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Cinema: Bif&st, Nuclear è racconto allegorico della violenza

Il film in concorso a Bari nella sezione Panorama internazionale

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Il racconto di "una famiglia disfunzionale nella quale domina la violenza" per "analizzare gli effetti di questa violenza in particolare sui personaggi femminili". E' così che la regista inglese Catherine Linstrum spiega il suo film, Nuclear, in concorso al BIf&st, il Bari international film festival, nella sezione Panorama internazionale, che sarà proiettato in serata al teatro Piccinni.
"Tutto è partito dall'idea di esaminare figli che esercitassero violenza e brutalizzassero i propri genitori - ha spiegato la regista, accompagnata a Bari dallo sceneggiatore David-John Newman -. Questa era la prospettiva e abbiamo deciso di girare il film su questo tipo di rapporto. Non volevamo fare però un film sociale o di matrice realista ma volevamo dare una rappresentazione allegorica".
"Contemporaneamente - ha aggiunto - è anche la storia di una separazione, perché, in maniera altrettanto allegorica, noi volevamo raccontare della separazione tra madre e figlia nel percorso in cui la figlia comincia lei stessa a diventare una donna e quindi questa separazione diventa necessaria ma molto dolorosa".
Il film racconta la storia di Emma, ragazza traumatizzata dalle violenze di suo fratello, in fuga con la madre. Le due trovano rifugio in un luogo isolato, al quale fa da sfondo una centrale nucleare. E' a questo punto che la figlia inizia a staccarsi dalla protezione della madre e si trova costretta ad affrontare da sola un mondo ostile nel quale il passato ritorna. In questo intreccio tra un ambiente tossico e la storia altrettanto tossica delle protagoniste si esplicita in modo "sovrannaturale", per usare le parole della regista, l'intenzione allegorica del racconto.
Un film "profondamente europeo" lo ha definito lo sceneggiatore, dicendosi "fortunato e grato" di essere al festival di Bari. "Credo che sia molto importante - ha detto David-John Newman - che l'Europa stia accogliendo noi professionisti della creatività del Regno Unito, soprattutto alla luce di quello che è successo dopo la Brexit, perché ci sentiamo ancora prepotentemente e fortemente europei".

In collaborazione con:
APULIA FILM COMMISSION

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