DIRETTA MONDIALI

Risultato finale
Francia 4
2 Croazia
L'Albo d'oro
  • 1930
  • 1934
  • 1938
  • 1950
  • 1954
  • 1958
  • 1962
  • 1966
  • 1970
  • 1974
  • 1978
  • 1982
  • 1986
  • 1990
  • 1994
  • 1998
  • 2002
  • 2006
  • 2010
  • 2014

Corea del Sud

Corea del Sud (foto: EPA)

Corea del Sud

Obiettivo evitare lanci di caramelle

La Corea del Sud è alla nona partecipazione consecutiva alla fase finale del Mondiale di calcio (sempre presente da Messico 1986), qualificazione ottenuta grazie allo 0-0 contro l'Uzbekistan dello scorso settembre. Nelle altre dodici rassegne iridate era riuscita ad essere presente una sola volta (nel 1954), subendo 16 gol in due partite.
Il miglior piazzamento i Taeguk Warriors lo hanno ottenuto nel 2002, quando organizzarono il mondiale insieme al Giappone, arrivando in semifinale, risultato mai eguagliato da una nazionale asiatica. Nel 2010 si fermarono agli ottavi.
Inserita nel girone F, dove il primo posto è "prenotato" dalla Germania, la Corea dovrà contendere il passaggio alle partite ad eliminazione diretta a Svezia e Messico, avversarie alla sua portata. La prima non è abituata ad imporre il proprio gioco, mentre il Messico è uno dei meno quotati degli ultimi decenni. La Corea del Sud resta in ogni caso una possibile outsider e non una candidata ad entrare tra le migliori 16.
La speranza dei giocatori è fare comunque meglio rispetto a Brasile 2014, dove la nazionale - allora diretta da Hong Myung-bo - raccolse un punto contro Russia, Algeria e Belgio e di rientro all'aeroporto internazionale di Incheon fu accolta da un gruppo di tifosi che manifestarono tutto il loro dissenso lanciando... caramelle gommose, gesto che nel paese asiatico significa grande scherno. Le amichevoli giocate a fine marzo non inducono, però, ottimismo: contro Polonia e Irlanda sono arrivate altrettante sconfitte, seppure di misura.
Il selezionatore attuale è Shin Tae-yong, 48 anni. Ex centrocampista più di quantità che di qualità, ha iniziato la carriera da allenatore in Australia, nei Brisbane Roar, per poi passare al Seongnam Ilhwa Chunma, club che lo ha visto protagonista per più di un decennio in campo e con il quale, da tecnico, ha vinto la Champions League asiatica nel 2010. Dal 2014 è organico alla federazione sudcoreana ed è stato anche sulla panchina della nazionale Olimpica. Nel 2017 ha preso il posto del tedesco Uli Stielike, dopo che la sconfitta contro il Qatar che aveva messo a rischio la qualificazione.

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