Coppa Italia: errori e Roma eliminata, ora Fonseca è a rischio

Spezia: Italiano, è la vittoria di 30 ragazzi e del lavoro

Come nel 2015 la corsa della Roma in Coppa Italia finisce agli ottavi di finale contro lo Spezia. Quattro a due per i liguri dopo 120 minuti di partita con i giallorossi che si buttano via nel primo tempo supplementare con la doppia espulsione di Mancini e Pau Lopez. I guai non finiscono li perché poi Fonseca fa entrare, oltre Fuzato, anche Ibanez come sesto cambio. Il regolamento, però, ne prevede al massimo 5 e concede alle due squadre ai supplementari solo un'interruzione in più di gioco, ma non amplia il numero di calciatori che possono entrare. Un errore che, in caso di esito diverso del match avrebbe, previsto anche il ricorso dello Spezia per la vittoria a tavolino. Verdetto che, invece, ora potrebbe arrivare direttamente dal Giudice Sportivo. "Se c'è stato un problema lo discuteremo all'interno" ha detto Fonseca sul sesto cambio. Una situazione che ha creato non poco imbarazzo ai Friedkin, presenti in tribuna. E ora il rischio di un esonero è più concreto rispetto al post derby. Fonseca poi si è spostato sull'analisi del match: "La Roma non si è rotta. Abbiamo avuto un inizio di partita difficile - spiega -, poi la squadra ha reagito creando occasioni per ribaltare il risultato. Abbiamo sbagliato tanti gol e con due giocatori in meno è stato dura". Sabato all'Olimpico tornerà ancora lo Spezia e l'obiettivo è ripartire, ma Fonseca non nasconde l'amarezza: "Volevamo andare più avanti in coppa, non posso dire nulla sull'atteggiamento dei ragazzi. Pensiamo alla prossima partita". Ma teme l'esonero? "Sono in discussione dal primo giorno che sono arrivato - risponde -. Io vado avanti con forza. Siamo terzi in Serie A, ho fiducia nella squadra. Quando non vinco sono sempre in discussione". Di tutt'altro umore Vincenzo Italiano che ora ai quarti affronterà il Napoli. "E' stata dimostrata la giusta mentalità e che il lavoro che si fa con tutti porta dei frutti - dice l'allenatore dello Spezia -. C'erano tanti debuttanti, l'approccio è stato straordinario. Vincendo in questo modo va dato merito ai giocatori. E' la vittoria di 30 ragazzi, l'allenatore poi pretende di vedere da tutti cosa si fa in allenamento".

La Roma è allo sbando. Non solo tecnico, dopo il Ko nel derby da cui ancora non si è ripresa. Infatti rivive anche, in Coppa Italia, l'incubo di un'eliminazione da parte dello Spezia, nel dicembre del 2015 ai rigori, questa volta con un 4-2 dopo i tempi supplementari sancito dal gol dell'ex di Verde e da quello di Saponara. Ma non è tutto perché il caos non è solo quello del campo: dopo l'errore della prima giornata di campionato contro il Verona, quando Diawara venne mandato in campo inserito nella lista sbagliata, e ciò comportò la sconfitta a tavolino. Questa volta invece effettua sei sostituzioni, di cui due nei tempi supplementari (dopo la doppia espulsione di Mancini e Pau Lopez) e ciò vuol dire, al di là del campo (dove si è vista una prestazione inaccettabile), sconfitta a tavolino per la seconda volta in questa prima parte di stagione, forse un record mondiale, per errori legati al regolamento. E questo nonostante, dal terreno di gioco, il capitano Lorenzo Pellegrini avesse avvertito del rischio legato al sesto cambio. E' una dimostrazione di inconsistenza non solo sul campo, dove lo Spezia ha meritato la vittoria, ma anche 'aziendale', di incuria difficile da accettare anche se scendessero in campo dei dilettanti, figurarsi ai massili livelli del professionismo. Una pessima figura, societaria ma anche di Fonseca e del suo vice che hanno fatto confusione con il regolamento ("se c'è un problema abbiamo tempo per discuterne internamente", si è limitato dire il tecnico portoghese), che va ad aggiungersi a quella fatta sul campo da dove la Roma, che ha finito in nove, ha mandato segnali devastanti. Andata sotto per 2-0 contro le riserve dello Spezia un avvio di gara peggiore perfino di quello del derby, la squadra giallorossa aveva rimediato con un rigore di Pellegrini e con un bel gol di Mkhitaryan, poi si è fatta rimettere sotto dalla matricola ligure segnalandosi solo per le occasioni fallite da Borja Mayoral, che oggi ai romanisti più anziani ha ricordato Carlo Petrini, famoso in giallorosso per i gol che 'divorava'. Ma se anche lo spagnolo ex Real avesse segnato, sarebbe stato tutto inutile perché lo Spezia avrebbe vinto a tavolino. Come il Verona a inizio campionato, e non rimane che vedere quali provvedimenti la nuova proprietà americana intenderà prendere. La Roma non merita di fare figure del genere, e per rifarsi l'immagine non basta certo tornare al vecchio stemma.

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