Mobilità elettrica taglia smog, meno 89% al 2030

Studio del Cnr su 5 città. Evitati costi salute fino a 3 miliardi

Tommaso Tetro ROMA

La mobilità elettrica salverà le città dall'inquinamento, fino all'89% in meno di smog al 2030. E eviterà la perdita di importanti risorse, che potrebbero arrivare a 3 miliardi di euro, a causa dei costi sociali che paghiamo in termini di salute e decessi per via dello smog. Sono i 'doppi benefici', ambientali e economici, del passaggio del parco veicoli attuale a mezzi elettrici, così come vengono raccontati dal rapporto 'Più mobilità elettrica: scenari futuri e qualità dell'aria nelle città italiane', realizzato dall'Istituto sull'inquinamento atmosferico del Cnr in collaborazione con Motus-E, l'associazione italiana per lo sviluppo della mobilità elettrica in Italia.

Con un ricambio del parco circolante di veicoli privati e della logistica verso una mobilità fatta da mezzi elettrici per il 2030 - spiega lo studio - si avrebbe una riduzione dell'inquinamento fino all'89% in meno e dei costi sociali che si pagano in termini di salute fino a 3 miliardi di euro. L'analisi - che prende in considerazione la dispersione in atmosfera e al suolo degli inquinanti e l'impatto delle emissioni in cinque città, da Torino a Milano, da Bologna a Roma e a Palermo - guarda a due scenari, uno al 2025 e uno al 2030.

I mezzi elettrici giocano un ruolo fondamentale nella riduzione delle concentrazioni degli inquinanti locali, in particolare di NO2 (biossido di azoto): si passerebbe da un minimo del 47% a Bologna a un massimo del 62% a Roma nello scenario al 2025; e dal 74% a Palermo fino all'89% nella Capitale, nello scenario al 2030. Ma proprio per il biossido di azoto - secondo uno studio condotto in 398 città in 22 Paesi pubblicato sul British Medical Journal - anche se la sua concentrazione nell'aria rientra nei limiti di legge, porta a un aumento della mortalità cardiovascolare e per patologie respiratorie; è per questo che per i risultati della ricerca viene ritenuto "associato a un rischio considerevole per la salute anche a livelli sotto gli standard e le Linee guida". Per le polveri sottili (PM10) l'impatto è minore: al 2025 si stima una riduzione che va da un minimo del 28% a Bologna fino a un massimo del 38% a Palermo; per lo scenario al 2030 la riduzione varia tra 34% e 46%. Più mezzi elettrici si traduce "anche in una significativa riduzione delle stime sul numero di vittime causate dall'inquinamento atmosferico per città come Milano, Roma e Torino". Il costo sociale associato al numero di decessi evitati varia tra circa 140 milioni e circa 2 miliardi di euro nello scenario al 2025, e circa 222 milioni e 3 miliardi nello scenario al 2030". 

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