ASviS

Responsabilità editoriale di ASviS

Addio a magnolie, querce e aceri: il 30% degli alberi al mondo rischia l’estinzione

Secondo lo State of the world's trees, sono in pericolo 17.500 specie arboree.

ASviS

Le specie arboree sono la spina dorsale dell'ecosistema naturale: immagazzinano il 50% del carbonio terrestre e forniscono un cuscinetto di protezione da condizioni meteorologiche estreme, come uragani e tsunami. Ciò nonostante, il rapporto “State of the world's trees”, pubblicato a settembre dalla Botanic gardens conservation international (Bgci), rivela che il 30% delle specie arboree rischia di scomparire. Il report raccoglie il lavoro condotto in cinque anni dal Global tree assessment (Gta) su 60mila specie di alberi. Dall’analisi emerge che il numero di specie arboree minacciate dall’estinzione è doppio rispetto al numero di mammiferi, uccelli, anfibi e rettili minacciati messi assieme.

Alberi a rischio estinzione. Più di 440 specie di alberi sono sull’orlo dell’estinzione, con meno di 50 esemplari in natura. Queste specie si trovano in tutto il mondo, dal cedro di Mulanje in Malawi, al sorbo bianco di Menai che si trova solo nel Galles del Nord (30 alberi rimasti). Almeno 180 specie di alberi sono minacciate dall'innalzamento del livello del mare e da eventi meteorologici gravi. Rischio che colpisce in particolar modo le specie insulari, come le magnolie nei Caraibi. L’aumento degli incendi rappresenta una grave minaccia per gli alberi in Madagascar, per le specie statunitensi di querce e alberi di Nothofagus (faggio) in Australia e Sud America.

In Europa, il 58% degli alberi autoctoni rischia l’estinzione in natura. Sorbo montano e Sorbo (genere Sorbus) sono le specie arboree più minacciate. Il Brasile, che possiede alcune delle foreste più ricche di biodiversità al mondo, ha il maggior numero di specie arboree autoctone (8.847) e il maggior numero di specie arboree a rischio estinzione (1.788).


LEGGI ANCHE – LE SOLUZIONI BASATE SULLA NATURA AUMENTANO LA RESILIENZA AI CAMBIAMENTI CLIMATICI


Principali minacce. Il Rapporto rivela le principali minacce che mettono in pericolo la sopravvivenza degli alberi: perdita di habitat dovuta all’agricoltura e al pascolo, sfruttamento eccessivo e disboscamento. Una specie su cinque, evidenzia il report, viene utilizzata dagli esseri umani per cibo, legname, carburante, orticoltura e altri usi. I cambiamenti climatici e l’aumento di temperatura, assieme alle condizioni meteorologiche estreme, sono minacce emergenti per tutte le specie arboree a livello globale.

Nel Borneo, l'espansione delle piantagioni di olio di palma è una grave minaccia per le specie di Dipterocarpaceae, uno dei gruppi di alberi più a rischio del pianeta. Questi grandi alberi tropicali costituiscono la maggior parte dell'habitat delle pianure dell'isola e il loro declino ha portato specie come l'orango del Borneo sull’orlo dell’estinzione. Molte specie di querce e Nothofagus sono a rischio perdita di habitat a causa della deforestazione, in particolare nel Centro e Sud America (Messico, Cile e Argentina). Il disboscamento, nello specifico il taglio illegale, sta contribuendo al declino di alberi da legname pregiato. In Madagascar, l'estrazione di legname di ebano e palissandro sta causando una diffusa perdita di habitat in tutta l'isola. Lo stesso si può dire del mogano e del palissandro nei Caraibi e in Brasile. Altri importanti gruppi di alberi minacciati di estinzione includono Magnolia e Camelia, attualmente sovra sfruttati per uso commerciale, mentre parassiti e malattie stanno causando un grave declino delle popolazioni di alberi di cenere nel Regno Unito e Nord America.


LEGGI ANCHE – ONU: PROGRESSI NELLA PROTEZIONE DELLE FORESTE, MA SONO NECESSARI ULTERIORI SFORZI


La strada verso la conservazione. La buona notizia, continua il Rapporto, è che gli sforzi di conservazione guidati dalla comunità botanica sono in aumento. L’identificazione degli alberi più a rischio e l’introduzione di misure di protezione è il modo più efficace per prevenire l'estinzione e ripristinarne l’esistenza. Attualmente circa il 64% di tutte le specie arboree si trova in un'area protetta e circa il 30% in giardini botanici, banche di semi o raccolte ex situ, ma sono necessarie altre azioni.

Per questo, in occasione della pubblicazione del Rapporto, la Botanic gardens conservation international ha lancianto il portale GlobalTree, un database online che tiene traccia degli sforzi di conservazione degli alberi a livello di specie e Paese. Il sito mostra per la prima volta quali alberi hanno bisogno di maggiore protezione, dove è necessario intervenire con urgenza e, soprattutto, quali sono le lacune nelle misure di conservazione, consentendo un utilizzo mirato di risorse e competenze. Per il futuro, l’organizzazione propone una serie di raccomandazioni chiave, collegate con l’Agenda 2030, che propongono un ripensamento nella pianificazione e nella conservazione della biodiversità, ripristinando gli ecosistemi e garantendo un maggiore riconoscimento dell'importanza delle specie arboree.

  • Rafforzare l'azione di conservazione degli alberi a livello globale attraverso la formazione di una nuova coalizione che riunisca risorse e competenze esistenti.
  • Utilizzare le informazioni contenute nel portale GlobalTree sullo stato di conservazione delle specie arboree, sulla loro distribuzione e sulle azioni di conservazione per informare e migliorare a livello locale le azioni di pianificazione.
  • Garantire un'efficace conservazione degli alberi minacciati all'interno della rete delle aree protette rafforzando le conoscenze locali, monitorando le popolazioni minacciate e, dove necessario, aumentando i controlli sulla raccolta illegale o non sostenibile delle specie pregiate.
  • Garantire che tutte le specie arboree minacciate a livello globale siano conservate in banche di semi o raccolte ex situ, ben gestite e geneticamente rappresentative, con programmi educativi efficaci e materiale disponibile per i programmi di recupero e ripristino.
  • In linea con il Decennio delle Nazioni unite sul ripristino dell'ecosistema 2021-2030, collaborare con le comunità locali, le agenzie forestali governative, la comunità imprenditoriale e tutti gli altri stakeholders per garantire che le specie arboree più appropriate siano utilizzate nei programmi di piantumazione e ripristino degli alberi.
  • Migliorare la raccolta dei dati per gli inventari forestali e i sistemi di monitoraggio forestale nazionali, utilizzando queste informazioni per ridurre la deforestazione nelle aree ad alta diversità di alberi, in associazione con i meccanismi Redd e i contributi determinati a livello nazionale (Ndc).
  • Aumentare la disponibilità di finanziamenti governativi, privati ​​e aziendali per le specie arboree minacciate e per i siti che hanno maggiore bisogno di conservazione.

 

Scarica il Rapporto

 

di Tommaso Tautonico

Responsabilità editoriale e i contenuti sono a cura di ASviS

Archiviato in


Modifica consenso Cookie