Le librerie restano aperte, il plauso di editori e librai

Il governo e il ministro Franceschini hanno ascoltato appelli Aie Ali

E' un coro unanime di ringraziamenti, al governo e al ministro Dario Franceschini, per aver mantenuto aperte le librerie, anche nelle zone rosse, quello che arriva dagli editori e dai librai che fino all'ultimo hanno lanciato appelli perché nel nuovo Dpcm, appena varato, non venisse contemplata la loro chiusura.

"Ringraziamo il governo per aver tenuto conto dei nostri appelli, consentendo l'apertura delle librerie anche nelle zone rosse, e in particolare il ministro Dario Franceschini sempre attento alle esigenze del mondo del libro" dicono il presidente dei librai -Ali Confcommercio, Paolo Ambrosini e il presidente dell'Associazione Italiana Editori-Aie, Ricardo Franco Levi. E ricordano che "i libri sono beni essenziali e, soprattutto in un momento come questo, possono aiutare gli italiani a superare la solitudine e le difficoltà legate alle limitazioni della libera circolazione e della socialità".

Anche Alberto Rivolta, amministratore delegato di Librerie Feltrinelli accoglie "con piacere la decisione del Governo di tenere aperte le librerie, pur nel momento di difficoltà che il Paese sta affrontando nella gestione della pandemia" e sottolinea che "le librerie sono risorse primarie che contribuiscono a fornire conforto ed evasione e svolgono un ruolo sociale imprescindibile".

Si sofferma sull'importanza delle librerie "come presidio culturale e sociale per le comunità che ci ospitano" Edoardo Scioscia, amministratore e socio fondatore del Gruppo Libraccio che oggi conta 50 librerie, le ultime due aperte proprio nell'ultimo anno, di cui 27 con sede nelle regioni dichiarate ad alto rischio.

"Poter rimanere aperti e svolgere il nostro mestiere è un importante riconoscimento della capacità messa in campo sin dal primo minuto in termini di gestione dell'emergenza e capacità di rispondere alle nuove esigenze di presidio sui temi della sicurezza degli ambienti e delle pratiche quotidiane di contatto con il pubblico. Tutto questo senza dimenticare il nostro ruolo di amplificatori della cultura che ogni giorno dialogano con lettori, curiosi, studenti e famiglie" afferma Scoscia. E aggiunge: "il libro è un bene essenziale e da librai raccogliamo l'onere e l'onore del ruolo che il governo ci ha riconosciuto anche in questa nuova fase della pandemia".

D'altra parte "il mondo del libro ha dimostrato già durante il primo lockdown una resilienza e una duttilità a reagire con forza al cambiamento di questi mesi e sono sicuro che non si tirerà indietro nel farlo nuovamente" afferma l'amministratore delegato di Librerie Feltrinelli, Rivolta. 

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