Elettrodotto: liti per 936 mln, Terna condannata a risarcire

Tecnico Di Pasquale era rimasto unica controparte in 46 cause

(ANSA) - L'AQUILA, 30 APR - La Corte d'Appello dell'Aquila ha condannato Terna a risarcire il danno da lite temeraria nei confronti del tecnico Antonio Di Pasquale, quantificato complessivamente in 5.500 euro, in merito alla vicenda relativa alle opposizioni all'immissioni in possesso per la realizzazione dell'elettrodotto Villanova-Gissi risalente al periodo giugno-luglio 2015. Il tecnico era accusato di avere fomentato, sollevando perplessità progettuali, la protesta dei 46 proprietari terrieri e delle associazioni ambientaliste contro l'avvio dei lavori della mega opera; a Di Pasquale, rimasto solo in 46 cause civili, era stata avanzata una "richiesta danni complessiva pari a circa 936 milioni di euro".
    Lo rende noto sul suo profilo Facebook lo stesso tecnico che esprime soddisfazione per la sentenza e la dedica "a tutti coloro che quotidianamente combattono contro le ingiustizie ed i soprusi affinché il Diritto venga tutelato anche nei confronti della più umile persona esistente sul pianeta terra". "Il giudice di primo grado - scrive la Corte d'Appello nella sentenza di riforma della decisione del Tribunale di Lanciano - ha errato nel non trarre argomenti presuntivi della responsabilità dal comportamento processuale tenuto dall'attrice (Terna, ndr), che ha non solo vessatoriamente intrapreso, ma consapevolmente continuato, una lite, insieme ad altre 46, nonostante la rinuncia nei confronti dei numerosi proprietari dei fondi da asservire, unicamente verso il Di Pasquale, unico convenuto con cui non vi erano indennità di asservimento da concordare per transigere le liti".

   "Nel secondo semestre 2015 - ricorda Di Pasquale nel post su Facebook - su denuncia dei funzionari di Terna SpA furono aperti, presso varie Procure della Repubblica territorialmente competenti, decine di procedimenti penali. Durante lo svolgimento delle cause, dopo che le Procure chiudevano i procedimenti penali ritenendo le denunce infondate, Terna Spa si ritirava dai contenziosi civili aperti nei confronti di tutti i proprietari terrieri e dei loro sostenitori accordandosi per la successiva pacifica immissione in possesso dei loro fondi", lasciando Di Pasquale come unica controparte. "Con le ultime sentenze del marzo 2018 - spiega Di Pasquale - si sono chiusi anche tutti i procedimenti civili con la condanna di Terna SpA al solo pagamento delle spese di lite, anche se il sottoscritto, non essendosi potuto costituire, per ovvi motivi economici, con domanda riconvenzionale, aveva comunque chiesto ai giudici il riconoscimento del danno da lite temeraria. Non essendo stato riconosciuto dai giudici di primo grado tale danno in nessuna delle 46 cause, a fine settembre 2018 si è ritenuto opportuno e doveroso, seppur rischiando nuovamente tantissimo, di impugnare alla Corte di Appello di L'Aquila una sola sentenza chiedendo il riconoscimento del suddetto danno". L'elettrodotto è entrato in funzione il 31 gennaio 2016. (ANSA).
   

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