Responsabilità editoriale di ADVISOR, testata edita da Open Financial Communication

Minori costi se si sceglie un investimento sostenibile

Il tema dei costi è stato al centro della discussione in merito all’introduzione della direttiva Mifid II, in quanto quest’ultima rendeva molto più espliciti i costi dei prodotti di investimento per l’investitore finale. Ma quanto è importante il costo nella decisione di investimento? Sicuramente così come riporta la letterature sul tema questo fattore è uno degli aspetti più importanti per qualunque investitore (retail, affluent, private, hnwi) ed è legato indubbiamente al rapporto rischio/rendimento e alla complessità della costruzione del portafoglio.

 

Sul mercato è possibile trovare anche prodotti che hanno un costo minore, pensiamo ad esempio agli ETF o prodotti passivi che mirano a replicare un indice, rispetto a un fondo a gestione attiva che mira ad ottenere un rendimento extra rispetto all’indice (avere un premio per alpha, come si direbbe in gergo) e che quindi comporta dei costi più elevati. Ma è possibile coniugare i prodotti passivi a basso costo con un approccio ESG?

 

A volte l’uomo comune ha la sensazione che per poter inserire in portafoglio questi prodotti debba sostenere dei costi più elevati. Perché il processo di integrazione di tali fattori nel proprio processo di investimento richiede maggiori investimenti. Esiste tuttavia la possibilità di optare per delle soluzioni di ETF che adottano un processo ESG. Sono molte le società che stanno proponendo questa soluzione di investimento come alternativa a un’esposizione azionaria core.

 

Tali soluzioni consentono agli investitori di non dover sostenere dei costi maggiori per integrare i fattori ESG nella loro esposizione e quindi per poter scegliere degli investimenti a prezzi competitivi ma che siano in linea con i propri valori. Si può affermare che l’universo di tali prodotti è abbastanza vasto e l’interesse dei clienti sta crescendo. Invesco, ad esempio, recentemente, per venire incontro proprio a tali richieste ha lanciato una gamma di ETF passivi che integrano i fattori ESG a basso costo.

 

La strategia Invesco ESG Universal Screened UCITS ETF, incorpora, ad esempio, il fattore ESG Momentum pensato per aumentare l’esposizione verso quelle società comprese nell’indice che però stanno migliorando il proprio profilo ESG. In questo modo si colma il gap costo che potrebbe essere interpretato erroneamente come un fattore che “scoraggia” gli investitori a prendere in considerazione tali prodotti nel proprio universo investibile e a coniugare, come si diceva, la volontà di investire “eticamente” con prodotti che non presentano commissione di gestione più alte.

La responsabilità editoriale e i contenuti sono a cura di ADVISOR, testata edita da Open Financial Communication

Video Economia

Ultima ora