Il teletrasporto sotto esame per capire i buchi neri

Test utile per i futuri computer quantistici

Davide Patitucci

Nuovo test per il teletrasporto, la tecnologia resa popolare da Star Trek. La sua efficienza è stata messa alla prova a brevi distanze da un esperimento basato su 7 atomi. Il test, i cui risultati sono pubblicati sulla rivista Nature dall’Università americana del Maryland e dell’Istituto canadese Perimeter per la fisica teorica, dà preziose indicazioni per capire meglio la fisica dei buchi neri e per scoprire se e come i futuri computer quantistici possano fare errori o nascondere le informazioni elaborate.

I ricercatori hanno manipolato il comportamento di 7 atomi attraverso impulsi laser, analizzando come le particelle elementari sono rimescolate durante il teletrasporto. “L’esperimento cerca di capire se l’informazione viene persa o no”, ha spiegato all’ANSA Augusto Smerzi, dell’Istituto Nazionale di Ottica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Ino). “Lo studio sviluppa un nuovo metodo basato sulle leggi della meccanica quantistica per capire se informazioni che sembrano perdute siano in realtà nascoste nelle correlazioni tra le particelle, e possano quindi essere recuperate”, precisa Smerzi. “È come se avessimo un mazzo di carte nuovo e fossimo in grado di riordinarlo dopo averlo rimescolato, ripercorrendo a ritroso i movimenti delle mani”.

L’esperimento potrà aiutare a capire che cosa accade alla materia risucchiata in un buco nero. “Immaginiamo un’astronave che precipita in un buco nero. Per Stephen Hawking - rileva Smerzi - il buco nero evapora e libera radiazione, che però non ha più memoria dell’astronave di partenza. Questo aspetto è in conflitto con la meccanica quantistica, in base alla quale le informazioni non possono essere perdute. Lo studio può aiutarci a capire cosa succeda all’astronave e se sia possibile, in linea di principio, ricostruirla usando la radiazione emessa dal buco nero".

Ricerche come queste sono condotte nell'ambito del programma sulle Tecnologie quantistiche promosso dalla Commissione Europea e finanziato con un miliardo di euro in 10 anni. L'obiettivo, conclude il ricercatore, è "sviluppare le tecnologie quantistiche, ad esempio per i computer del futuro, o per laser di nuova generazione per la trasmissione sicura dei dati, progetto quest’ultimo di cui l’Italia, con il Cnr-Ino, è capofila”.

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