'Morte ai musulmani', terrore colpisce ancora Londra

Un 47enne alla guida di un furgone ha investito i fedeli musulmani della moschea di Finsbury Park

Voleva "uccidere tutti i musulmani", ha cominciato falciandone una decina alla cieca di fronte a una moschea. Londra torna in preda agli incubi, ammesso che nelle ultime settimane ne sia mai uscita, ma questa volta a colpire é la mano di un 'terrorista bianco': tale Darren Osborne, spuntato dall'appartato Galles e animato da un odio per l'Islam uguale e contrario a quello che i jihadisti riservano agli 'infedeli'. Un intreccio di deliri che rischia di scuotere i delicati equilibri della società multiculturale in salsa britannica. Il teatro dell'ultimo fatto di sangue, in una città ancora alle prese con le cicatrici dell'attacco di London Bridge del 3 giugno e degli almeno 79 morti del micidiale incendio killer alla Grenfell Tower, é stata, poco dopo la mezzanotte, Seven Sisters road, la strada che corre di fronte alla moschea di Finsbury Park: ex bastione dell'estremismo più irriducibile, da qualche anno esempio di dialogo ecumenico. Tutto si è consumato in pochi attimi: il tempo necessario all'aggressore per prendere la mira a bordo d'un furgone bianco preso a noleggio (ancora una volta) e piombare su un gruppo di fedeli reduce dalla preghiera serale del Ramadan, il mese santo dei credenti in Allah. Risultato: una decina di feriti e un morto, un anziano che a quanto pare era già a terra per un malore. Ma non é finita così. Gli scampati hanno fatto in tempo a reagire, a bloccare il veicolo e a tirarne fuori Osborne. Che ha rischiato il linciaggio, non fosse stato per l'intervento d'un imam e di alcune altre persone le quali si sono limitate a immobilizzarlo, per consegnarlo alla polizia di lì a poco. 

IL RACCONTO DEI TESTIMONI - VIDEO

Del terrorista si sa che ha 47 anni, é sposato e padre di quattro figli, che risiede in un sobborgo di Cardiff e che i vicini che lo hanno individuato dalle prime foto si sono dichiarati, al solito, sotto shock. Pensando che non potesse mai essere lui. E invece sì, in preda a insospettati fantasmi generati dal sonno della ragione di una 'normale' vita di provincia. Provincia gallese per di più, assai meno multietnica rispetto ad altri angoli o ai centri urbani del Regno. Scotland Yard per ora si trincera dietro il riserbo, limitandosi a dar notizia di una serie di perquisizioni a Cardiff. E insistendo sul fatto che l'uomo, portato in ospedale per essere medicato prima del trasferimento in cella, avrebbe agito da solo. I motivi sembrano essere quelli urlati in faccia alla folla, comprensibilmente furiosa, che alla fine lo ha affrontato e che lui ha sfidato con forza taurina, secondo un testimone. "Voglio uccidere tutti i musulmani", é stato sentito gridare da Abdulrahman Saleh Alamoudi, uno di quelli che lo ha materialmente bloccato. Per poi abbandonarsi all'ultimo rantolo ("uccidimi, uccidimi") prima di essere sopraffatto e riapparire in immagini successive all'arresto con l'espressione sconvolta.

IL MOMENTO DELL'ARRESTO - VIDEO

Un altro deprecabile attacco terroristico contro innocenti, ha detto la premier britannica Theresa May. Poi ha confermato che l'autore dell'attacco alla Moschea a Londra "ha agito da solo". In Gran Bretagna, in questi anni, "c'è stata troppa tolleranza nei confronti dell'estremismo", ha aggiunto Theresa May. La polizia - ha spiegato la premier - ha risposto all'attacco alla moschea in un minuto. Un attacco "ripugnante esattamente come gli altri atti di terrorismo che hanno colpito il Regno Unito, dalla strage di Manchester del 22 maggio all'attentato di London Bridge e Borough Market del 3 giugno". "Londra non si arrende all'odio e nemmeno tutto il Regno Unito", ha detto ancora Theresa May. 

