Coordinamento su rimpatri e chiusura frontiere Ue

Redazione ANSA

L’Unione europea è impegnata a coordinare la risposta degli Stati membri all’emergenza. Da un lato, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) pubblica valutazioni rapide del rischio e aggiornamenti epidemiologici per la popolazione dell'Ue, dall'altro la Commissione europea e il Consiglio favoriscono contatti costanti tra i Ministeri nazionali competenti. Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel tiene regolarmente videoconferenze con i capi di Stato e di governo dell’Ue, mentre il Parlamento Ue porta avanti tutte le attività strettamente legislative, adottando rapidamente tutti i provvedimenti d’urgenza sul Covid-19. 

La Commissione europea è intervenuta anche a regolare gli spostamenti verso l'Ue per tutelare la salute dei cittadini europei e la salvaguardia di Schengen, introducendo a marzo una restrizione temporanea coordinata dei viaggi non essenziali verso l'Ue, che per il momento resterà in vigore fino al 15 giugno. L'Ue è inoltre al lavoro con gli Stati membri per rimpatriare gli oltre 650mila cittadini comunitari bloccati all'estero. Circa 60mila persone, di cui più di 53mila sono cittadini Ue, sono state già riportate a casa grazie al sostegno logistico e finanziario dell'Unione. Il 75 per cento dei costi dei voli di rimpatrio è pagato dall'Europa, con l’aiuto del meccanismo di protezione civile dell'Ue.

 

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