Scuola: 1 studente su 3 scarta a priori gli Its

Ricerca Skuola.net su un campione di 3mila ragazzi

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 10 MAR - Scienza, tecnologia, ingegneria e matematica saranno le discipline cardine per i lavori del futuro. Ne sono convinti 6 alunni delle scuole superiori su 10.
    Ma questo non basta per trasformare le Stem in una scelta di massa. Al primo posto, nella scala di priorità degli studenti, resta la voglia di assecondare le proprie aspirazioni: dopo il diploma, appena 1 su 7 si dice disposto a rinunciare ai sogni adolescenziali per seguire un percorso in grado di dargli stabilità; mentre 2 su 5 lo farebbero solo di fronte alla manifesta impossibilità di centrare l'obiettivo principale. A svelare questo 'corto circuito' è una ricerca condotta da Skuola.net su un campione di 3mila ragazzi che attualmente frequentano licei, istituti tecnici e professionali, presentata in occasione della Elis Open Week, l'evento organizzato da Elis - realtà no profit che forma persone al lavoro - per avvicinare le aziende leader nei settori tecnico-tecnologici ai ragazzi, che andrà in scena (in modalità online) dall'8 al 12 marzo.
    Ancora oggi, più di 1 ragazzo su 3, proiettandosi in avanti, scarta a priori l'idea di fare un lavoro tecnico-pratico; sono molti di più di coloro che, al contrario, eliminano dalla lista quelli 'intellettuali' (20%). A ribadire l'ancoraggio a schemi ormai superati, ci sono le scelte post diploma dichiarate: la stragrande maggioranza del campione (57%) punta dritto in direzione dell'università. L'alternativa, a volte, è fermarsi per guardarsi intorno e decidere con calma: quasi 1 su 4 dopo la maturità potrebbe prendersi un anno di pausa oppure andare subito all'estero in cerca di fortuna.
    Solo il 14% degli intervistati, al momento, prevede di puntare subito al mercato del lavoro. Appena la metà di questi (7%) passando per un corso professionalizzante (non universitario): i famosi ITS - gli Istituti Tecnici Superiori - citati anche dal premier Mario Draghi nel suo discorso programmatico e su cui il nuovo Governo è intenzionato a investire parecchie risorse del Recovery Fund -. Percorsi con altissimi tassi d'occupazione proprio perché rispondenti alle reali esigenze delle aziende. Ma questo non sembra smuovere i giovani: ad esempio, tra chi vorrebbe andare all'università, il 37% non cambierebbe idea neanche davanti alla proposta di un percorso alternativo con maggiori opportunità professionali (come, appunto, gli ITS); solamente il 16% accetterebbe volentieri l'offerta.
    I falsi miti, soprattutto sul mondo universitario, proliferano: più di 1 su 2 pensa che sia meglio laurearsi col massimo dei voti (anche a costo di andare 'fuori corso') anziché farlo nel tempo previsto; per 1 su 5 non è così importante fare stage in azienda o esperienze di lavoro durante gli studi; oltre 1 su 3 dice che per trovare un buon lavoro è più importante conoscere la teoria che saper fare le cose. Da rivedere anche la consapevolezza delle dinamiche aziendali: solo il 40% dimostra, ad esempio, cosa voglia dire l'acronimo CEO (l'amministratore delegato). Quasi la metà degli intervistati (45%) ammette di essere ancora molto, se non del tutto, disorientata e indecisa.
    (ANSA).
   

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