Recovery plan

Redazione ANSA

Dopo che lo scorso 23 aprile i capi di Stato e di governo dell’Ue hanno concordato di lavorare alla creazione di un Recovery fund - un vero e proprio fondo per la ripresa e la ricostruzione dell’economia europea dopo la crisi - il 27 maggio la Commissione europea ha presentato un maxi-piano da 750 miliardi per la ripresa dell'economia europea, ribattezzato 'Next Generation Eu', che include 250 miliardi di prestiti e 500 miliardi di sovvenzioni. 

Al termine di un negoziato record durato quattro giorni e quattro notti, nel summit più lungo della storia dell'Unione Europea, il 21 luglio i leader europei riuniti a Bruxelles hanno raggiunto l'accordo sul Recovery Fund e il Bilancio Ue 2021-2027. All'Italia va la fetta più grande dei sussidi e dei prestiti del Recovery fund. Al nostro Paese andranno infatti 81,4 miliardi di sussidi. Quanto ai prestiti, Roma avrebbe circa 127,4 miliardi. 

Di seguito i punti dello storico accordo che per la prima volta dà vita ad un debito comune dell'Unione europea, per finanziare politiche e programmi dei singoli Paesi.

- RECOVERY FUND - Resta a 750 miliardi di euro, come lo aveva immaginato la Commissione, di cui 390 miliardi di sussidi e 360 di prestiti. In totale cala quindi la parte di sussidi, che la von der Leyen aveva fissato a 450. Ma all'Italia poco importa, perché su quella voce non perde nulla e addirittura guadagna sulla voce prestiti: in totale le arriveranno 209 miliardi, 82 di sussidi e 127 di prestiti, un piatto ancora più ricco della proposta iniziale che le assegnava 82 di sovvenzioni e 91 di prestiti. La sforbiciata della posta generale dei sussidi ha ridotto invece i trasferimenti spacchettati tra i programmi, che ora sono 77,5 miliardi (rispetto ai 190 mld pensati dalla Commissione). In particolare, è stata azzerata la dotazione di Eu4Healt, il nuovo programma europeo per la sanità. A farne pesantemente le spese anche il Just Transition Fund e il Fondo agricolo per lo sviluppo rurale.
- BILANCIO E REBATES - Il bilancio europeo 2021-2027 è rimasto a 1.074 miliardi di impegni. Ma sono stati accontentati i frugali ampliando i rebates, i rimborsi introdotti per la prima volta su richiesta del Regno Unito ai tempi di Margaret Thatcher, che con la Brexit molti leader Ue avrebbero voluto cancellare. In alcuni casi, come quello dell'Austria, sono stati raddoppiati. Alla Danimarca sono andati 322 milioni annui di rimborsi (rispetto ai 222 milioni della proposta di sabato); all'Olanda 1,921 miliardi (da 1,576 miliardi); all'Austria 565 milioni (da 287) e alla Svezia 1,069 miliardi (da 823 milioni).
- GOVERNANCE - I piani saranno approvati dal Consiglio a maggioranza qualificata, in base alle proposte presentate dalla Commissione. La valutazione sul rispetto delle tabelle di marcia e degli obiettivi fissati per l'attuazione dei piani nazionali sarà affidata al Comitato economico e finanziario (Cef), gli sherpa dei ministri delle Finanze. E qui scatta il 'super freno di emergenza': se in questa sede, "in via eccezionale", qualche Paese riterrà che ci siano problemi, potrà chiedere che la questione finisca sul tavolo del Consiglio Europeo prima che venga presa qualsiasi decisione.

 

 

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