• Il Papa a Corviale gira in auto il serpentone, appello per il piccolo Alfie

Il Papa a Corviale gira in auto il serpentone, appello per il piccolo Alfie

L'abbraccio di Francesco col bambino orfano, 'tuo papà è in Cielo'

Ancora una periferia nel cuore di Papa Francesco: oggi ha visitato la parrocchia di San Paolo della Croce a Corviale, il quartiere dove c'è quello che tutti a Roma chiamano il 'serpentone', un fabbricato lungo un chilometro, con 1.200 appartamenti, migliaia di abitanti. Una specie di 'paese', simbolo della periferia romana, oggi in cerca di riscatto dopo anni di degrado. L'incontro più toccante quello con i bambini, e l'abbraccio a un piccolo orfano. Poi tanti selfie con i piccoli e il dono delle magliette della scuola calcio. Questa mattina il Papa aveva rivolto il pensiero ad un altro bambino, il piccolo inglese Alfie Evans, malato gravemente, per il quale la magistratura ha disposto il distaccamento delle cure vitali. I genitori chiedono di portarlo via, per curarlo proprio in Italia, e oggi ci sarà l'ennesima udienza.

Simile controversia giudiziaria per un 41enne francese. "Affido alla vostra preghiera - ha chiesto il pontefice al Regina Coeli - le persone, come Vincent Lambert, in Francia, il piccolo Alfie Evans, in Inghilterra" che "vivono, a volte da lungo tempo, in stato di grave infermità, assistite medicalmente per i bisogni primari. Sono situazioni delicate, molto dolorose e complesse. Preghiamo perché ogni malato sia sempre rispettato nella sua dignità e curato in modo adatto alla sua condizione, con l'apporto concorde dei familiari, dei medici e degli altri operatori sanitari, con grande rispetto per la vita".

Sul caso è intervenuto anche il presidente della Pontificia Accademia per la Vita, mons. Vincenzo Paglia: "Auspico che possa riaprirsi un dialogo e una collaborazione tra i genitori, comprensibilmente sconvolti dal dolore, e le autorità dell'ospedale presso cui Alfie è stato fino a oggi curato, perché insieme cerchino il bene integrale di Alfie e la cura della sua vita non sia ridotta a una controversia legale". Poi per il Papa un lungo pomeriggio, oltre tre ore e mezzo, nella periferia della 'sua' diocesi. Bergoglio arriva quasi mezz'ora in anticipo per avere il tempo di trattenersi con più gente possibile: bambini, giovani, famiglie, anziani, poveri. Il momento più toccante quando un piccolo, che doveva rivolgergli la domanda, scoppia a piangere coprendosi il viso. Il Papa lo ha abbracciato a lungo, incoraggiandolo a parlargli all'orecchio. Poi è stato lo stesso pontefice a rivelare il motivo del pianto. "Piange per il papà. Poco fa è venuto a mancare, era ateo ma ha fatto battezzare tutti e quattro i figli, era un uomo buono, 'è in Cielo papà?' mi ha chiesto". "Dio ha un cuore di papà e davanti a un papà non credente che è stato capace di battezzare i figli pensate che Dio sarebbe capace di lasciarlo lontano da lui? No. Ecco Emanuele, questa è la risposta", ha rassicurato il pontefice. Grande emozione per il parroco, don Roberto Cassano, che però è riuscito a stemperare la commozione con una battuta: "Gli abitanti del quartiere avendo visto le buche delle strade sistemate per l'arrivo di Francesco mi hanno detto: 'Don Roberto fai ritornare il Papa tra due mesi, così sistemiamo le cose'"

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