Giornata della felicità, viaggio nei Paesi che danno benessere e allegria

L'Onu ha scelto proprio l'equinozio di primavera, simbolicamente l'inizio del fiorire della vita

di Ida Bini COPENAGHEN

COPENAGHEN - Da 9 anni il 20 marzo si festeggia la Giornata internazionale della felicità: l'Onu ha scelto proprio l'equinozio di primavera, simbolicamente l'inizio del fiorire della vita, per riconoscere e celebrare il benessere delle persone in tutto il mondo. La ricerca della felicità per l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite è uno dei diritti dell'uomo nonché scopo fondamentale dell'umanità. Parlare di felicità in questo periodo di emergenza sanitaria è difficile ma è anche necessario, per non perdere la speranza e continuare a fare progetti per il futuro. Se la felicità è indiscutibilmente per tutti sconfiggere il virus, lo è anche pensare di programmare viaggi in luoghi che ci facciano stare bene. A questo proposito è stata stilata una classifica dei Paesi e delle città più felici del mondo: come l'anno scorso la Finlandia si aggiudica il primo posto mentre per la terza volta la Danimarca arriva al secondo posto della graduatoria, decisa in base ad alcuni fattori tra cui il Pil pro capite, il sostegno sociale, la speranza di vita, il tasso di occupazione, la libertà, la generosità e l'assenza di corruzione, tutti indicatori di benessere e felicità. Due città danesi, Aarhus e Copenaghen, rientrano nella top 5 dei centri abitati più felici del mondo; ma qual è il segreto della Danimarca? Secondo il direttore dell'Istituto di Copenaghen di ricerca sulla felicità Meik Wiking «nel Paese c'è la capacità di separare il benessere personale da quello economico: in Danimarca la felicità non ha un prezzo, qui la qualità della vita può comunque essere di alto livello. Anche il grado di fiducia nel prossimo» prosegue l'esperto «e la percezione di sicurezza di un popolo spiega la maggiore o minore felicità di un Paese rispetto a un altro. La Danimarca è nota per l'alto tasso di fiducia dei suoi abitanti - per esempio, una delle cose che stupisce di più i turisti è l'abitudine di lasciare i bambini nel passeggino fuori dai locali mentre bevono un caffè all'interno. Mi sembra che la recente pandemia abbia reso ancora più evidente il legame tra il grado di fiducia e quello di benessere». Lo stile di vita, dunque, contribuisce a rendere i danesi un popolo felice, ma anche la progettazione urbana è importante: un po' ovunque nel Paese sono presenti interessanti attrazioni architettoniche e di design, pensate proprio per i cittadini. Ecco qualche esempio: i Konditaget Lüders, aree di gioco colorate di rosso brillante con attrezzi per il fitness e pedane elastiche a disposizione di chiunque, sorgono sui tetti con vista sull'oceano nel nuovo quartiere Nordhavn di Copenaghen. L'artista Thomas Damboper ha creato nei boschi fuori città i sentieri dei Troll, che invitano le persone a visitare gli angoli meno conosciuti della Danimarca. Nella città di Aarhus si trova "The infinite bridge", un ponte circolare che porta verso il nulla: è un luogo che consente di godersi la camminata, di immergersi nel paesaggio marittimo e di fare il pieno di aria fresca. Sempre ad Aarhus, sul tetto della galleria d'arte moderna ARoS, sorge l'installazione di Olafur Eliasson "Your Rainbow Panorama": è un percorso che regala una vista a 360 gradi sulla città e la meravigliosa sensazione di camminare all'interno di un arcobaleno. Infine, a Vejle c'è la possibilità di vivere dentro a un'onda di felicità nel condominio "The Wave", che si staglia con il suo profilo simile a un'onda sulle rive di un fiordo.
    In attesa di viaggiare nel Paese felice, possiamo portare un po' di quella serenità anche nel nostro quotidiano; ecco tre modi per farlo: abbracciare la filosofia tutta scandinava della friluftsliv, la vita all'aria aperta con camminate, pedalate e nuotate; assimilare il concetto danese di hygge che consiste nel trovare la felicità nelle piccole cose di ogni giorno; e provare a creare un clima di fiducia nella propria comunità o quartiere, facendo volontariato e aiutando i vicini.
    Anche la Finlandia, che è la prima in classifica tra i Paesi più felici, ci insegna che il benessere fisico e spirituale è strettamente legato alla natura: da questo legame di amore e rispetto è nato il rito della sauna, tradizione di benessere e salute, accompagnata con infusi di erbe rinfrescanti e cibi spontanei offerti dalla natura. Da secoli la sauna accompagna lo stile di vita unico e salutare dei finlandesi, che anche noi possiamo imitare seppur limitatamente con passeggiate nella natura, massaggi e cibo salutare.
    I Paesi scandinavi, d'altronde, sono tutti immersi nella natura più incontaminata, quindi avvantaggiati nella graduatoria della felicità; secondo il World Happiness Report delle Nazioni Unite, il rapporto mondiale sulla felicità, Finlandia e Danimarca sono seguiti dalla Svizzera, dall'Islanda, dalla Norvegia, dai Paesi Bassi, dalla Svezia, dalla Nuova Zelanda, dall'Austria e dal Lussemburgo. Per quanto riguarda le città, invece, al primo posto della classifica c'è la finlandese Helsinki, seguita dalla danese Aarhus; le altre, in ordine di posizione, sono Wellington in Nuova Zelanda, Zurigo in Svizzera, Copenaghen in Danimarca e le norvegesi Bergen e Oslo. Le ultime tre città della top ten sono Tel Aviv in Israele, Stoccolma in Svezia e Brisbane in Australia. E l'Italia? Bisogna scendere fino al 30esimo posto in classifica per trovare il nostro Paese, preceduto dalla Spagna e seguito da Singapore. Per curiosità all'ultimo posto c'è l'Afghanistan. (ANSA).
   

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