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Come si costruisce un portafoglio long/short

Martin Currie, affiliata di Legg Mason Global Asset Management, spiega in questo intervento come costruire un portafoglio long/short, una strategia di investimento adottata da quei fondi comuni che possono andare sia lunghi che corti, con l’obiettivo di dare rendimento in ogni fase di mercato e diversificare il portafoglio.

Filosofia della strategia e costruzione del portfolio
La selezione delle azioni è il principale driver della generazione di alpha, e conseguentemente per gli esperti di Martin Currie il focus è sull’analisi fondamentale e non sul trading. Ad esempio quando si seleziona un’azione short le variabili che sono prese in considerazione sono: 

•    cambiamento negativo dei dati aziendali e dei modelli di business;

•    titoli in cui i volumi sono insolitamente alti e le azioni presentano un intervallo alto di valutazione;

•    azioni con margini di profitto alti, livello operativo o indicatori di un rallentamento degli utili.

L'analisi generale prende poi in considerazione una serie di fattori che si comportano diversamente in mercati toro e orso. Quest’analisi è utilizzata come road-map per riflettere sulle tendenze dell’esposizione del portafoglio. Oltre alla visione strategica, sono considerati anche una serie di indicatori quantitativi. Questi forniscono informazioni tattiche nel breve periodo, che aiutano a identificare i punti di flessione del mercato.



Il valore del risk management
Ma come si costruisce il portafoglio? Quando l’idea è proposta dall’analista, il gestore la testa per capire se inserirla o meno nel portafoglio. Una volta che l’azione/idea di investimento è inserita sia il gestore, sia l’analista ne sono corresponsabili. Le posizioni sono sempre monitorate in tempo reale e le entrate e le uscite sono di solito effettuate gradualmente. Il portafoglio non ha limiti di investimento, ha un focus molto ampio sui paesi europei nei quali investe, quindi può prendere posizione anche sull’Europa orientale. 

Il portafoglio comunque deve essere liquidabile facilmente, almeno per il 95%, dunque le posizioni riflettono tale aspetto. Il tempo di investimento per le posizioni long è di 6-24 mesi; per quelle brevi invece è di 3-9 mesi. È chiaro che le posizioni corte comportano intrinsecamente un rischio maggiore rispetto a quelle long. Quindi i gestori non terranno una posizione corta laddove identificassero un rischio specifico di acquisizione o fusione aziendale. Entrando nel dettaglio delle caratteristiche del portafolio emerge anche che l’esposizione alle valute è sempre coperta e che i gestori non usano nella strategia futures, opzioni o ETF. 

Nella gestione del rischio si considerano, invece i seguenti fattori:

•    (VaR): l’obiettivo è limitare il VaR a <6%;

•    azioni correlate:si evita la concentrazione in posizioni correlate, in particolare quando tali stock presentano un’elevata volatilità.

•    sensibilità ai fattori macro e stress test:si sottopongono le azioni a più di 150 shock indipendenti considerando fattori individuali come paesi, settori, indicatori economici, stili e valute. Si utilizza poi un modello di rischio proprietario  e si calcola il rendimento atteso del portafoglio sia in termini assoluti che relativi rispetto al mercato. Questi stress test sono eseguiti ogni giorno come parte del regolare monitoraggio del profilo di rischio. 

•    liquidità:si valuta la liquidità giornaliera, e si fissano 4 tassi di liquidità (10, 20, 40 e 100 giorni) per ciascuna strategia in modo che il portafoglio si possa rivedere in caso di una violazione anche soft di uno dei limiti.

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