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Digitale: la 'sfida' dei dati, decisivi per la ripresa

EY da Matera, "il Pnrr è un'occasione unica per il Mezzogiorno"

Matera ANSAcom

di Francesco Loscalzo

Quella dei dati è una sfida decisiva per la ripresa dell'Italia, un Paese che, nei prossimi anni, anche attraverso il Pnrr, "un'occasione unica, da non sprecare, in particolare per il Mezzogiorno", ha bisogno urgente della definitiva trasformazione digitale perché non sempre riesce a stare al passo con il resto dell'Europa. E per farlo c'è la necessità di porre al centro dell'attenzione del pubblico e del privato certamente il miglioramento delle infrastrutture, ma pure e soprattutto lo sviluppo delle risorse umane. Sono questi alcuni dei temi trattati a Matera durante l'evento "From data to value" organizzato nell'ambito della "Road to EY digital summit", in programma a Roma dal 5 al 7 ottobre.

La Città dei Sassi - che nel 2019 è stata Capitale europea della Cultura - è stata scelta perché insieme ad altre cinque (Torino, Roma, Bari, Prato e L’Aquila) ospiterà le Case delle tecnologie emergenti volute dal Ministero dello Sviluppo economico. "Ora - ha detto il vicesindaco e assessore comunale all'innovazione, Alberto Acito - puntiamo a essere la 'Capitale delle tecnologie'. In particolare ci rivolgiamo alla filiera delle industrie culturali e creative e della gestione del patrimonio culturale, senza mai dimenticare un turismo reso sempre più sostenibile anche grazie alla possibilità di mettere a disposizione dei nostri concittadini e dei visitatori servizi digitali all'avanguardia".

L'iniziativa - moderata nella Casa Cava, nel 'cuore' dei rioni Sassi, dalla giornalista di Sky Chiara Piotto - è stata introdotta dall'intervento di Giuseppe Donatelli (partner EY). "L'emergenza pandemica - ha sottolineato - ha accelerato il processo delle trasformazione digitale, come dimostrato dal mercato delle tecnologie, che è 'esploso', e dal raddoppio del traffico dei dati registrato negli ultimi due anni". L'immediato futuro, invece, "ci pone - ha aggiunto - di fronte a nuove sfide, tra le prime quella di come estrarre valore dei dati: abbiamo bisogno di averne sempre più di qualità, da mettere poi al servizio dei cittadini, della pubblica amministrazione e delle imprese. E per proiettarsi all'interno della nuova economia digitale, che oggi vede l'Italia indietro rispetto a molti Paesi europei - ha concluso Donatelli - le leve di successo sono sicuramente lo sviluppo del capitale umano, delle infrastrutture, dei servizi e delle tecnologie digitali".

Una delle priorità è sicuramente rappresentata dal rafforzamento della connessione a banda larga che nel 2020 è stata utilizzata solo dal 30% delle famiglie italiane, rispetto al 44% dell'Unione europea: nel percorso di "Digitalizzazione Italia 2026" - ha detto Mauro Minenna (coordinatore del Dipartimento per la trasformazione digitale) - l'ambizione è di arrivare al 100% e di portare al 70% l'identità digitale. Determinante sarà anche "l'interconnessione tra pubblico e privato", come evidenziato da Vincenzo Caridi (direttore della Direzione centrale tecnologia dell'Inps). "E c'è bisogno - ha aggiunto Caridi - soprattutto di una vera e propria trasformazione culturale che coinvolga tutti, cittadini, pubblica amministrazione e imprese".

Dai Sassi di Matera, dal Sud, insomma, è arrivata una ventata di ottimismo. "Tutti gli interventi - ha sottolineato nelle conclusioni dell'incontro Sharon Di Nepi (partner Ey) - hanno avuto come filo comune quello dell'importanza di mettere al centro le persone, per offrire servizi adeguati ai cambiamenti del mondo che stiamo vivendo. Questo Paese ce la può e ce la deve fare a vincere la sfida della ripresa: servirà anche l'immaginazione, ossia - ha concluso Di Nepi - la capacità di cogliere prima di tutti le grandi opportunità offerte dalle nuove tecnologie e dai servizi digitali".

In collaborazione con:
EY

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