Governo: atti su conseguenze Covid sono"affari correnti"

Direttiva del governo sembra aprire a varo dl Ristori 5

Sono da considerarsi 'disbrigo di affari correnti' anche tutti "gli atti urgenti - ivi compresi atti legislativi regolamentari ed amministrativi - necessari per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid 19 e ogni relativa conseguenza". E' quanto prevede la direttiva della Presidenza del Consiglio inviata ai ministri, vice ministri e sottosegretari di Stato nella quale vengono tratteggiati i limiti dell'azione del governo. Il testo sembra così aprire anche alla possibilità che il governo nel disbrigo degli affari correnti possa varare il decreto Ristori 5 per aiutare le categorie in difficoltà economiche per la pandemia. 

 La direttiva - che l'ANSA ha potuto visionare - è firmata dal premier Giuseppe Conte e ricorda agli altri membri del governo la necessità di attenersi alle indicazioni fornite dopo le dimissioni rassegnate dall'esecutivo.
    Al primo punto è proprio indicata la determinazione a contrastare l'emergenza Covid e le sue conseguenze. "Dovrà in particolare essere assicurata la continuità dell'azione amministrativa", viene anche specificato.
    Il governo, poi potrà essere convocato per l'approvazione di atti urgenti, leggi regionali e provinciali, nonché di delibere relative a procedimenti amministrativi con atti perentori "come, ad esempio, in materia di golden power", è scritto nella direttiva.
    Il consiglio dei ministri, viene spiegato, non esaminerà nuovi disegni di legge, salvo quelli imposti da obblighi internazionali e comunitari. Eventuali nomine e designazioni "potranno essere fatte solo se strettamente necessarie perché vincolate nei tempi da leggi o regolamenti, ovvero derivanti da esigenze funzionali non procrastinabili". Una norma questa che vale anche per le società partecipate, per le quali serve comunque l'assenso del presidente del Consiglio.
    E' prevista poi la partecipazioni alle riunioni internazionali già programmato a livello tecnico o preparatorie previste in sede Onu, Ue, Nato, Ocse, Osce, Ince, Consiglio Europeo, G7 e G20.
    Infine dovrà essere assicurata la partecipazione di rappresentanti del governo ai lavori di aula e commissioni parlamentari per la conversione di decreti legge e quando questa viene richiesta dalle Camere. 
   

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