Umbria

Giuli, assetto Giunta Terni marcatamente partitico

Per ex vicesindaco "sbrindellamento" suo assetto di deleghe

(ANSA) - TERNI, 24 GIU - "Credo di lasciare a chi verrà dopo di me una eredità non trascurabile di progetti, iniziative, programmi portati avanti ostinatamente, tra mille ostacoli e il più delle volte senza un soldo. Spero che almeno una parte di ciò sia portato a termine. Il totale sbrindellamento di quello che era il mio organico pacchetto di deleghe sinceramente mi fa temere il peggio. Spero di sbagliarmi": a dirlo è stato l'ex sindaco e assessore a Cultura e Turismo del Comune di Terni, Andrea Giuli, nel corso di una conferenza stampa "di saluto", convocata dopo la revoca delle sue deleghe decisa dal sindaco, Leonardo Latini. Voluto tra anni fa dallo stesso Latini come assessore tecnico, ha definito la scelta di sostituirlo "pienamente legittima e prevedibile".
    "Con la mia uscita - ha spiegato Giuli - viene meno un elemento civico e la Giunta assume definitivamente un assetto marcatamente più politico e partitico. Mi pare evidente che la politica abbia reclamato maggiore visibilità e questo è stato fatto". L'ex vicensindaco - che ha detto di "aver avvertito un pochino di solitudine", nell'ultimo anno, nella sua azione amministrativa - ha quindi elencato alcune delle cose "fatte e impostate" in questi tre anni "difficilissimi e onerosi". Tra questi "il salvataggio del Briccialdi e il suo accompagnamento alla statalizzazione, la riassegnazione degli appalti del Caos e della Cascata alla quale ho aggiunto la gestione di Carsulae, altrimenti a rischio chiusura". Per quanto riguarda la Cascata "ha prodotto numeri e incassi importanti, nuovi servizi".
    Giuli ha poi ricordato l'invenzione del Valentine Fest e del Natale di Terni, l'incremento di circa 4 milioni di euro in due anni della disponibilità del patrimonio museale del Comune, la valorizzazione e messa in rete di siti e luoghi della cultura e del turismo, fino alla conferma di Umbria Jazz a Terni. L'ex vicesindaco ha infine ringraziato Latini per avergli dato l'opportunità "di essere al servizio della città". "Mi ha più volte difeso - ha concluso -, non lo ha fatto, sembra di capire, o non ha potuto in questa ultima occasione". (ANSA).
   

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