Corte Mosca blocca Telegram, dia chiavi accesso a 007

Il fondatore Durov, "la privacy non si vende"

MOSCA - La corte Tagansky di Mosca ha accolto la richiesta dell'autorità delle telecomunicazioni della Russia, il Roskomnadzor, e ha bloccato l'accesso in Russia a Telegram per non aver fornito ai servizi di sicurezza (Fsb) le chiavi per decrittare i messaggi degli utenti. Lo riporta la Tass. Telegram potrà ricorrere in appello ma il blocco, stando alla legislazione russa, dovrebbe essere esecutivo. Il blocco sarà in vigore "fino a quando non saranno soddisfatte le richieste dell'Fsb", ha detto il giudice Yulia Smolina. 

"Telegram può permettersi di non tener conto dei flussi finanziari o della vendita di pubblicità: la privacy non si vende e i diritti umani non possono essere sacrificati per paura o avidità". Lo ha detto il fondatore dell'app Pavel Durov sulla sua pagina nel social network VKontakte. "Telegram - ha aggiunto - utilizzerà metodi incorporati per bypassare il blocco (imposto da una corte russa) senza richiedere l'intervento degli utenti, sebbene l'accessibilità al 100% del servizio senza Vpn non sarà garantita".
   

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