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Ausili appropriati a disabili modificando iter di fornitura

Proposte Confindustria Dispositivi medici e altre 3 associazioni

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 08 NOV - Dai bastoni canadesi agli esoscheletri, dalle carrozzine manuali a quelle elettriche dotate di dispositivi per la comunicazione di chi le utilizza.
    Sono diversi gli ausili che permettono di migliorare la qualità di vita e l'inclusione di chi ha disabilità gravi e complesse. Modificando l'iter di fornitura si può darne di sempre più adeguati al singolo paziente. È emerso al webinar "Ausili complessi e inclusione: le persone al centro nella proposta di Confindustria Dispositivi Medici", in cui la Federazione, Assortopedia, Fish onlus e Simfer, Società italiana di medicina fisica e riabilitativa, hanno presentato le proposte avanzate alla Commissione Lea, denunciando come l'attuale modello di acquisto e il sistema di classificazione degli ausili penalizzi le persone con disabilità grave e complessa.Lo spostamento di tali ausili negli elenchi di ausili di serie, e quindi oggetto di acquisizione tramite gara d'appalto, impedisce secondo quanto emerso al webinar "una individuazione ad personam del dispositivo stesso, pesando gravemente sulla qualità della vita dei pazienti con disabilità". Una situazione generata "dall'attuale Nomenclatore tariffario degli ausili". Le quattro associazioni chiedono alla Commissione Lea di regolamentare in maniera corretta l'erogazione rivedendo l'attuale Nomenclatore e consentendo "di fatto a tutti i pazienti la fornitura di ausili adeguati alle proprie esigenze". "In Italia - sottolinea Alessandro Berti, presidente Ausili Confindustria Dispositivi Medici -oltre 3 milioni di pazienti sono alle prese con procedure per l'approvvigionamento di ausili che impediscono personalizzazione adeguate, tempi celeri e accesso alla migliore tecnologia possibile con rischi sul percorso di cura e riabilitazione. A gravare su realtà già complesse, si aggiunge la crisi delle materie prime con un incremento dei costi dei prodotti finiti del +36% che rischia di generare grande difficoltà nel rifornire gli ospedali con un forte impatto sul sistema sanitario nazionale e sull'accesso a cure e tecnologie da parte dei cittadini". (ANSA).
   

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