Covid, le varianti ora si scovano con l'epidemiologia genetica

La nuova tecnica ha identificato la variante Gamma in Brasile

Redazione ANSA

L'epidemiologia genetica e' il nuovo strumento per identificare in tempo la comparsa delle mutazioni che possono generare varianti potenzialmente pericolose del virus Sars-CoV-2. Lo indica la ricerca condotta su piu' di 7.000 genomi del virus, pubblicata sulla rivista Genetic Epidemiology e coordinata dall'Universita' di Harvard, che nell'autunno 2020 ha identificato le caratteristiche della variante Gamma in Brasile.

Grazie all'epidemiologia genetica, gli autori dello studio hanno esaminato il codice genetico di migliaia di esemplari di Sars-CoV-2 in tutto il mondo, cercando possibili collegamenti tra le diverse mutazioni e la mortalita' dei pazienti. In totale, sottolineano gli studiosi di Harvard, sono state analizzate quasi 30.000 posizioni differenti nel patrimonio genetico del coronavirus.

Una posizione, in particolare, spiegano i ricercatori di Harvard, coordinati da Georg Hahn, si mostrava legata in modo significativo alla mortalita' dei pazienti. Le mutazioni in questa posizione, precisano gli studiosi, causano cambiamenti in parte della proteina spike di Sars-CoV-2, la punta della corona del virus che svolge un ruolo chiave nel suo ingresso nelle cellule umane.

"Quando nell'autunno del 2020 abbiamo applicato le tecniche dell'epidemiologia molecolare ai genomi del Covid - ha spiegato Hahn - abbiamo notato un locus nei genomi del virus in Brasile che era associato a una maggiore mortalita' , e che in seguito e' diventato parte della definizione del cosiddetto ceppo P.1 dal Brasile. Questo ceppo - conclude - era piu' contagioso e piu' resistente agli anticorpi rispetto al ceppo originale, ed era legato un'ondata di morti di Covid-19 nel Paese dell'America Latina".

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