Auto: AlixPartners, recupera mercato mondo, +8,5% nel 2021

Nel 2030 in Italia le elettriche saranno 24% mercato

Redazione ANSA TORINO

Per il mercato mondiale dell'auto la ripresa nel 2021 sarà più forte del previsto: le vendite di auto e veicoli leggeri si assesteranno a 83 milioni, in netto recupero rispetto ai 77 milioni del 2020 (+8,5%), per poi raggiungere quota 94 milioni nel 2025, riportandosi così sui volumi del 2017. È quanto emerge dal Global Automotive Outlook di AlixPartners, alla diciottesima edizione.
    In Italia le vendite raggiungeranno quota 1,7 milioni quest'anno (1,5 nel 2020) e saliranno a 1,9 milioni nel 2025, ancora distanti dai 2,1 milioni pre-pandemia. Nel 2030 le vetture elettriche rappresenteranno il 32% in Europa e il 24% in Italia. Si tratta di una ripresa superiore alle aspettative - spiega Alix Partners - grazie ai forti stimoli governativi (13.700 miliardi nei maggiori 11 Paesi del mondo, sette volte quanto speso nella crisi del 2009), alle aspettative positive sulle economie mondiali e al clima di maggior fiducia nei consumatori. Ma la ripresa dei mercati non sarà omogenea: in Cina le vendite di auto supereranno già quest'anno i livelli del 2019, negli Stati Uniti la piena ripresa avverrà nel 2023, mentre in Europa non si prevede nei prossimi cinque anni un ritorno ai livelli del 2019. Accanto alle elettriche le auto plug-in hybrid (PheV) e ibride (hev) rappresenteranno un'ulteriore quota pari al 60% nel 2025, per poi salire ancora al 67% nel 2030. Nonostante le ottime performance degli ultimi trimestri del 2020, con valori di profittabilità superiori a quelli del 2019, la redditività media delle case automobilistiche e dei fornitori continua il trend discendente dei precedenti anni anche per il forte incremento dei prezzi delle materie prime con picchi di incremento oltre il 90% nel 2021. "Il mercato sta riprendendo e ritornerà ai volumi del 2017 nel 2025. Costruttori e fornitori, in particolare europei, sono riusciti a chiudere il 2020 contenendo i danni e anzi migliorando l'indebitamento netto che è complessivamente sceso di 14 e 6 miliardi di dollari rispettivamente, il che è di per sé un risultato" afferma Dario Duse, managing director di AlixPartners e co-leader europeo del team Automotive and Industrial di AlixPartners. "Il nostro Disruption Index, che indica e classifica i principali elementi di trasformazione secondo gli operatori dell'industria, dice che il Covid non è più tra le principali preoccupazioni dei top manager, tuttavia la profittabilità rimarrà sotto pressione a causa della crescita dei costi delle materie prime (+90% a maggio 2021), degli ingenti investimenti necessari per l'elettrificazione - 330 miliardi di dollari nei prossimi 5 anni - e della necessità di rimodellare la supply chain, sviluppare ulteriormente competenze sul software e cambiare l'assetto produttivo delle fabbriche powertrain. Il tutto in un periodo in cui la crescita dei volumi non sosterrà una scala e dei costi dei componenti delle vetture elettriche tali da garantire un contributo positivo sui margini. Presidiare questi aspetti e governare la nuova value chain, che prevediamo vedrà una quota di make dei car makers fino al 50% maggiore, sono le prossime sfide dell'industria". "Costruttori e fornitori hanno una posizione finanziaria migliore di quanto ci si aspettasse, limitando l'impatto su fatturati e margini e con riserve di cassa che sono cresciute più dell'indebitamento, a dimostrazione di una buona tenuta dei flussi di cassa" aggiunge Paolo Pucino, director di AlixPartners che ha coordinato lo studio.

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