Birmania: Corte Onu ordina misure urgenti a difesa Rohingya

Ue, ora attui le misure della Corte Onu

Redazione ANSA

BRUXELLES - La Corte internazionale di giustizia dell'Onu ha ordinato alla Birmania di adottare "misure urgenti", ai sensi della Convenzione sul genocidio, per impedire violazioni nei confronti della minoranza musulmana dei Rohingya. La decisione è stata presa all'unanimità, nell'ambito della causa avviata dal Gambia contro la Birmania, nel novembre scorso, a nome dell'Organizzazione degli Stati islamici (Oic). Si legge sul sito della Corte.

La Birmania, "conformemente ai suoi obblighi derivanti dalla Convenzione per evitare e reprimere il genocidio, deve adottare tutte le misure in suo potere per evitare che si commettano reati contro il gruppo dei Rohingya che si trovano sul suo territorio", si legge nella decisione. In particolare, "l'omicidio di membri del gruppo; gravi attacchi all'integrità fisica o mentale di membri del gruppo; sottomissione intenzionale del gruppo a condizioni di vita che dovrebbero portare alla sua distruzione fisica totale o parziale"

La Birmania "ora deve attuare in pieno le misure provvisorie dell'ordinanza della Corte internazionale di giustizia dell'Onu, che saranno consegnate al Consiglio di sicurezza. L'attuazione delle misure è obbligatoria ai sensi del diritto internazionale". Si legge in una nota del portavoce del Servizio europeo per l'azione esterna (Seae), che fa capo all'Alto rappresentante dell'Ue Josep Borrell. La Birmania - si legge - "deve garantire" alla giustizia i responsabili "delle gravi violazioni dei diritti umani perpetrate da alcune delle sue forze militari e di sicurezza. Deve inoltre garantire la protezione di tutti i civili, e un accesso umanitario sicuro, senza restrizioni".

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