A Roma il primo flash mob italiano per le stelle

Contro l’inquinamento luminoso che spegne il cielo

Redazione ANSA

La lotta contro i cambiamenti climatici e in difesa dell’ambiente passa anche dalla tutela del cielo stellato. In occasione della Seconda Giornata mondiale di mobilitazione per il clima, la sera del 24 maggio è in programma a Roma il primo flash mob astronomico mai organizzato in Italia, contro l’inquinamento luminoso che spegne il cielo. L’appuntamento è al Gianicolo con ‘A Riveder le Stelle’, iniziativa promossa dal progetto Virtual Telescope e da Roma Best Practices Award, con il patrocinio del Municipio I Centro di Roma Capitale e di Fridaysforfuture-Roma.

Il flash mob astronomico nasce nell’ambito dei Fridays for Future, i venerdì di protesta degli studenti contro i cambiamenti climatici e in difesa della Terra, promossi dalla giovane svedese Greta Thunberg e appoggiati ormai da oltre 15.000 scienziati di tutto il mondo. Nel corso della serata sarà possibile osservare il cielo con telescopi amatoriali. “In tempi in cui si auspica una maggiore considerazione per l’ambiente in cui viviamo, la tutela del cielo stellato diventa un simbolo di questa consapevolezza”, spiegano i promotori del flash mob.

L’Unesco parla di “diritto a un cielo puro” nella Dichiarazione Universale dei Diritti delle Generazioni Future del 1994. Per questo, l’Unione Astronomica Internazionale (Uai), in occasione della Giornata Internazionale Unesco per la Luce del 16 maggio, ha promosso l’iniziativa ‘Cieli bui per tutti’. “Il cielo stellato è a rischio estinzione”, denunciano gli organizzatori del flash mob. “Il dilagare dell’inquinamento luminoso, dovuto a un utilizzo irrazionale della luce artificiale, rende, infatti, impossibile ormai godere della vista straordinaria del paesaggio stellato. La stragrande maggioranza della popolazione mondiale - aggiungono - vive sotto un cielo in cui brillano a fatica una dozzina di stelle, invece delle migliaia che potremmo vedere. In questo scenario - concludono - tre quarti della popolazione italiana non riesce più ad ammirare la Via Lattea”.

 

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