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Alta sostenibilità: più rinnovabili è la soluzione al rincaro bollette

Se n’è discusso su Radio Radicale nella rubrica ASviS condotta da Manieri e Viettone, ospiti Agostini, Eroe, Federico.

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Quello che troveremo in bolletta dal primo ottobre potrebbe essere un “rincaro senza precedenti”. Come dichiarato qualche giorno fa dal ministro per la Transizione ecologica, Roberto Cingolani, l’aumento dei prezzi della bolletta elettrica potrebbe abbattersi sulle famiglie italiane già dal prossimo trimestre. Si parla di una aumento che potrebbe arrivare fino a 100 euro in più all’anno per l’elettricità e fino a 400 euro per il gas (per una famiglia tipo). Ma a cosa è dovuta questa impennata dei prezzi e cosa si dovrebbe fare per tutelare il più possibile i cittadini?

È stato il tema centrale dell’ultima puntata di “Alta sostenibilità”, trasmissione in collaborazione con l’ASviS, andata in onda su Radio Radicale il 20 settembre e condotta da Valeria Manieri ed Elis Viettone. Ospiti della puntata: Daniele Agostini (responsabile politiche clima ed energia di Enel), Katiuscia Eroe (responsabile energia Legambiente), Toni Federico (coordinatore del gruppo di lavoro ASviS sui Goal 7 e 13).

“Quando c’è stato questo aumento si è subito pensato che potesse essere per via del prezzo della CO2 sul mercato, anch’essa aumentata, ma dietro c’è molto di più”, ha dichiarato in apertura Agostini. “Se uno guarda al mercato delle commodity, si accorge che il prezzo del gas è triplicato dall’inizio dell’anno, quello del carbone invece è raddoppiato. In una situazione del genere il gas perde competitività, e quindi si è consumato più carbone. Producendo di più con il carbone il prezzo della CO2 è salito, dato che emette più anidride carbonica del gas. Dunque, l’aumento dei prezzi della CO2 è una conseguenza e non una causa dell’aumento dei prezzi. Inoltre il prezzo del gas oscilla anche per cause esterne, come le tensioni sulla scena internazionale e i rapporti dell’Europa con la Russia. Per questo va capito se ci siano problemi di tipo strutturale. Per non essere esposti a questo tipo di volatilità, i consumatori devono essere consapevoli delle proprie scelte, per esempio chi è nel mercato a tutela dovrebbe scegliere di affidarsi a una tariffa fissa”.

Sul costo dell’energia è poi intervenuto Federico: “Credo che occorra fare subito chiarezza sulla vicenda. Stiamo parlando dell’inizio di una specie di campagna generale che tende a ostacolare la transizione che deve portarci al taglio del 55% delle emissioni gas serra entro il 2030. Obiettivo che per essere raggiunto prevede si arrivi al 70% dell’energia europea prodotta da fonti rinnovabili entro lo stesso anno. Il gas oggi costa in Italia 36 centesimi di euro a metro cubo, la cosa incredibile è che il costo della CO2 per i permessi europei incide per lo 0,38% nella formazione di questo prezzo. Una cifra irrilevante. Come si fa dunque a dire che la bolletta aumenta per via dei costi della transizione? Appare evidente che ci sono alcuni soggetti presenti sulla scena energetica nazionale che portano avanti un discorso di opposizione alla transizione, tirando fuori false soluzioni come idrogeno blu e nucleare, semplicemente perché vogliono continuare a puntare sul gas naturale. La cosa fondamentale, soprattutto per chi fa informazione, è avere ora ben appoggiati i piedi sui numeri. Coloro che hanno il compito di informare devono dissipare i dubbi e i falsi miti che girano sulla transizione energetica”.

Nei giorni scorsi Wwf, Greenpeace e Legambiente hanno indirizzato una lettera al presidente del Consiglio, Mario Draghi, per ricordare l’importanza che ha il settore rinnovabile nel calmierare l’aumento del prezzo dell’energia. “Il punto vero è che questo è un Paese troppo dipendente dalle fonti fossili, e soprattutto dalle esportazioni”, ha osservato Eroe. “Per acquisire indipendenza, non c’è altra strada da tracciare se non quella delle rinnovabili. Senza però mettere in campo le false soluzioni di cui si parlava prima, come nucleare, idrogeno blu ma anche Ccs (cattura e sequestro del carbonio). Poi ricordo che viviamo in un Paese che ha 110 infrastrutture ferme che riguardano il gas, poiché non riusciamo a pensare ad altro tipo di soluzione in pratica. O qui si decide di fare politiche serie e concrete, e si costruiscono scenari che prendono in considerazione come installare ogni anno sette Gigawatt di rinnovabili, quota che ci serve per raggiungere gli obiettivi Ue, oppure rischiamo di far fallire tutto. Abbiamo bisogno di una cambio radicale anche per dare un incentivo alle aziende che intendono investire nel settore nel nostro Paese.”

 

RIASCOLTA L’ULTIMA PUNTATA – Alta sostenibilità: la giusta transizione

Vai all'archivio delle puntate di Alta sostenibilità, la trasmissione di ASviS a cura di Valeria Manieri, Ruggero Po ed Elis Viettone, in onda il lunedì dalle 12:30 alle 13:00 su Radio Radicale.

 

 

di Ivan Manzo

Responsabilità editoriale e i contenuti sono a cura di ASviS

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