Roger Waters contro tutti, il lato oscuro dei Pink Floyd

All'ombra delle mura di Lucca show monstre per 25mila

LUCCA - Sempre più bianco di capigliatura e sempre più nero di umore, a quasi 75 anni, Roger Waters non ha perso la voglia di infuriarsi contro le storture di un mondo sempre più deragliato e in guerra con se stesso. All'ombra delle mura di Lucca, di fronte ad oltre 25mila fan accorsi da mezza Italia, il grande musicista inglese sfoga tutta la sua rabbia portando in scena, in uno spettacolo monstre, il lato più oscuro e politico dei Pink Floyd. Enorme il palco, ancora piú smisurato il megaschermo alle sue spalle: sul gigantesco muro verticale prendono forma tutti gli orrori della società contemporanea, conflitti, tortura, povertà, disumanizzazione di un sistema globale sempre più governato da macchine e algoritmi.
    Il concerto si apre con le atmosfere sognanti di Breathe, dall'immortale The dark side of the moon; ma é solo l'illusione di un attimo, prima che Waters getti la massa di spettatori nella furia pulsante di One of these days. Una pioggia di orologi in caduta libera segna l'incedere di Time, cantata da Roger con voce sempre più sconsolata, priva di ogni speranza.
    Immagini di senza tetto scorrono durante la celebre strofa della reprise di Breathe, Home again, e la folla applaude commossa sul finale di Last refugee, brano dall'ultimo disco solista di Waters, mentre lo schermo ritrae una bambola di pezza sepolta dalle onde. Bimbi vestiti da detenuti di Guantanamo si affacciano in scena per il coro di Another brick in the Wall, svelando poi magliette con la scritta 'Resist'.
    Nell'immancabile capitolo acustico di Wish you were here mani tese l'una verso l'altra si sbriciolano alle spalle di Waters; e lascia senza fiato la scenografia dei pezzi dall'album Animals, con le sue immense ciminiere fumanti innalzate dietro il palco e l'ormai classico maiale volante sospeso a ondeggiare tra loro.
    Scritte dal maxischermo invitano a resistere a Mark Zuckerberg, Israele, al neofascismo in crescita in svariati paesi europei, e pure a Nikki Haley, rappresentante Usa alle Nazioni unite. Lo stesso Roger, che a un certo punto si presenta pure in scena mascherato con la faccia da suino invita più volte a resistere, con il pugno alzato. L'immagine deformata di Donald Trump compare prima che un secondo maiale gonfiabile, ancora più grande del primo, prenda il volo sopra il pubblico: sui suoi fianchi la scritta a caratteri cubitali 'Restiamo umani', in italiano. E sempre in italiano, lo slogan a tutto schermo 'Trump é un maiale' chiude questa parte del concerto. Su Money vengono proiettati i volti di una pletora di leader politici (con un cameo anche di Berlusconi), poi é la volta dell'inno antimilitarista Us & them. La chiusura arriva con un quartetto di perle da Dark side e The wall: prima Braindamage ed Eclipse, infine Comfortably numb. E di questo show titanico sabato 14 luglio Roger fa il bis, al Circo Massimo di Roma.

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