In Sudafrica per celebrare Mandela

Tra le manifestazioni per il centenario anche l’inaugurazione di 27 percorsi turistici

di Ida Bini

CAPE TOWN - Il 18 luglio di cent’anni fa nasceva a Mvezo, piccolo villaggio del sud est del Sudafrica, Nelson Mandela, attivista anti-apartheid e primo presidente nero del Paese. Per commemorare il centenario della nascita dell’amato ex presidente è previsto da Città del Capo a Soweto, da Johannesburg a Pretoria un ricco calendario di appuntamenti, feste, mostre, concerti, manifestazioni, parate e l’inaugurazione di 27 nuovi percorsi turistici, uno per ogni anno che Madiba, come amava chiamarlo il suo popolo bantù, passò in prigione per il suo impegno civile. Mandela lottò tutta la vita per liberare i neri dalla schiavitù dell’apartheid, dalla segregazione razziale che il governo sudafricano aveva legalizzato dal 1949. Trascorse 27 anni in prigione, dal 1963 al 1990, dove continuò a sostenere l’African National Congress, partito anti-apartheid. Venne liberato l’11 febbraio 1990, giorno in cui tenne un memorabile discorso dalla City Hall di Città del Capo, quando rivelò di rinunciare alla violenza per un processo di riconciliazione e di pacificazione del suo popolo. Quattro anni dopo venne eletto presidente del Sudafrica, il primo nero nella storia; rimase in carica fino al 1999 e, per l’impegno politico, ricevette il premio Nobel per la Pace. Scomparve nel dicembre del 2013, diventando un’icona mondiale di libertà, pace e democrazia.

Le celebrazioni per il centenario sono un’ottima occasione per visitare il Paese sudafricano e scoprire, assieme alle sue bellezze naturali, i luoghi che segnarono la storia di Mandela.
Si parte da Città del Capo, punta estrema del Paese e capitale legislativa; storicamente fu l’approdo naturale di molte navi dirette alle Indie e qui gli olandesi vi si insediarono nel 1652. Dominata dall’imponente Table Mountain, la città offre spettacolari spiagge bianche e il celebre Capo di Buona Speranza, riserva naturale con una quarantina di chilometri di costa con vedute mozzafiato. Di fronte alla città si trova Robben Island, “l’isola delle foche”, dove Mandela trascorse 18 anni della sua prigionia. L’isola, patrimonio Unesco, si visita in un pomeriggio, partendo con un traghetto dal Victoria & Alfred Waterfront di Cape Town; oltre alle bellezze naturali dell’isola si entra negli austeri edifici del carcere che prima era un manicomio e oggi è stato trasformato in un museo in memoria del celebre prigioniero.
Noleggiando un’auto si risale la costa per 800 chilometri con vista sull’oceano sulla Garden Route, strada panoramica bellissima che attraversa vigneti, colline e spiagge mozzafiato. Giunti a Port Elisabeth si entra nella Donkin Reserve per visitare “Voting Line” una gigantesca scultura metallica lunga 38 metri, che raffigura il popolo sudafricano che si tiene per mano, con Madiba che guida il gruppo col pugno alzato, in segno di vittoria, durante le prime elezioni libere del 1994.

Proseguendo lungo la costa si arriva a Durban, grande città portuale del KwaZulu Natal dove convivono varie etnie e l’atmosfera è molto rilassata. E’ considerato il parco giochi del Sudafrica per la presenza dell’uShaka Marine World, un grande parco acquatico con acquario e un ristorante panoramico che si affaccia sull’oceano. Il suo esteso lungomare pedonale dà accesso alle spiagge più belle della zona e ai ristoranti fusion più alla moda. Alle sue spalle la strada prosegue per Howick; lì sorge il “Capture Site”, un altro luogo importante per Mandela dove la polizia lo arrestò per la prima volta. Oggi una gigantesca scultura realizzata da Marco Cianfanelli ricorda l’evento: è un’opera composta da 50 barre di acciaio alte 9 metri che compongono il volto di Mandela; da lontano appare un uomo sorridente che scruta l’orizzonte. L’entroterra di Durban è caratterizzato da grandi parchi da visitare in jeep e con guide esperte per ammirare gli animali in libertà. Nel celebre Hluhluwe Park, immensa riserva naturale che tutela i rinoceronti, l’ingresso è limitato a un centinaio di visitatori al giorno, che possono anche dormire nel Rhino Ridge Lodge, unica struttura presente nel parco.

Viaggiando per circa 420 chilometri si arriva a Johannesburg, la città più popolosa del Sudafrica, dove si visita l’Apartheid Museum, il più importante museo al mondo sulla storia della separazione tra bianchi e neri imposta per legge. In città è possibile entrare anche nella prigione di Constitution Hill dove Mandela venne imprigionato nel 1956 assieme a molti altri dissidenti politici; meritano una visita anche la statua in bronzo di Mandela e il ponte Nelson Mandela, capolavoro dell’architettura moderna e simbolo della città. Nella vasta area metropolitana di Johannesburg sorge Soweto, enorme bidonville in cui vivono nove etnie diverse e famosa per gli scontri tragici del 1976 tra la polizia e gli studenti neri che protestavano contro la politica segregazionista del Paese. Proprio a Soweto, al civico 8115 di Vilakazi Orlando West si trova la casa in cui Mandela visse per 14 anni con la moglie Winnie e i suoi due figli dalla fine degli anni Quaranta; oggi è un museo della memoria. L’indirizzo è lo stesso in cui visse l’arcivescovo Desmond Tutu, anch’egli attivista per i diritti umani e premio Nobel per la pace. Madiba morì a Johannesburg nel 2013 ma il viaggio alla scoperta dei suoi luoghi più significativi termina a Pretoria, capitale amministrativa del Sudafrica, dove all’Union Buildings si trova la statua, alta 9 metri, raffigurante Mandela a braccia aperte in segno di riconciliazione.

Il South African Tourism, in collaborazione con la fondazione Nelson Mandela, ha creato l’app Madiba’s Journey che illustra 27 percorsi, uno per ogni anno passato in prigione, in tutto il Sudafrica alla scoperta dei luoghi e della vita di Mandela. E’ una ricca mappa turistica utile e personalizzata che si può trovare su App Store e Google Play, anche in versione italiana.
Per maggiori informazioni: www.southafrica.net

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