Dazi: Assolatte, sul lattiero caseario mannaia Usa da 60 milioni

Ambrosi, promuovere vero made in Italy ed educare il consumatore

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 23 OTT - Sono le aziende lattiero casearie esportatrici a subire le vere conseguenze di una guerra commerciale che non hanno contribuito ad innescare: su un costo aggiuntivo di 117 milioni di dollari 60 milioni sono a loro carico, pari al 51% del totale. Lo ha precisato Assolatte nel corso dell'audizione sui dazi Usa alla Commissione Agricoltura della Camera.

Secondo il presidente di Assolatte, Giuseppe Ambrosi, "per supportare il nostro export occorrono azioni di sistema concentrate prima di tutto sulle aziende che esportano che temono di dover svendere i propri formaggi per far fronte all'aumento delle tariffe e sopravvivere nel mercato americano.

Solo così si eviteranno crisi di settore che rischiano di interessare tutti gli altri attori della filiera; dobbiamo sostenere la nostra competitività o il nostro spazio verrà occupato da qualcun altro e sarà allora impossibile tornare indietro".

Secondo Assolatte il sostegno delle istituzioni nazionali potrebbe concretizzarsi in sistematiche promozioni presso catene distributive e boutique dei formaggi in Usa che potrebbero non vendere più i formaggi italiani per i rincari causati dai dazi aggiuntivi del 25%; ma anche intensificando attività di educazione per il consumatore americano in modo da poter distinguere un formaggio veramente italiano dalle imitazioni locali. "Se gli esportatori verranno lasciati soli - ha precisato Ambrosi - si bruceranno milioni di dollari di investimenti privati e a vincere sarà l'italian soundig".

Imprese esportatrici in difficoltà, segnala infine Assolatte, anche per l'incertezza della Brexit; una flessione negativa si è già manifestata nel 2018, quando le vendite casearie in UK sono calate dell'8%. (ANSA).

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