Giorgetto Giugiaro, dai primi passi al gotha del design

In un libro la storia dell'uomo, scritta di chi lo conosce bene

Redazione ANSA ROMA

Dalla provincia piemontese al tetto del mondo, con la matita in mano: è tutta qui, in estrema sintesi, la vicenda umana di Giorgetto Giugiaro, il più grande designer italiano.

Ora la sua storia, di uomo prima ancora che di grandissimo della matita, è raccontata nel libro 'Il giovane Giorgetto - come si diventa il car designer del secolo' di Giosuè Boetto Cohen ed edito dalla Libreria Automotoclub Storico Italiano.

Un vita in forma di romanzo, che prende l'abbrivio da Garessio, piccolo centro del cuneese da tremila anime, e si snoda lungo la ferrovia per Torino, a partire dal 1953, dove Giugiaro inizia a frequentare le scuole per forgiare le sue caratteristiche ancora 'in nuce'. E' figlio d'arte, Giugiaro: il padre, e prima ancora il nonno, fanno lo stesso mestiere.

Soprattutto il padre lo spingerà a proseguire la professione di famiglia, senza immaginare però che quel giovane timido diventerà il designer d'auto più famoso al mondo.

E proprio il legame con la provincia e con i ritmi lenti, la riservatezza tipicamente piemontese e un grande spirito di osservazione premetteranno a Giugiaro di infilare una serie di successi irripetibili. Dalla prima generazione delle Fiat Panda, Uno, Punto, della Volkswagen Golf e della Lancia Delta e fino alle avveniristiche DeLorean DMC 12 (resa famosa da 'Ritorno al futuro') e Bugatti EB118, Giugiaro ha davvero impresso una firma indelebile su oltre 50 anni di storia dell'automobilismo. Ha fatto diventare realtà, spesso a portata di tutti, quel che era nei sogni, dando vita a vetture davvero immortali e difficilmente replicabili nei tratti oltre che nei numeri.

Per stessa ammissione dell'autore, il libro è romanzato: riassume ore ed ore di chiacchierate, racconta in maniera cronachistica gli episodi salienti, e condisce il tutto con il sale della letteratura. L'obiettivo, anche questo dichiarato, è di non dare alle stampe l'ennesima biografia di Giugiaro, ma di raccontare l'uomo Giorgetto: quello stesso uomo che, almeno con la mente, dalla piccola Garessio non è mai andato via.

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