Marina Ripa di Meana

Anticonformista, animalista, scrittrice, amica di grandi artisti

Addio Marina Ripa di Meana, testimone diretta di tempi irripetibili: la malattia non ha mai intaccato la sua diafana bellezza e la sua eleganza unica e anticonformista. Nata Punturieri, marchesa per matrimonio con Carlo Ripa di Meana, figlia di avvocato, fu duchessa Lante della Rovere, finché un giudice non le vietò di portare il cognome del primo marito. Aveva combattuto con tutta la forza e la tenacia di cui era ricchissima. Si è spenta oggi nella sua casa romana a 76 anni tra l'abbraccio dei suoi cari. Per suo volere non sono previste cerimonie funebri. Da oltre 16 anni lottava contro il cancro, come lei stessa aveva raccontato in una confessione shock a Barbara D'Urso a Pomeriggio 5 nello scorso maggio.

"Mia madre ha combattuto la malattia come una guerriera e sarà un grande esempio per me, per le mie figlie e per tutti noi. Mamma, mi mancherai!", la ricorda la figlia Lucrezia Lante della Rovere. Nata il 21 ottobre 1941, dopo gli studi, ha iniziato a lavorare come stilista aprendo un atelier di alta moda in piazza di Spagna, frequentando sempre gli ambienti più altolocati della nobiltà capitolina, conducendo un'esistenza da Dolce vita di Federico Fellini. Scrittrice, personaggio televisivo e stilista, una vita sotto i flash. Trentacinque anni ha lavorato nella moda, convinta animalista. Ha pubblicato un successo editoriale, I miei primi quarant'anni, diventato presto anche un film altrettanto popolare di Carlo Vanzina (in cui le dava il volto Carol Alt).

Ha trascorso il suo ultimo Natale in famiglia come aveva sempre desiderato (confessando "sarà il mio ultimo Natale"), con la figlia Lucrezia, attrice, di cui lei era orgogliosissima, le nipotine, il marito Carlo Ripa di Meana. Ha scritto anche altri libri: La più bella del reame (Sperling & Kupfer 1988) e Invecchierò ma con calma (Mondadori 2012, sui suoi settant'anni) e ancora prima Cocaina a colazione (sul rapporto con Franco Angeli). Un "uragano incontenibile" l'ha definita il marito Carlo. E' stata anche regista del film Cattive Ragazze del 1992. Nel suo libro I miei primi quarant'anni si legge tra l'altro: "I corteggiamenti sono talmente grotteschi che non importa se siano veri oppure no. Le gite non sono mai in motoscafo ma, per esempio, in sommergibile, negli abissi del Mediterraneo, alla Jules Verne, servita e riverita da marinai e camerieri pronti a soddisfare ogni mio desiderio".

Ha attraversato il mondo del jet set, i salotti culturali e ha imparato dai grandi amici: conosceva Moravia e Pasolini, è stata vicina a Mario Schifano e Tano Festa, negli anni Settanta ha avuto una tormentata relazione extraconiugale con il pittore Franco Angeli. Successivamente ha divorziato da Alessandro Lante della Rovere e ha intrapreso una serie di relazioni, non ultima con il giornalista Lino Jannuzzi, di cui ha dato conto nel suo bestseller I miei primi quarant'anni. Nel 1982 si è sposata in seconde nozze con il marchese Carlo Ripa di Meana: testimoni della sposa gli scrittori Alberto Moravia e Goffredo Parise, testimone dello sposo Bettino Craxi; comunque, anche dopo il matrimonio, per alcuni anni continuò a farsi chiamare e a essere indicata come Marina Lante della Rovere, fino a proibizione del Tribunale di Roma su istanza mossa dello stesso Lante della Rovere. Dalla fine degli anni Settanta ha cominciato sempre più spesso ad apparire in tv e nello stesso periodo ha preso parte con un piccolo ruolo al film Assassinio sul Tevere (accreditata con il cognome del primo marito) con protagonista Tomas Milian.

Per un po' di tempo ha affiancato Maurizio Costanzo (sodalizio interrotto bruscamente quando Marina tirò una torta in faccia allo stesso Costanzo durante una puntata della trasmissione Grand'Italia), in seguito ha partecipato come opinionista o protagonista a trasmissioni in cui ha messo in risalto il carattere e la sua natura anticonformista e ha dibattuto su temi della natura, della tutela del paesaggio e della difesa degli animali. Tra le sue provocazioni, quando tirò la pipì addosso a Vittorio Sgarbi nel 2011, nell'ambito di un evento al Festival dei Due Mondi di Spoleto, gridando "è piscio d'artista". Nel 1990 ha lanciato e diretto per due anni il mensile Elite, pubblicato dalla Newton Compton Editori. Nel 1995 è diventata ambasciatrice in Italia dell'IFAW (International Fund for Animal Welfare - USA), per la quale ha realizzato una campagna pubblicitaria completamente nuda, con una folta peluria sul pube e la scritta L'unica pelliccia che non mi vergogno di indossare. Dagli anni Novanta in poi ha inoltre preso parte, in Italia e in altri paesi, a svariate campagne contro lo sterminio dei cuccioli delle foche, contro l'uso per moda e vanità delle pelli e delle pellicce, contro le corride, contro gli esperimenti nucleari francesi nell'atollo di Mururoa, contro lo sventramento del Pincio (2008), contro la chiusura dello storico Ospedale di San Giacomo nel cuore di Roma (2008) e quella per la diagnosi precoce dei tumori.

Nella primavera del 2009 ha partecipato come concorrente al reality show La fattoria condotto da Paola Perego con Mara Venier, ambientato in Brasile e trasmesso su Canale 5, dal quale si è ritirata poco dopo il suo inizio per motivi di salute; ha preso parte anche a una puntata della terza stagione della fiction I Cesaroni, trasmessa su Canale 5, in cui ha interpretato se stessa. Nel 2015 ha esordito in veste di attrice teatrale nello spettacolo Il Congresso degli Arguti. Una vita sotto i riflettori, un'uscita di scena in sordina. Anche in questo anticonformista.

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