Il sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha condannato il "terribile attacco terroristico contro persone innocenti". Su Facebook il primo cittadino della capitale britannica ha aggiunto che i suoi "pensieri e le preghiere vanno a tutti i colpiti". Khan, anche lui musulmano, si è congratulato con i servizi di emergenza, "che hanno risposto rapidamente e lavorato per tutta la notte". "Ancora non conosciamo tutti i dettagli, ma questo è stato chiaramente un attacco deliberato contro innocenti londinesi, molti dei quali stavano terminando le loro preghiere del Ramadan - ha aggiunto Khan -. Se da una parte questo sembra essere un attacco contro una specifica comunità, come i terribili attacchi a Manchester, Westminster e al London Bridge, si tratta anche di un assalto a tutti i nostri valori condivisi di tolleranza, libertà e rispetto".

"Dobbiamo restare uniti contro gli estremisti qualunque sia la loro motivazione", spiega la polizia londinese. "L'attacco porta tutti i segni del terrorismo", ha aggiunto la polizia, facendo appello alla "calma e affermando che più poliziotti sono stati dispiegati in città". Nessun'altra persona è stata trovata all'interno del furgone che ha preso di mira i fedeli musulmani. "L'uomo ha agito da solo", ha precisato la Met Police, aggiungendo che "otto dei feriti sono stati trasportati all'ospedale, mentre due sono stati curati sul posto". Tutte le vittime "sono musulmane", ha detto Neil Basu, uno dei commissari responsabili delle indagini. Lo scrivono i media britannici.  

E' stata rafforzata la presenza di polizia nei luoghi di culto a Londra dopo l'attacco terroristico alla moschea di Finsbury Park. Ne dà notizia Sky News. Già nei giorni scorsi dopo i recenti attentati nel centro della capitale si era assistito ad un aumento dei crimini d'odio in particolare vicino ai centri islamici ai danni di musulmani.

"Voglio uccidere tutti i musulmani". E' quanto ha urlato l'autista del furgone, secondo quanto riferisce un testimone alla Bbc. Il giovane ha impedito all'aggressore di fuggire: "Si era messo a correre, l'ho colpito allo stomaco e lo abbiamo bloccato", racconta. L'autista, prima che venisse arrestato dalla polizia, ha urlato frasi di odio contro la folla radunata davanti alla moschea. 

Ed è un'atmosfera di angoscia quella intorno alla moschea. E aleggia l'ombra di un possibile doppio standard di giudizio. "E' terrorismo sia se le vittime sono cristiane, sia se sono musulmane", ha detto un giovane con voce accorata. Mentre anche l'imam di Finsbury, Mohammed Kozbar, ha parlato apertamente di "atto terroristico, come a Manchester, a Westminster o a London Bridge". "La gente cerca risposte", ha detto alla Bbc Mohamed Shafiq, della Ramadan Foundation, accreditando anche lui lo scenario dell'attacco deliberato "contro fedeli musulmani innocenti", ma facendo appello allo stesso tempo alla calma e a non cedere a chi vuole "dividere la comunità" islamica dal resto del Paese. Shafiq si dichiara "scioccato".

E "totalmente scioccato" si dice anche il leader dell'opposizione laburista, Jeremy Corbyn, popolare deputato da 35 anni del collegio di Islington North, di cui Finsbury Park fa parte. Corbyn assicura d'essere in contatto con i responsabili della moschea oltre che con la polizia. E così il sindaco di Londra, Sadiq Khan, musulmano egli stesso. La moschea di Finsbury Park ha avuto in passato pessima fama. Una decina di anni fa vi trovò la sua 'tribuna' Abu Hamza, predicatore d'odio poi arrestato ed estradato infine negli Usa; e fu frequentata anche da Richard Reid, l'uomo che nel 2001 cercò di far esplodere un ordigno nascosto nella sua scarpa su un volo American Airlines Parigi-Miami. Tuttavia, dopo essere stato chiusa d'autorità per un periodo, ha riaperto con una nuova leva di leader religiosi che - scrive l'agenzia Pa - si mostrano oggi impegnati nel dialogo interconfessionale.

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