Buffon dice addio alla Juve e azzurro, ma cerco nuova sfida

In bilico tra ruolo club e proposte estere: scelgo tra 7 giorni

Questa volta la festa ha un retrogusto di malinconia. L'ultima di Buffon alla Juve, sembrava impossibile, è arrivata. Il numero 1, il capitano, uno dei più grandi portieri della storia che infinite volte ha chiuso a chiave la porta bianconera, ha vissuto sabato 19 maggio l'ultimo atto della sua lunghissima carriera a Torino costellata di successi, nella passerella scudetto con il Verona, finita 2-1, con gol di Rugani e Pjanic e rete della bandiera per gli scaligeri dell'ex granata Cerci. Segnato non a Buffon, ma al giovane Pinsoglio che era entrato da poco per lasciargli l'applauso interminabile del pubblico. Erano le 16.21, il minuto 63' della partita, quando il n.1 ha lasciato il suo posto. Avrebbe sognato di chiudere con la Champions o il Mondiale, o tutti due, è andata un po' meno bene. Ma quei buchi che restano in una bacheca zeppa di trofei diventano piccoli di fronte all'enorme affetto ed emozione di cui il popolo bianconero, i compagni, i dirigenti, hanno impregnato lo stadio per l'ultima recita. 

Commosso fino alle lacrime, il numero 1 bianconero ha sollevato l'ultimo velo di incertezza, confermando che il suo lunghissimo viaggio in campo con i bianconeri cominciato 17 anni fa è arrivato al capolinea.

Il futuro, invece, è ancora da decidere, in bilico tra un anno o due in un grande club europeo, "dove si gioca per obiettivi importanti" e l'inizio del percorso di formazione, come ha spiegato il presidente Andrea Agnelli, passando magari per "sei mesi sabbatici". L'una cosa non esclude l'altra, nei tempi dovuti. Addio alla Juve da giocatore e addio anche alla Nazionale: "Ero un problema tre mesi fa, adesso diventerebbe una cosa complicata da gestire che non merito, voglio tenermi lontano da una situazione del genere". Non parteciperà neppure all'amichevole del 4 giugno con la Francia nel suo 'Stadium': "Non ho bisogno di altre celebrazioni", ha spiegato.

Una cavalcata di 17 anni, da calciopoli all'era del dominio Juve FOTO

 Quel che cerca è una "nuova sfida stimolante, da vivere fino in fondo, e se oggi il quarantenne portiere ha assicurato che la "più stimolante è arrivata proprio dal presidente Agnelli. E la Juventus è la mia famiglia", forse ha detto la verità, ma non si partirà subito a studiare per un ruolo dietro la scrivania. "Deciderò la settimana prossima, in piena serenità, passati questi tre giorni che saranno intensi e pieni di emozioni. Di sicuro non finirò in un campionato di terza o quarta fascia: sono un animale da competizione, smetterei di vivere se non avessi di fronte una sfida per cui battermi". Nella sua vita ha dovuto sconfiggere anche la depressione, quest'inverno ha scacciato l'angoscia del distacco dal campo: "Febbraio e marzo - ha rivelato - per me sono stati mesi molto complicati. L'elaborazione del lutto di smettere di giocare ti appesantisce, ti tocca dentro. Ma da aprile sono tornato a essere leggero e fiducioso come nei giorni migliori".

IL VIDEO DELLA CONFERENZA STAMPA DI BUFFON

 Pronto, quindi, a "un'altra sfida stimolante", probabilmente a prolungare una carriera straordinaria. Che ha avuto una svolta dopo un periodo doloroso, l'infortunio alla schiena del 2010: "Tutti, e penso giustamente, pensavano che avessi finito una grande carriera. Invece, ho trovato dentro di me la forza affinché la carriera diventasse da grande a unica. E otto anni dopo siamo qui, con tanti trofei in più vinti, anche grazie ai miei compagni, e con tanta soddisfazione in più". 

Tra le amarezze da smaltire, il "fallimento" dell'eliminazione dell'Italia dai Mondiali in Russia e l'uscita di scena dalla Champions nel burrascoso finale del 'Bernabeu': "Non porto rancore - ha raccontato Buffon - e se due giorni dopo la partita avessi incontrato l'arbitro Oliver l'avrei abbracciato e gli avrei chiesto scusa. Ma sarei rimasto della mia idea: che poteva andarci un po' più calmo, pensare che la squadra e il sottoscritto si stavano giocando qualcosa di molto importante. Credo di avere trasceso e sono profondamente dispiaciuto. Quell'espulsione non l'ho ancora capita, ma l'arbitro ha un compito difficile, è anche lui un essere umano". Il 31 maggio l'Uefa deciderà, Buffon è rassegnato alla squalifica: "credo che sia giusta e normale". Non sporcherà una carriera immensa, che potrebbe non essere ancora finita.

"Grazie di cuore per questi 17 anni, a Gigi Buffon", "l'anno prossimo prossimo il portiere della Juventus sarà Szczesny", ha aggiunto il presidente della Juventus Andrea Agnelli. "I suoi numeri sono pazzeschi, con la Juve ha vinto 26 trofei, giocato 17 stagioni straordinarie, qualsiasi decisione prenderà avrà il mio pieno supporto".

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