''sono tutte tecnologie ben note, che con l'aiuto degli esperti abbiamo applicato alle nostre misure''. Che cosa accadra' adesso? ''Per ora preferiamo non parlare delle ripercussioni scientifiche: e' chiaro - rileva Ereditato - che sono necessari altri esperimenti che diano la conferma. Tutti noi abbiamo un'idea, ma un po' per scaramanzia e un po' per correttezza professionale preferiamo aspettare a parlarne. Se sono rose fioriranno''.

Per Ereditato l'esperimento ''non è un'impresa con un solo uomo al comando, ma un lavoro di gruppo''. Con lui lavorano infatti circa 160 ricercatori di 30 istituzioni e 11 Paesi. ''Sono molto contento ed ho la fortuna di condividere questo risultato con tanti colleghi validissimi e non mi sento di dire che si tratta di un mio risultato: è un risultato del mio gruppo. E' il frutto di un lavoro complesso e gratificante, nel quale l'aspetto del gruppo è stato importantissimo''.non è un'impresa con un solo uomo al comando, ma un lavoro di gruppo": il coordinatore della collaborazione internazionale Opera, Antonio Ereditato, non si sente affatto il protagonista della ricerca che ha portato a dimostrare che la velocità della luce è stata superata. Con lui lavorano infatti circa 160 ricercatori di 30 istituzioni e 11 Paesi. "Sono molto contento ed ho la fortuna di condividere questo risultato con tanti colleghi validissimi e non mi sento di dire che si tratta di un mio risultato: è un risultato del mio gruppo. E' il frutto di un lavoro complesso e gratificante, nel quale l'aspetto del gruppo è stato importantissimo". Come avete accolto i dati? "Siamo molto meno eccitati dei media. Certamente ci rendiamo conto che questa scoperta colpisce l'immaginario collettivo, ma per noi è stata una misura di precisione lungo un percorso alla fine del quale eravamo convinti di trovare un risultato negativo. Scoprire che non era così è stata una grossa sorpresa". Napoletano, 56 anni, Ereditato ha studiato a Napoli e poi ha lavorato in molti centri di ricerca all'estero. Da cinque anni dirige l'Istituto di Fisica delle particelle dell'università svizzera di Berna. E' coordinatore della collaborazione internazionale Opera, nell'ambito dell'esperimento Cngs (Cern Neutrino to Gran Sasso), nato dalla collaborazione fra il Cern di Ginevra e i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). "Grazie a questa opportunità sono in contatto costante con l'Italia", ha detto il ricercatore, che lunedì parteciperà al seminario sui risultati dell' esperimento organizzato nei Laboratori del Gran Sasso.non è un'impresa con un solo uomo al comando, ma un lavoro di gruppo": il coordinatore della collaborazione internazionale Opera, Antonio Ereditato, non si sente affatto il protagonista della ricerca che ha portato a dimostrare che la velocità della luce è stata superata. Con lui lavorano infatti circa 160 ricercatori di 30 istituzioni e 11 Paesi. "Sono molto contento ed ho la fortuna di condividere questo risultato con tanti colleghi validissimi e non mi sento di dire che si tratta di un mio risultato: è un risultato del mio gruppo. E' il frutto di un lavoro complesso e gratificante, nel quale l'aspetto del gruppo è stato importantissimo".

Come avete accolto i dati? ''Siamo molto meno eccitati dei media. Certamente ci rendiamo conto che questa scoperta colpisce l'immaginario collettivo, ma per noi è stata una misura di precisione lungo un percorso alla fine del quale eravamo convinti di trovare un risultato negativo. Scoprire che non era così è stata una grossa sorpresa''.

Napoletano, 56 anni, Ereditato ha studiato a Napoli e poi ha lavorato in molti centri di ricerca all'estero. Da cinque anni dirige l'Istituto di Fisica delle particelle dell'università svizzera di Berna. E' coordinatore della collaborazione internazionale Opera, nell'ambito dell'esperimento Cngs (Cern Neutrino to Gran Sasso), nato dalla collaborazione fra il Cern di Ginevra e i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). "Grazie a questa opportunità sono in contatto costante con l'Italia", ha detto il ricercatore, che lunedì parteciperà al seminario sui risultati dell' esperimento organizzato nei Laboratori del Gran Sasso.

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