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Arte: vitali e al Nord ovest, i privati del contemporaneo

Per Civita, prime Lombardia e Piemonte. Settore chiede Art Bonus

Roma ANSAcom

Modellate come un museo o una galleria, in gran parte al Nord ovest (43%) con Lombardia e Piemonte capofila. Per il 90% in città e 7 volte su 10 aperte tutto l'anno. Promuovono arte e artisti, organizzano mostre ed eventi, ma fanno anche inclusione sociale, sono protagoniste della rigenerazione urbana, investono in giovani e ricerca, collaborano con le università. È la fotografia scattata dal report "Le organizzazioni private dell'arte contemporanea in Italia. Ruoli funzioni attività", promosso da Associazione Civita e Comitato Fondazioni Arte Contemporanea e Intesa SanPaolo per una mappatura del settore con focus sul "modello italiano delle Fondazioni".
"Nel report si legge una grande vitalità - racconta Simonetta Giordani, segretario generale dell'Associazione Civita - C'è molta attenzione ai temi ambientali e agli obiettivi dell'agenda 2030, ma soprattutto si lavora a fianco delle istituzioni per coprogettare e non lasciare solo lo Stato, che ha risorse sempre più esigue, nella valorizzazione di un patrimonio che rappresenta la nostra identità competitiva nel mondo".
"La ricerca - prosegue Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente Comitato Fondazioni Arte Contemporanea - evidenzia quanto è stato fatto dalle istituzioni private, quanto abbiamo lavorato per far conoscere gli artisti italiani, per produrre nuove opere, ma anche per avvicinare l'arte contemporanea a un pubblico sempre più grande".
I dati del centro Studi Civita, che ha analizzato un campione di 63 organizzazioni private sulle 73 censite in origine, raccontano di un settore cresciuto soprattutto all'alba del nuovo millennio: il 70% delle istituzioni sono costituite dopo il 2000, con picchi dal 2008 al 2014. Il 37% ha sede in strutture di origine industriale o commerciale e il 35% in edifici storici. Più della metà (61%) possiede una collezione d'arte contemporanea e, in diversi altri casi, è il soggetto fondatore a detenerne una propria. Sul fronte espositivo, se 4 su 10 realtà sono assimilabili a musei con una collezione permanente fruibile dal pubblico, oltre 9 su 10 si concentrano su mostre temporanee. Il 59% offre residenze d'artista, mentre 8 realtà su 10 fanno rete con istituzioni pubbliche o altri privati. Tra le attività, si prediligono quelle educative e formative (8 su 10), progetti scientifici (6 su 10), produzioni editoriali in house ed eventi non espositivi come presentazioni di libri, seminari, convegni. Sette realtà su 10 sono aperte tutto l'anno e nel 75% dei casi l'ingresso è gratuito. Tra i servizi più offerti, accoglienza infanzia (67%), free wi-fi (56%), audioguide o visite guidate (54%), biblioteca o archivio (51%), bookshop (44%).
"Ragionare intorno ai linguaggi dell'attualità - spiega Michele Coppola, Direttore arte e cultura e beni storici di Intesa Sanpaolo, che ha appena confermato l'apertura di una quarta galleria d'Italia dopo Napoli, Milano e Vicenza - è un impegno nei confronti della società, valorizzando non solo ciò che è stato, ma intercettando gli argomenti del tempo presente". "Quello che chiediamo oggi al Mibact - aggiunge Patrizia Sandretto Re Rebaudengo - è continuare a collaborare per la cultura, magari con qualche aiuto in più" come "un'estensione dell'Art Bonus".
"Non molti Paesi hanno una situazione così definita, con tanti operatori privati che intervengono autonomamente nel contemporaneo. È un'eccellenza a livello europeo". commenta il direttore generale Creatività contemporanea e Rigenerazione Urbana del Mibact, Nicola Borrelli. "Le risorse - dice - non sono un problema, ma si intercettano con progetti e idee". Quanto all'Art Bonus, è "uno strumento formidabile. Il fatto che molti settori chiedano di essere ricompresi ne testimonia la bontà. È uno dei temi all'ordine del giorno. Come tutti i temi che comportano oneri a carico del bilancio dello Stato deve essere studiato con particolare attenzione".

In collaborazione con:
Civita

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