Le mostre del week end, da Fiorucci a Gormley

A Torino Steve McCurry immortala la passione per la lettura

di Marzia Apice ROMA

ROMA - Nella Settimana dei Musei (5-10 marzo) sono molti gli spunti di approfondimento offerti dalle mostre in programma, dal "fenomeno" Fiorucci con le sue figurine a Modena alle installazioni di Gormley a Firenze fino alla passione per la lettura immortalata da McCurry a Torino e all'omaggio a Fellini ritratto da Rastelli a Roma.
    MODENA - Si intitola "Pop Therapy. Lo spirito rivoluzionario delle figurine Fiorucci" la mostra che dal 9 marzo al 25 agosto al Museo della Figurina rende omaggio al genio di Elio Fiorucci.
    Curata da Diana Baldon e Francesca Fontana, l'esposizione, divisa in 6 sezioni, documenta e indaga il successo dell'album Fiorucci Stickers, pubblicato nel 1984 dalle Edizioni Panini (oltre 25 milioni di bustine vendute), del quale presenta 200 figurine.
    BERGAMO - Oltre 150 lavori realizzati in 40 anni di ricerca, tra disegni, collage, sculture, fotografie, rayogrammi, gouache e cianotipie: dal 7 marzo al 19 maggio GAMeC - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo presenta "Io sono", la prima grande retrospettiva dedicata in Italia a Birgit Jürgenssen (Vienna, 1949-2003), tra le più importanti e sofisticate interpreti dell'avanguardia femminista internazionale. La mostra, a cura di Natascha Burger e Nicole Fritz, documenta l'ironia e l'umorismo con cui l'artista ha affrontato temi come convenzioni sociali, sessualità, canoni di bellezza e rapporti tra i sessi.
    TORINO - La passione per la lettura nello sguardo di un grande fotografo: dal 9 marzo al 1 luglio nella Corte Medievale di Palazzo Madama è allestita la mostra "Steve McCurry.
    Leggere", curata da Biba Giacchetti e, per i contributi letterari da Roberto Cotroneo. Esposte al pubblico 65 fotografie (accompagnate da testi letterari) che ritraggono persone di tutto il mondo, dai bambini agli anziani, assorte nell'atto intimo e universale del leggere e riprese nei contesti più disparati, dai luoghi di preghiera in Turchia alle strade dei mercati in Italia, dai rumori dell'India ai silenzi dell'Asia orientale, passando per Africa e Stati Uniti. "Ecologies of Loss" è la prima personale italiana dell'artista indiano Ravi Agarwal, in programma al PAV Parco Arte Vivente dal 9 marzo al 9 giugno. Artista, fotografo, attivista ambientale, scrittore e curatore, Agarwal esplora nel suo lavoro (di cui la mostra offre i nuclei principali) questioni nodali di oggi quali l'ecologia, la società, lo spazio urbano e rurale, il capitale.
    ROMA - La Casa del Cinema ospita dal 4 al 14 marzo la mostra "Fellini. Uno sguardo personale di Vittoriano Rastelli" curata da Alessandra Zucconi e Andrea Mazzini. In un percorso di trenta fotografie in bianco e nero e a colori, la mostra grazie all'occhio attento e partecipe di Rastelli restituisce al pubblico tutta la complessità di un personaggio indimenticabile, raccontando non solo il regista visionario ma anche l'uomo Fellini. Le sale di Palazzo Velli ospitano dall'8 al 28 marzo la personale del fotografo Roberto Polillo dedicata a due progetti storici che hanno segnato la sua carriera, "Future Cities Visions and Jazz Icons of the '60s". Nell'esposizione i temi cari al fotografo, la musica jazz, l'informatica, i viaggi, le città in trasformazione.
    FIRENZE - Resterà aperta fino al 26 maggio la retrospettiva "Essere" che le Gallerie degli Uffizi dedicano all'artista inglese Antony Gormley. Inaugurata il 26 febbraio, la mostra presenta una selezione delle sculture di Gormley, realizzate in diversi materiali e dimensioni (tra le opere esposte anche 'Passage', maxi installazione composta da un tunnel di acciaio nero di 12m), che esplorano i temi del corpo nello spazio e del corpo come spazio. A Palazzo Pitti si inaugura il 7 marzo "Lessico femminile. Le donne tra impegno e talento 1861-1926", curata da Simonella Condemi e allestita fino al 25 maggio. La mostra, in un viaggio tra '800 e '900 che omaggia l'universo femminile (seguendo due date importanti, l'iscrizione di alcune lavoratrici alla Fratellanza Artigiana nel 1861, e il premio Nobel conferito a Grazia Deledda nel 1926 per il romanzo Canne al Vento), illustra con opere d'arte, oggetti e fotografie il ruolo delle donne nei vari ambiti del lavoro, da quello più umile del lavoro dei campi fino a quello artistico-artigianale, letterario oppure scientifico, in anni in cui era difficile affermarsi. (ANSA).
   

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