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Mattarella, messaggio Berlinguer sempre attuale per Paese

"Profondo rispetto per la costituzione e attenzione morale"

di Vincenzo Garofalo

"Un italiano che ha amato intensamente il suo Paese". Sono le parole con cui la moglie di Enrico Berlinguer, Letizia Laurenti, spiegò ai figli perché pretese che sulla sua bara, accanto alla bandiera del Pci, ci fosse il Tricolore. Le ha ricordate, questa mattina a Sassari, Bianca, la più nota dei quattro figli, in occasione delle celebrazioni per il centenario della nascita dello storico segretario del Partito Comunista Italiano, di cui fu guida indiscussa dal 1972 sino alla sua scomparsa nel 1984. Celebrazioni che si sono svolte in tutto il Paese, trascinate dal grande omaggio che la sua città natale, Sassari, gli ha voluto dedicare con una cerimonia speciale, organizzata dall'Ateneo, cui hanno partecipato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la ministra dell'Università Maria Cristina Messa. "Un protagonista della vita democratica del nostro Paese, di cui mi limito a sottolineare la tensione morale costantemente espressa e sollecitata e il profondo rispetto per la Costituzione e le sue regole - ha detto il capo dello Stato nel suo breve intervento a braccio in aula magna - Due aspetti inscindibili fra loro, strettamente collegati, che rappresentano un messaggio sempre attuale per la Repubblica".

Convinto antifascista, deputato per cinque legislature, dal 1968 all'1984, e icona mai sbiadita della sinistra italiana e in generale di tutta la politica della storia repubblicana, Enrico Berlinguer ha lasciato una traccia profonda nella cultura e nella morale degli italiani. Protagonista del "compromesso storico" con la Democrazia Cristiana, fu sempre fedele ai valori democratici e repubblicani tanto da avere la forza e il coraggio di segnare un netto distacco fra il Pci e il comunismo sovietico. Una figura di uomo e di politico riconosciuta da tutti, alleati e avversari, come fondamentale nella storia del Paese. E oggi il ricordo, le attestazioni di stima, gli omaggi nei suoi confronti sono arrivati da più parti. "Fu sempre un uomo del dialogo - ha sottolineato a Palazzo Madama la presidente del Senato Elisabetta Casellati - Un leader capace di farsi ascoltare, apprezzare, ammirare e rispettare dagli alleati, così come dagli avversari. Chiamato a guidare il Partito Comunista Italiano negli anni più bui del terrorismo e della violenza stragista, si fece coraggiosamente carico della responsabilità di trovare nella coesione dei valori costituzionali una via per la difesa della democrazia". Alla Camera è stato il segretario del Pd, Enrico Letta, a commemorarlo.

"Un leader politico carismatico che ha lasciato trecce profondissime nel Paese sia in vita sia dopo la sua morte 'sul campo'. Ha fatto la storia d'Italia nei decenni più duri, complessi e controversi che hanno cambiato il Paese. Abbiamo voluto questo ricordo nel tempio della nostra democrazia perché la democrazia - ha chiarito il leader dem - deve avere il sacro rispetto per la memoria di personalità storiche che, pur essendo di parte, appartengono a tutta l'Italia ed alla sua storia collettiva. E Berlinguer ha sempre evocato il rispetto da parte di tutti, quale ne fosse la parte politica". Lo omaggia anche la destra con la presidente di Fdi, Giorgia Meloni, per marcare però le differenze tra ieri e oggi e tornare all'attacco degli avversarsi politici. "Cento anni fa nasceva Enrico Berlinguer, interprete di una sinistra che ancora aveva contatto con la realtà e vicinanza col popolo. Distante anni luce dalla sinistra lunare che oggi abbiamo in Italia, asserragliata nel Palazzo per paura del voto del popolo italiano", scrive sul suo profilo Twitter.
   

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