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Eugenio Guarascio: “Calabria in zona rossa? A pagarne le conseguenze cittadini e imprenditori”

“La Calabria è stata riconosciuta come zona rossa, ovvero ad alto rischio di contagio. Questa scelta ci sconvolge, soprattutto se si considera che in termini di contagi siamo tra le regioni meno colpite, ma paghiamo lo scotto della mancanza di un sistema sanitario adeguato. Siamo davvero spiazzati da questa decisione, le cui conseguenze ricadono direttamente su cittadini e imprenditori, che si trovano costretti a una stretta economica significativa”.

Così Eugenio Guarascio, Presidente di “Ecologia Oggi”, che sottolinea l’importanza di porre mano alla sanità pubblica regionale per risolvere una volta per tutte quello che considera “l’annoso problema della Calabria”.

“Le forze sane che abitano quotidianamente la Regione Calabria dovrebbero unirsi e farsi carico del problema. Tutto il sistema governativo orbita, ormai, attorno alla sanità. Il mondo produttivo calabro è già un importante creditore di questo sistema, ma credo che ora sia necessario fare come Enea, che prese il padre in spalla per salvarlo dalle fiamme di Troia. Noi imprenditori dobbiamo farci carico della sanità pubblica per stimolare una risoluzione rapida e funzionale”.

Qualora non ci fosse, però, l’intenzione di responsabilizzare gli imprenditori, Eugenio Guarascio offre un’altra possibile soluzione al problema.

“Se il Governo centrale sceglie di dare una nuova guida alla sanità pubblica regionale, credo sia importante rivolgersi a manager europei di comprovata esperienza, meglio se tedeschi o francesi, che riescano a sopperire alle innumerevoli difficoltà per raggiungere una piena risoluzione”.

Secondo Guarascio la sanità calabrese dovrebbe essere gestita da un organo esterno al governo nazionale, che mantenga sempre stretta la collaborazione con i calabresi, implementando così un sistema sanitario funzionale, capace di far fruttare al meglio le esigenze del Paese.

“Ora più che mai urge la necessità di affidarsi a manager di comprovata esperienza – conclude Eugenio Guarascio – affinché i fondi dei cittadini calabresi non sia sfruttati malamente. Non è accettabile impiegare gran parte del bilancio regionale in ambito sanitario e ritrovarsi oggi in ‘zona rossa’ per una errata gestione. Ci vuole un patto tra le persone oneste e competenti che vivono costantemente la Calabria, per riuscire a raggiungere una soluzione definitiva al problema. Andare avanti così significa perpetrare anche i danni di immagine alla Regione, le cui potenzialità turistiche ed economiche vengono dimenticate e scoraggiate”.

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