Librai ed editori uniti, librerie restino aperte

Levi-Ambrosini, campagna per Natale, 'Novembre è nuovo dicembre'

Editori e librai scendono in campo insieme, uniti e compatti, per chiedere al governo che il libro continui a essere "considerato un bene essenziale" e che le librerie "restino aperte in tutta Italia". E in vista del Natale, per evitare la concentrazione di acquisti di libri nell'ultima settimana prima delle feste, l'Associazione Editori Italiani-Aie e i librai Ali-Confcommercio lanciano la campagna "Pensaci subito, non fare le code. In libreria il Natale è già iniziato" che riprende lo slogan 'Novembre è il nuovo dicembre', di una felice campagna dei librai americani, replicata anche nel Regno Unito e in Olanda. Che ne sarà delle librerie? si chiedono 'Uniti dai libri', in vista del nuovo Dpcm, alcuni dei principali editori e oltre a ribadire l'importanza di considerare il libro bene essenziale chiedono che le librerie non vengano chiuse. "E' "l'ultima cosa di cui il nostro Paese ha bisogno, in un momento di solitudine e frammentazione come quello che stiamo attraversando. Tenere aperto questo spazio di riflessione e di immaginazione è una priorità se vogliamo che tutti partecipino alla creazione di un futuro comune" dicono i firmatari Alessandro e Giuseppe Laterza, Sandro Ferri delle Edizioni e/o, Renata Gorgani di Editrice Il Castoro e Stefano Mauri del Gruppo editoriale Mauri Spagnol.
    "Pur nello sforzo per contrastare la pandemia", anche l'Aie chiede al governo e al Parlamento che "si faccia tutto il possibile per avere un occhio di riguardo per le librerie". "Il libro può aiutare a sopportare meglio le difficoltà di questo momento, può essere importante per la tenuta psicologica come per intrattenere un bambino. Sia chi è solo, sia chi è in famiglia può vivere meglio se ha in mano un libro" dice all'ANSA Levi. "Il mondo del libro sta dimostrando una volta di più la propria qualità. Ha saputo reagire con immaginazione, inventiva.
    Dopo il primo lockdown e la riapertura c'è stata una ripresa costante del fatturato della varia, passato dal -20% di aprile al meno 11% e poi al meno 7% tra luglio e settembre e tutto faceva pensare che si sarebbe contratto ancora" spiega Levi.
    Come già aveva indicato il governo nei decreti di aprile, "considerare il libro bene essenziale consentirebbe che nelle eventuali zone di chiusura tra i punti vendita aperti ci siano anche le librerie e che nei centri commerciali non vengano sbarrati gli scaffali dei libri" spiega il presidente Levi e sottolinea quanto sia importante che Aie e Ali Confcommercio parlino con una voce sola e lancino insieme questa campagna. "E' un invito ai cittadini a non aspettare l'ultimo momento per gli acquisti di Natale, perché tanto più in questa situazione di incertezza è bene approfittare di ogni momento disponibile.
    Sgravare il periodo natalizio dagli assembramenti di persone è un bene per tutti" e un contributo al contrasto dell'emergenza sanitaria.
    Che l'indicazione di bene essenziale per il libro "non fosse simbolica" lo ricorda il presidente di Ali-Confcommercio Paolo Ambrosini. "C'è un disegno di politica culturale dietro ed è importante dare un messaggio di continuità. E' una scelta che il governo ha fatto e se è intermittente non è più politica culturale. Siamo pronti a potenziare le misure sanitarie di sicurezza" afferma Ambrosini che a sua volta sottolinea: "Più ci avviciniamo a Natale più aumenta il flusso delle vendite. Se riusciamo ad organizzarci con tempi diluiti, aiutiamo il mondo del libro ad affrontare questo momento di particolare emergenza.
    Le librerie sono già pronte. Entro la fine di ottobre circa il 90% dei titoli forti è già uscito e disponibile". E aggiunge: "Le librerie sono spazi commerciali dove si gestisce bene il distanziamento. Da aprile, quando sono state riaperte, ad oggi, non c'è stata nessuna sanzione o problema. Abbiamo mantenuto i servizi di consegna a domicilio, di consigli, per le persone più timorose. Nella prima fase, con il contributo degli editori, è stato possibile farlo gratuitamente, adesso vediamo come andrà.
    Il mercato aveva in parte recuperato e sono stati soprattutto i librai indipendenti quelli che hanno avuto maggior capacità di resilienza e reinvenzione". Ineccepibile il comportamento dei clienti "rispettosi delle norme sia nel settore della varia che dei libri scolastici" afferma Ambrosini.
    Lo scenario europeo, con librerie chiuse in Francia e aperte in Belgio, che Levi osserva dal lato privilegiato di vicepresidente della Federazione degli editori europei (FEP), ci dice che "le iniziative prese in Italia sono viste come un modello". "Il sostegno al mondo del libro privato e pubblico con il Bonus cultura per i giovani App 18, la Carta della cultura per le famiglie bisognose e il finanziamento alle biblioteche perché comprino libri nelle librerie del territorio è un aiuto al mondo del libro dalla sua base. La speranza è che il lockdown sia il più breve possibile, però la luce, come ha detto la Merkel, è in fondo a un tunnel ancora lungo e queste forme di sostegno saranno necessarie anche il prossimo anno. Per non parlare di temi di più larga portata come il sostegno alle famiglie per garantire ai propri figli il diritto di studiare, tenendo conto che la povertà sta aumentando in modo drammatico".
    (ANSA).
   

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