Terremoto: progetto 'Push 'o ver',test su resistenza edifici

Unicam, Enea, ingegneri e aziende, innovazione anti-sisma

(ANSA) - CASTEL DI LAMA, 18 GEN - Non fermarsi alla simulazione numerica dell'analisi pushover (di spinta) per valutare le risposte degli edifici alle sollecitazioni di natura sismica, vedendo e toccando gli esiti della simulazione, mostrando come impatti positivamente l'impiego di nuove tecnologie nella ristrutturazione e nella costruzione degli edifici. E' l'obiettivo del progetto "Push 'o vero', spingi davvero in slang anglo-napoletano, in cui l'Università di Camerino ha messo a disposizione del territorio le competenze scientifiche anche con il supporto dell'Enea. Forte dell'esperienza della prova di spinta, nella costruzione del centro di ricerca "CHIP-Chemistry Interdisciplinary Project" di Unicam, si è testata la capacità di resistenza di un edificio isolato alla base e "spostato" di 30 cm. Ciò grazie a un dispositivo messo a punto appositamente, in un progetto a cui ha collaborato il gruppo degli ingegneri strutturisti della Scuola di Architettura e Design di Unicam, guidati dai prof. Andrea Dall'Asta e Alessandro Zona. L'occasione l'ha fornita la disponibilità di un edificio in muratura di due piani, a Castel di Lama (Ascoli Piceno) di proprietà del sig. Franco Emidio Citeroni, da demolire e ricostruire in loco a causa dei danni nel sisma del 2016. L'idea di "Push 'o ver" è frutto della collaborazione di tre società di ingegneria (Doing Ingegneria, Eas Ingegneria e Di Emidio Progetti), impegnate da tempo nelle ricostruzioni post sisma, diventata realtà grazie alla Gaspari Costruzioni Srl di Ascoli Piceno, cui sono stati affidati i lavori di ricostruzione e che ha eseguito le attività in cantiere, alla Fibrenet di Pavia di Udine, che ha fornito le proprie tecnologie per migliorare sismicamente la struttura e sensori di misura, e alla Cmp di Osimo (Ancona), che ha approntato la struttura di acciaio di contrasto per la spinta; il tutto con il supporto tecnico-scientifico dell'Università di Camerino e dell'Enea che collaborano da tempo in diversi progetti di ricerca. Grazie alla simmetria dell'edificio, demolendo in maniera controllata il vano scala centrale, è stato possibile ricavare due porzioni pressoché identiche dal punto di vista strutturale: una è stata ripristinata, "ricucendo" le lesioni formatesi durante gli eventi sismici, l'altra migliorata sismicamente mediante intonaco armato della Fibrenet. Sulle due porzioni di edifici così preparate sono state eseguite prove di caratterizzazione dinamica e lo scorso 13 e oggi 18 gennaio, prove push over fino al collasso, utilizzando una struttura di contrasto in acciaio che ha consentito di applicare delle forze ai due piani per simulare l'azione sismica orizzontale. I risultati sperimentali, fa sapere Unicam, "hanno consentito di validare le tecniche di miglioramento adottate, valutandone il beneficio in rapporto all'edificio semplicemente ripristinato, mentre il confronto tra i risultati sperimentali e quelli numerici consentirà di fornire utili indicazioni sulla validità dei modelli adottati e, quindi, sulla progettazione di futuri interventi di miglioramento sismico". (ANSA).

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