Terremoto, sindaco Visso, no ritorno da Sae a case sperdute

Case agibili, ma in frazioni lontane e senza servizi

(ANSA) - VISSO (MACERATA), 08 LUG - Il sindaco di Visso, Luigi Spiganti, chiede di valutare l'opportunità di lasciare alcune famiglie terremotate nelle casette Sae piuttosto che farle ritornare nelle frazioni più lontane del Comune a ridosso dell'Appennino marchigiano. A tale proposito ha inviato una lettera, tra gli altri, anche al capo della Protezione civile, Angelo Borrelli e al commissario straordinario alla ricostruzione post sisma, Giovanni Legnini. "Sebbene il principio di decadenza della Sae, laddove i destinatari di tali benefici siano in possesso di un immobile agibile possa apparire come incontestabile, è evidente che non sono state valutate le conseguenze dell'applicazione di tale principio in realtà come quelle del Comune di Visso per la situazione specifica del territorio e della popolazione che attualmente vi risiede", dice Spiganti. Che spiega all'ANSA quanto possa essere "difficile per molti cittadini, soprattutto anziani, tornare nelle frazioni più lontane dal centro di Visso, dove non avrebbero alcun servizio e questo complicherebbe anche una eventuale assistenza". Spiganti elenca le numerose frazioni e i tanti Comuni limitrofi che hanno lo sesso problema e aggiunge: "Nel corso degli anni c'è stato un trasferimento di parte delle popolazione delle frazioni di Visso e di altri Comuni della vallata nel nostro capoluogo per motivi di necessità, logistica, lavorativi, presenza delle scuole, dei servizi sanitari e del trasporto pubblico". "Popolazione - dice ancora il sindaco - che spesso ha acquistato o preso in locazione abitazioni nel capoluogo o nelle immediate vicinanze, ovvero in quei contesti che a seguito degli eventi sismici sono risultati maggiormente danneggiati, al contrario delle altre frazioni che presentano minor livello di danneggiamento, un maggior numero di abitazioni agibili, ma una logistica decisamente meno favorevole per risiedervi". "Se questi nucleo familiari - conclude Spiganti - saranno costretti a tornare nelle loro abitazioni, sì agibili, ma sperdute, temo che faranno altre scelte e decideranno di lasciare per sempre il nostro territorio". (ANSA).
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