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Usura: Cgia, a rischio 176mila imprese, una su 3 è al sud

Governo potenzi risorse del "Fondo di prevenzione"

(ANSA) - VENEZIA, 18 SET - Sono 176.400 le imprese italiane che si trovano in sofferenza e una su tre è al Sud. Roma, Milano, Napoli e Torino sono le realtà territoriali più in difficoltà. Si tratta rileva la Cgia in una nota di società non finanziarie e famiglie produttrici che sono state segnalate alla Centrale dei Rischi della Banca d'Italia e per questo non possono accedere ad alcun prestito erogato dal canale finanziario legale, "rischiando quindi - si afferma - di chiudere o di scivolare tra le braccia degli usurai".
    La Cgia spera quindi che il Governo potenzi le risorse del "Fondo di prevenzione dell'usura" e aiuti le banche a sostenere le imprese, specie quelle di piccola dimensione. A marzo scorso, Roma era al primo posto con 13.310 aziende, seguita da Milano (9.931), Napoli (8.159), Torino (6.297), Firenze (4.278) e Brescia (3.444). Le province meno interessate sono quelle meno popolate: Belluno (360), Isernia (333), Verbano-Cusio-Ossola (332) e Aosta (239). L'area più a "rischio" è il Sud con 57.992 aziende in sofferenza (32,9% totale), poi il Centro (44.854, 25,4%), il Nordovest (43.457, 24,6%) e infine il Nordest (30.070, 17%).
    In 22 anni di vita, l'importo medio di prestiti erogati dal 'Fondo' è stato di circa 50.000 euro per le Pmi e 20.000 euro per cittadini e famiglie. Dal 1998 al 2020, ai Confidi e alle Fondazioni lo Stato ha erogato 670 mln di euro che hanno garantito finanziamenti per un importo complessivo pari a circa 2 mld. (ANSA).
   

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