La famiglia Tenco contro il monologo di Palombelli a Sanremo

Borioni-Laganà, ora rettificare. La giornalista, ho citato Paoli

(ANSA) - ROMA, 08 MAR - Lettera di protesta dei familiari di Luigi Tenco, che hanno stigmatizzato il monologo di Barbara Palombelli al Festival di Sanremo, venerdì 5 marzo, sottolineando che sono state diffuse "notizie improbabili sulla vita" del cantautore. A rilanciarla sono i consiglieri di amministrazione della Rai Rita Borioni e Riccardo Laganà, che nei giorni scorsi avevano già manifestato "disappunto per lo spazio concesso a volti del giornalismo Mediaset al Festival" e che sostengono che "tra discutibili palloncini in platea e monologhi forzati, sembra essere sfuggito, qui e lì, il controllo editoriale da parte dei vertici aziendali".
    Borioni e Laganà chiedono scusa alla famiglia Tenco e auspicano "che venga riservato uno spazio opportuno e congruo su Rai1 per poter serenamente rettificare quanto esposto durante la serata del 5 marzo" e chiedono inoltre "che la direzione artistica della prossima edizione di Sanremo venga affidata ad un interno Rai affinché possano essere salvaguardati al meglio gli autentici valori del servizio pubblico radio televisivo''.
    "Ho soltanto citato una mia intervista a Gino Paoli, che ha ripetuto le stesse parole in diverse occasioni. E mi sono documentata negli archivi Rai", si limita a replicare Barbara Palombelli, chiamata in causa in particolare per il passaggio del monologo in cui, riferendosi a Sanremo, ha affermato "Pensate che Luigi Tenco proprio qui giocando con una pistola ha trovato la morte". Frase giudicata 'inopportuna' dagli eredi del cantautore di Ciao amore ciao. (ANSA).
   

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